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Il nucleo centrale della disciplina psicoanalitica: il tabù universale dell'incesto simbolico

Questa scoperta della psicoanalisi quale legge dell'evoluzione costituisce anche la sua teoria epistemologica fondativa come vera scienza che non ha solo una funzione pragmatica come la scienza cosiddetta ufficiale ma una pura funzione di vera verità al di là di qualsiasi preoccupazione del tipo utilitaristico-funzionale. Il chè detto in altri termini: mentre la scienza serve a qualcosa e soprattutto la sua ancella la tecnica serve a qualcosa, la psicoanalisi invece non serve proprio a niente. La psicoanalisi infatti non è psicoterapia, non è psichiatria ma è solo una modalità relazionale e uno stile di vita coerente con questa modalità relazionale di tipo psicoanalitico.
Una modalità relazionale questa psicoanalitica, che non scopre la verità ma la produce la verità.
La verità sarà.

Prima/Dopo - Causa/Effetto


Questa verità Hegel la chiamava anche "il risultato" per indicare che non era prima ma sarà dopo e pur essendo dopo era anche già prima

Chiedeva Mosè al suo interlocutore: "Dimmi almeno il tuo nome affinchè io possa dire agli altri chi mi ha parlato."

E la voce rispose: "Io sarò quel che sarò."


IO SARO' QUEL CHE SARO'
( Ehyeh-Asher-Ehyeh )
  in ebraico: אֶהְיֶה אֲשֶׁר אֶהְיֶה‎ 
  Esodo 3,13-15








  • "Vero è solo l'intero" (Hegel)
  • "E infine saremo ciò che veramente siamo" (Silvia Montefoschi)



  • "Un organismo vivente non coincide con la somma delle sue parti" (questo è un principio delle scienze biologiche)



  1. Un uomo è un uomo
  2. una donna è una donna
  3. ma un uomo e una donna saldati in una sola persona del tipo duale sono una nuova specie vivente oltre l'anthropos.

  • La cosiddetta "mente isolata" o "mente irrelata" di certa psicologia o psichiatria, è solo un mito poichè nella realtà non esiste affatto una mente veramente irrelata dato che la vita è sempre relazione essendo proprio il fatto relazionale la sostanza del vivente.

  • "Nella realtà non esiste affatto alcuna soggettività ma sempre  e solo intersoggettività" (Martin Buber)



La mia lettura di Giovanni evangelista in lingua francese

In effetti avrei potuto scrivere ciò che ho scritto anche in italiano e risulterebbe lo stesso significato ma non è così.
Non so se il mio lettore lo sente ma leggere lo stesso contenuto in italiano e in francese risultano due significati diversi: è la musica che cambia e in questo caso la musica è bellissima.
In verità Giovanni scriveva in greco antico eppure sentite come suona bene questo contenuto in lingua francese.



Ci sono cose che è meglio dirle in italiano perchè in italiano suonano meglio 
ma altre cose suonano meglio in altre lingue: in francese, in veneto, in romanesco, in siciliano, in napoletano.


LE SUJET QUI EST DEUX ET QUI EST UN 



La pensée: celui qui est vivant.

La pensée: le vrai nom de Dieu.


"Au commencement était la Pensée,
et la Pensée était avec Dieu,
et la Pensèe était Dieu.
Elle était au commencement avec Dieu."

(Jean evangeliste)

L'avenir de la nature?
Une nouvelle humanité, 

la vraie humanité,
le Royaume Humain après la biosphère et la noosphère.


Le sujet qui est Deux et qui est Un n'a pas besoin d'un objet.




Nota: spero di aver scritto in corretto francese dato che è molto tempo che non lo pratico e quindi sono fuori esercizio ma credo di aver scritto giusto.

Storia del processo di socializzazione progressiva

Storia del processo di socializzazione progressiva: dal virus alla nuova persona duale


  •  macromolecola del DNA
  • virus
  • batteri (monocellulare: cellula procariote)

  • cellula eucariote
  • pluricellulare
  • piante e animali
  • evento KT (65 milioni di anni fa scompaiono i grandi rettili, dinosauri, così che i mammiferi possono cominciare a differenziarsi
  • circa 20 specie umane (homo erectus, homo abilis ecc...) 2 milioni di anni fa in Kenia
  • homo sapiens sapiens (100 mila anni fa nel Sud-Africa) il primo medico in quanto pratica la sepoltura dei morti segno di sviluppo dell'empatia ma che non è ancora l'intersoggettività

Storia del processo di socializzazione progressiva: l'empatia non è ancora l'intersoggettività

Mentre l'empatia sente l'altro in sè ed è questa che mette in moto quel processo che gli psicoanalisti chiamano "elaborazione del lutto", l'intersoggettività non si limita a sentire l'altro in sè ma sa che non è un semplice sentire ma che l'altro è proprio sè.
L'empatico è ancora animico cioè ancora intrappolato in un transfert mentre l'intersoggettività ha già risolto il transfert e non proietta più l'altro fuori di sè come altro da sè poichè sà non solo della distinzione dall'altro ma anche che l'atro non è fuori di sè ma è proprio sè ma non nel senso che tra l'uno è l'altro c'è solo un legame psichico ma c'è un legame concreto ossia sono un unico corpo duale: fuori non c'è niente, fuori c'è solo il transfert.
Le personalità narcisiste nel senso di psicopatiche hanno una deficienza di empatia ma le persone empatiche non sono affatto intersoggettive.
Diversamente le persone intersoggettive ovvero i mutanti sembrano narcisiste ma non lo sono perchè non amano sè ma l'altro in sè, non amano sè, amano sè come fosse l'altro ma è l'altro.
L'anima non è solo una funzione psichica come credevano Freud e Jung ma è una donna concreta in carne ed ossa: il simbolico è reale e il reale è simbolico.

Gli dissi in un momento di trasporto: "Silvia tu sei un simbolo vivente."
Silvia Montefoschi: "No, non un simbolo vivente ma un archetipo vivente."

Il processo di socializzazione progressiva dopo la nascita dell'homo sapiens sapiens 


  • 60 mila anni fa: prime manifestazioni artistiche del solo homo sapiens sapiens e non delle altre 20 specie umane
  • 30 mila anni fa: termina lo sterminio da parte della specie homo sapiens sapiens di tutte le altre specie umane. In verità l'homo sapiens sapiens e l'uomo di Neandhertal si sono incrociati filiando ma mentre l'incrocio maschio sapiens e femmina neandhertal non producevano figli sapiens, l'incrocio femmina sapiens e maschio neandhertal producevano solo figli sapiens e non neandhertal quindi noi tutti siamo figli di una femmina sapiens. Sicchè in un certo senso possiamo dire che i figli sono sempre e solo i figli della femmina. Certe volte infatti mi chiedo come mai io sono così evoluto e la risposta credo che non vada ricercata nella genealogia paterna quanto piuttosto nella genealogia materna. L'uomo impedisce il caos a costo di alimentare un ordine ormai già vecchio e anacronistico ma è la donna che crea nuovi ordini: non esistono uomini rivoluzionari ma solo donne rivoluzionarie e se un uomo è un rivoluzionario è perchè è la donna che parla in questo uomo e lui anzichè farla tacere si pone in attento ascolto. E' dai mitocondri infatti ovvero dagli occhi della donna che viene l'energia che alimenta il sistema conoscitivo cellulare di sempre nuova energia.
Grotte dei Balzi Rossi - Mentone vicino a Ventimiglia

Lo stato e la psicoanalisi


  • l'istituzione statale (in tutte le sue versioni): evoluzione orizzontale della pulsione  sociale
  • la psicoanalisi: evoluzione verticale della pulsione sociale
In verità si dovrebbe dire che l'homo sapiens sapiens si evolve su due registri paralleli e non in contrapposizione:
  • La storia della tecnica
  • la storia della medicina
In fondo che cosa è lo stato? Una tecnica e infatti si usa dire anche "la macchina statale", una macchina molto utile a mantenere, difendere  e potenziare la pulsione sociale nell'attesa che la storia della medicina riesca a produrre il Pharmakon per antonomasia ossia quell'intero di cui il medico Hegel diceva nella "fenomenologia dello spirito del 1807 dopo aver analizzato la modalità relazionale schiavo-padrone cioè il sado-masochismo, che "la verità è solo l'intero".

L'ultimo conflitto edipico: Freud & Jung


E l'intero infine nacque al termine di 100 mila anni di storia della medicina a partire dai sacerdoti-stregoni del paleolitico fino agli psicoanalisti del 1900 dopo cristo.

Nacque così al termine della storia dell'universo, la nuova persona duale risultato ultimo dell'evoluzione verticale della pulsione sociale.

Terminata questa lunghissima parentesi che chiamiamo storia dell'universo, l'uni-verso scomparve e rimase l'uno che non andava più verso-l'uno essendo questi già l'uno.

Chi va verso l'uno è ancora uni-verso.
Chi non va verso l'uno invece ha già portato a compimento l'esodo oltre l'universo ovvero oltre lo spazi-tempo -massa lì dove non vi è più nè storia nè geografia.

La medicina non è un tecnica terapeutica ma è proprio una persona reale e concreta in carne ed ossa: la nuova persona duale, l'intero, la verità

Dall'uomo all''Uomo-Dio e dalla donna alla Donna-Dio ovvero il dialogo ontologico oltre la dialettica storica

Gli uccelli si sono sbagliati: non è così che si vola

Gli uccelli infatti al massimo raggiungono i 12 mila metri di altezza, praticamente come un aereo di linea e lì si fermano. Quello infatti è il loro capolinea.
Hanno fatto bene gli uomini e le donne sapiens sapiens nostri antenati a tentare un'altra via all'evoluzione e ci hanno azzeccato: è stato un colpo di fortuna o sapevano? Comunque bravi.


L'evoluzione dell'essere dal punto di vista energetico


Preistoria dell'essere

  1. materia e antimateria
  2. materia polarizzata


Oltre la preistoria dell'essere

    3. monopolo dipolare
I gemelli - disegno di Silvia Montefoschi
"Solo coloro che si fanno identici possono congiungersi veramente e non i diversi"

(Silvia Montefoschi)


Carl Gustav Jung superando l'impostazione pessimistica (altri direbbero "realistica") di Freud sulla soluzione del tabù universale dell'incesto simbolico, teorizzava la "coniunctio oppositorum" che non convinse veramente più di tanto come soluzione stabile e definitiva, invece come si vede la biologa oltre che psicoanalista Silvia Montefoschi non parla affatto di "congiunzione degli opposti"  ma di "congiunzione degli identici".

Cosa significa?
Significa che solo coloro che sono capaci di farsi identici possono congiungersi veramente ossia non una tantum ma una volta per tutte costituendo pertanto la nuova persona duale o monopolo dipolare.
Si tratta quindi non di un "fare anima" ma di un "farsi identici" ovvero di un "divenir gemelli".
Anzi Silvia parla di "abbandonare l'anima" poichè l'anima è ancora una proiezione, ancora un transfert di sè fuori di sè come altro di sè.
Se per Jung infatti l'anima è solo una funzione dello psichismo per Silvia Montefoschi l'anima è invece una donna concreta in carne ed ossa sia che sia un/a terrestre, sia che sia un/a extraterrestre.

Per riassumere: se l'era della materia-antimateria e la nuova era della materia polarizzata che si manifestano nei tre regni materiali, minerale, vegetale e animale, esprimono la massificazione dell'energia pensante, 
il nuovo monopolo dipolare manifesta invece una inversione di tendenza del processo dialettico e  evolutivo dell'uni-verso ovvero non si tratta più del processo di massificazione (nichilismo) ma del nuovo processo di de-massificazione (oltre il nichilismo) già avviatosi con il primo esemplare della nuova e vera umanità GiovanniSilvia che costituiscono essi stessi l'Oltre da non confondere con l'Aldilà che invece è anch'esso nell'uni-verso (Aldiquà + Aldilà) in quanto i corpi dei cento miliardi di defunti terrestri che ora abitano altri pianeti (le "tante dimore del Padre" del vangelo di Giovanni) sono anch'essi ancora adesso di materia sia pur meno pesante.

C'est ne qu'un debut continuons le combat 


"E infine il Pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi" (Silvia Montefoschi)


  1. reazione termonucleare
  2. sintesi molecolare
  3. sessualità
  4. comunicazione
  5. nuova percezione (il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente)

ovvero

  1. coscienza virtuale (materia-antimateria)
  2. coscienza semplice (soggetto/oggetto)
  3. soggetto riflessivo individuale (SRI o elettrone cioè l'atomo)
  4. soggetto riflessivo super-individuale primo (artisti, poeti. letterati, filosofi, teologi, psicoanalisti)
  5. soggetto riflessivo super-individuale secondo (Giovanni Evangelista)
  6. soggetto super-riflessivo primo (Silvia Montefoschi e Giovanni Evangelista)
  7. soggetto super-riflessivo secondo (GiovanniSilvia il prototipo)
  8. soggetto super-riflessivo ultimo (il coro o "gruppo-individuo duale" dei "144 mila" umani mutanti che saranno comunque sempre GiovanniSilvia che a loro volta non saranno più neanche GiovanniSilvia ma anch'essi solo l'uno e l'altro dell'unico discorso)

Elettrone e super-elettrone

Otto momenti della storia evolutiva dell'Essere quale movimento di sintesi dei tanti frammenti dell'Essere che è simultaneamente Uno e Duale ma che fondamentalmente due sono i momenti principali di questa evoluzione del Pensiero Uno: l'elettrone e il trapasso evolutivo dall'elettrone che è il quarto elemento di un sistema conoscitivo atomico al nuovo super-elettrone che è invece il quinto elemento.

Se il corpo è già coscienza (in quanto prodotto dalla dialettica della natura) e l'io è coscienza della coscienza corporea, il soggetto che è latro dall'Io è la coscienza della coscienza (l'Io) della coscienza (il corpo).

- Gli animali pensano.
- Gli umani pensano e oltre a ciò sanno anche di pensare
- Gli dei (la nuova e vera umanità) pensano come gli animali, sanno di pensare come gli umani appartenenti alla vecchia umanità ma in più sanno anche di essere solo pensiero.


"Il finito proprio perchè finito non può mai finire ma può solo scomparire
tuttavia quando scompare, scomparirà in assoluto per non più ritornare."

(Silvia Montefoschi)


"E le cose di prima sono passate" (Apocalisse di Giovanni)
"E le cose di prima non sono mai state" (Nuova apocalisse di GiovanniSilvia)

L'evoluzione del logos: la legge e il suo ordine fino all'ordine nuovo

  1. Reazione termonucleare
  2. sintesi molecolare
  3. sessualità
  4. comunicazione
  5. ?

Si dà così in natura finalmente un NUOVO ORGANO DI PERCEZIONE ovvero il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente. 
Praticamente è il silenzio ovvero la vita eterna finalmente pienamente consapevole di sè.

Il desiderio incestuoso e la fallimentare soluzione edipica

Loro sapevano dell'Edipo ma ciò che non sapevano era la soluzione. 
La soluzione infatti era l'esodo del nuovo popolo eletto ma l'esodo dall'uni-verso questa volta e non più solo dall'Egitto che era anch'essa terra di schiavitù per il vecchio popolo eletto.


Sapere comunque era già un buon inizio: tutti uomini come si vede. E le donne? Le donne ci sono ma stanno a casa poichè quello è il loro posto e che non si permettano.
Non che gli uomini siano cattivi come pensano alcune femministe incattivite: nessuno è cattivo, non c'è cattiveria ma è l'ordine del discorso (il logos) che necessita un tale sacrificio (che se per alcune femmine è un sacrifico per altre non è affatto un sacrificio  e chi più e chi meno si trovano comunque a loro agio in un tale ordine.
Non c'è cattiveria alcune e anzi tutto il ben di Dio prodotto dal progresso è frutto di un tale ordine sado-masochista che permette comunque il funzionamento della ragione anche se si tratta della vecchia ragione.

L'essenza del sapere psicoanalitico

Almeno però con questa nuova corrente di pensiero si conosceva la legge che pre-esisteva a un tale ordine e fu proprio Freud e poi Jung a nominarla come la legge del tabù universale dell'incesto simbolico.
Poi arrivarono Silvia Montefoschi ("arrivarono" perchè trattasi in verità di GiovanniSilvia) e fu trovata la soluzione al tabù universale dell'incesto simbolico.
Non basta infatti trasgredire alla legge una tantum ma è necessario ai fini risolutivi trasgredirla anche per sempre e una volta per tutte altrimenti siamo alle solite in un eterno ritorno sempre uguale a se stesso: il rivoluzionario di oggi che si trasforma nel tiranno di domani.

Dalla coniunctio una-tantum all'ultima coniunctio


E se con Jung il lavoro comincia a concentrarsi a livello teorico (ma a livello pratico già con Freud) sul concetto di "coniunctio", si comincia invece già a parlare di "archetipo dell'ultima coniuctio". con la psicoanalista Silvia Montefoschi che non a caso chiamiamo anche "ultima psicoanalista" e a ragione "ultima " perchè è stata la rifondazione epistemologica della psicoanalisi su base più che relazionale ma intersoggettiva e addirittura intersoggettiva radicale che ha condotto al capolinea la stessa centenaria storia della psicoanalisi.
Al suo capolinea la psicoanalisi cessa di essere psicoanalisi per divenire la stessa "vita vera" oltre la preistoria della vita ovvero oltre la preistoria dell'Essere


La gestalt dell'archetipo dell'ultima coniunctio


Questo archetipo è il vero e unico novum storico di questi ultimi tempi dell'evoluzione della natura e non l'entrata nella storia delle tante "diavolerie tecnologiche" che certo non sono il male come invece certi filosofi ci vogliono port<re a credere con la messa nel banco degli imputati della tecnica ma che riguardano comunque solo il mondo del progresso, progresso che non è sinonimo e non coincide con l'evoluzione. Del resto su questo argomento in altri articoli abbiamo già detto che non la tecnica ma la divisione del lavoro tra uomini e donne, ovvero al prima divisione del lavoro, è stato il vaso di pandora da cui sono scaturiti tutti i mali eppure anche questo male è stato necessario proprio ai fini evolutivi e in questo senso è vero il detto che non tutto il male vien per nuocere. Oggi però sappiamo e una tale divisone del lavoro tra uomini e donne per la prima volta nella storia dell'universo non è più necessaria per cui voler proseguire su quella strada significa solo che la specie umana non è la specie più cattiva ma solo la specie più stupida perchè adesso sappiamo l'origine del male: il preistorico apartheid maschi femmine che se in altri tempi era necessario proprio ai fini evolutivi oggi invece è un ostacolo a una ulteriore evoluzione della specie.

La storia del lavoro e il concetto di "processo" come un "continuum" inseparabile nei suoi singoli momenti discreti e finiti


Se la storia del lavoro è la storia del lavoro, con il 1895 questa storia del lavoro coincide con la storia stessa della psicoanalisi perchè altrimenti sarebbe come dire che i veri lavoratori degli stabilimenti  Fiat sono i cuochi della mensa degli operai: certo che anche i cuochi che lavorano alla mensa sono anche loro operai che partecipano della catena lavorativa ma la finalità della mensa e di tutto il processo complessivo del lavoro sono invece proprio gli operai che lavorano ala catena di montaggio delle automobili ovvero al prodotto finale.
Questi ultimi operai sono gli psicoanalisti: sia quelli che in maniera consapevole attuano la teoria psicoanalitica sia anche quelli che la attuano in maniera più o meno inconsapevole poichè anche costoro sono psicoanalisti a loro insaputa come i pazienti degli psicoanalisti che anche loro sono psicoanalisti essendo la psicoanalisi coincidente con il processo psicoanalitico ma comunque è sempre meglio saperlo di essere gli attuatori del processo psicoanalitico, questo per accelerare il processo psicoanalitico stesso. Quello dello psicoanalista infatti non può essere considerato una professione, un mestiere, proprio perchè lo psicoanalista è il vero essere umano.
A differenza infatti di coloro che temono di essere accusati di razzismo noi non abbiamo alcuna paura o timore di affermare che chi non è uno psicoanalista è un sub-umano anche se preferiamo usare i termini di "vecchia umanità e nuova umanità" in quanto i sub-umani a differenza delle altre specie animali non mancano di nulla per trasformarsi in umani veri e propri se non il sacrificio della modalità relazionale interdipendente che è poi la modalità normale di relazionarsi tra umani: schiavo-padrone, soggetto-oggetto per cui paradossale a dirsi ma gli anormali sarebbero gli umani più intersoggettivi.
Come ha fatto la psicoanalisi a capire tutte queste cose e a risolvere una volta per tutte il mistero della vita tutta?
Grazie alla teoria del transfert-proiezione.

TOMORROW IN JERUSALEM

la città di Dio (tradotto "la città della nuova e vera umanità non più antroporiferita")



Storiella ebraica? No storiella psicoanalitica

Ma io per diventare un elettrauto devo essere buono?
No, non c'è assolutamente bisogno che tu sia buono se è questo il tuo scopo ma devi semplicemente frequentare un corso professionale per elettrauti. Tutto qui.

Ugualmente per divenire un vero essere umano basta superare la fase evolutiva della comunicazione e tutto va da sè in maniera completamente naturale, niente è soprannaturale ma tutto incluso i fenomeni classificati come soprannaturali sono anch'essi totalmente naturali: non c'è affatto bisogno di diventare buoni come invece predicano i preti e i cattolici che sono condannati a  stare in croce per poter essere buoni.

Gli psicoanalisti invece che hanno superato la comunicazione, loro non vivono come contro-natura non trattare l'altro da sè come un conosciuto rispetto a loro conoscenti, oggetti rispetto a  loro soggetti, perchè questa è la loro nuova natura e quindi non stanno affatto in croce tra una natura (interdipendente) e una contronatura (intersoggettiva).

Il buon vecchio Dio fa bene a dare il paradiso ai preti e ai cattolici perchè loro soffrono a stare in croce e quindi se lo sono ben meritato il loro paradiso per buoni
noi "psicoanalisti" invece non abbiamo bisogno del paradiso poichè siamo già in paradiso non essendo affatto in croce e quindi non abbiamo nessun merito essendo proprio l'intersoggettività la nostra vera natura che non viviamo affatto come una contro-natura.

Una cosa simile affermava il filosofo greco Platone che della tripartizione in filosofi, operai e soldati diceva che i filosofi erano già soddisfatti grazie alla filosofia ma proprio per questo e a maggior ragione invece era opportuno e secondo giustizia stipendiare  bene anzi molto bene gli operai e i soldati.



Un popolo in cammino nel grande esodo oltre la croce dell'universo


Non che la croce dell'uni-verso sia scomparsa del tutto ma quel che ne rimane è più solo la memoria della croce che funziona più solo per forza d'inerzia essendo già scomparsa come vera realtà: l'attuale memoria della croce infatti è altro dalla precedente realtà della croce.
Adesso quindi il nuovo lavoro che ci vede impegnati è più solo il non riattivare una tale memoria e non indugiare in essa in modo che si sbiadisca sempre più e poi e infine scompaia definitivamente una volta per tutte.

"E le cose di prima non sono mai state" (Nuova Apocalisse di GiovanniSilvia)

Fine della preistoria dell'Essere o Logos: finalmente il grande conflitto maschi-femmine è terminato e ne rimane più solo il ricordo.

Questo è il nuovo e vero natale.

Il Dio vero è infatti il Dio-Duale e soprattutto non altro da noi altrimenti si ritorna al transfert.

La nuova teologia psicoanalitica?

Dalla obsoleta teologia della consustanzialità con Dio alla nuova teologia della identicità con il Dio.

Domanda infinita chiede risposta infinita

“Io sono l’alfa e l’omega il vivente” (Apocalisse di Giovanni)


Dio non pensa
gli umani pensano
Dio è il pensiero

"E i frammenti si cercano per realizzare l'unità originaria" (Platone)
"Verità è solo l'Intero" (Hegel)
"E infine il pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi"  (GiovanniSilvia)


Così la mia amica
l'ignorantona
si Lei
proprio Lei
con la elle maiuscola
colei che nei suoi scritti autobiografici confessò che a leggere i libri di teologia
dopo un po' le veniva il mal di testa:

"Non mi fare domande
perchè tanto io non ho risposte da offrirti
e non ho risposte alle tue domande
non perchè io sono ignorante
ma più semplicemente perchè io sono la risposta alla tua domanda:"


(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - Poesie e canzoni", 1a ediz. 2010)







Nota: attenzione perchè anche se sia Platone che Hegel sono esponenti non del sistema ma del "partito dell'Uno" quale nuova logica rivoluzionaria tuttavia per Hegel l'intero non è affatto "originario" ma è "risultato", risultato di un processo dialettico che nel dopo Hegel si rivelerà essere processo evolutivo grazie a Lamark, Darwin e Friedrich Engels.
"Risultato processuale" dell'Automaton "la volpe" o "astuzia della storia" che è il "burattinaio dei burattinai" e che i discendenti di Freud e Jung chiamano anche "inconscio universale" o  "principio di sincronicità" (che poi corrisponde alla "Divina Provvidenza" dei cattolici o al "Fato" nietzschiano) proprio come viene esplicitato dal suo allievo autore dell'opera nel 1921 di "La stella della redenzione" che dopo la pura teoria hegeliana sembra alludere anche a una prassi hegeliana in grado di "changer la vie et transformez le monde" delle avanguardie artistiche storiche surrealiste ma che già era in quegli anni sia pure ancora allo stato di "preistoria della psicoanalisi" non ancora giunta allo stato dell'arte:

"Unità è solo un divenire unità" (Franz Rosenzweig)

"Non esiste nella realtà alcuna libertà ma se proprio vogliamo
possiamo comunque chiamare libertà la coscienza della NECESSITA" (Friedrich Engels)



TEOTOKOS

"Amica
amica
amore mio

Lilith
Eva
Nefertiti
Teotokos
Teresa
singolarità originaria

dalla tua testa io sono nato
e a te ritornerò
ma già sono con te 
e in te una cosa sola con te
conscio comunque
grazie alla Scienza
della irreversibilità del Due
pur essendo Uno."

(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - Poesie e canzoni", 1a ediz. 2010)




Che ne sarà allora e infine degli esponenti del sistema?

UNA MALATTIA TERMINALE CHIAMATA "NICHILISMO"

Il trionfo definitivo e apocalittico del nichilismo quale malattia terminale coincide con la fine del nichilismo stesso dato che la morte del malato è anche la morte della malattia.
Così mentre la vita viene comunque salvata in un oltre l'uni-verso dalla nuova e vera e vera umanità non più antroporiferita per poter essere sempre più essere quali fondatori del vero Regno Umano, la vecchia umanità ancora antroporiferita invece divenuta ontologicamente insignificante scompare per mancanza di Essere.

"il finito proprio perchè finito non può mai finire
ma può solo scomparire
tuttavia quando scompare
scomparirà in assoluto
per non più ritornare" (GiovanniSilvia)


"E le cose di prima sono passate." (Apocalisse di Giovanni Evangelista)
"E le cose di prima non sono mai state" (Nuova Apocalisse di GiovanniSilvia)


DE CIVITATE DEI: in cammino in un ultimo esodo verso la città di Dio

  1. Reazione termonucleare
  2. sintesi molecolare
  3. sessualità
  4. comunicazione
  5. ?

Si dà così in natura un NUOVO ORGANO DI PERCEZIONE ovvero il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente. 
Praticamente è il silenzio ovvero la vita eterna finalmente pienamente consapevole di sè.


“Sarà solo un istante
e
una luce abbagliante
dissolverà la tenebra
che ancora ottenebra
la nostra mente
e
si udrà la voce
dell’assoluto silenzio
che dice
la fine il fine
l’infinito”
(Silvia Montefoschi, 25 aprile 2009)

Il mistero del tempo



Non esiste "domani"
non esiste "ieri"
esiste solo, non dico "oggi", ma "adesso"

Tutto il passato
ma anche tutto il futuro
è racchiuso in questo "adesso"

Hic et nunc?
Forse sarebbe più vero dire solo "nunc"
poichè il presente non è un luogo
un luogo è già storia
ma la storia è passato e anche futuro
non solo il presente

Ecco allora svelato cosa è la preistoria dell'essere
è lo spazio-tempo-massa

Già Bergson diceva che materia altro non è che memoria
memoria è il passato
memoria è anche il futuro
reale è solo il presente

Ecco anche perchè a differenza di molti che dicono 
Aldilà, Aldilà
noi diciamo solo Oltre e non più Aldilà
Oltre

Tutto è cominciato con Max Planck
e i nuovi fisici quantistici
e ringraziamo anche i filosofi del tempo
Agostino, Bergson e tanti altri
poi e infine venne la psicoanalisi e si comprese tutto

Ora al capolinea della storia universale 
attendiamo il segnale per la fine di tutto

Molti si attardano ancora con la politica e i suoi giochi
ma non hanno capito niente
gli ultimi ritardatari
un bel passatempo la politica non c'è che dire
sempre meglio che ubriacarsi comunque

E' come se nell'epoca di internet
altri usassero ancora i segnali di fumo per comunicare
oggi c'è il nuovo sesto senso 
ma non il sesto senso per vedere i fantasmi
il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente

c'è poco da comunicare se non per motivi tecnici
fino a che si ha ancora una forma corporea-materiale
che deve proteggersi dalle intemperie, mangiare e dormire
più per mangiare che per dormire se si sogna anche  di giorno
ma i più avanzati di noi
ma io non lo sono
riescono a mangiare pochissimo anche
Silvia Montefoschi la compagna di Giovanni Evangelista
al mattino un caffè
all'ora di pranzo si fumava una sigaretta
e alla sera una insalatina o comunque una verdura
ed è morta a 84 anni
poveri chef stellati
diventeranno disoccupati

E' questa la psicoanalisi?
Anche questo fa parte del percorso
che prima o dopo si deve affrontare
lo psicoanalista infatti non è un intellettuale
Ma Lacan mangiava
Si Lacan era una buona forchetta
questa però non è una obiezione perchè anche le buone forchette si evolvono anche loro
ma si evolvono fino ad un certo punto
e infatti anche Lacan come Freud era un pessimista
Cosa vuole dire in psicoanalisi essere pessimista?
Significa riconoscere i propri limiti
Basta però riconoscere che quei limiti sono i propri limiti
e non quelli dell'intera specie
anche questo è essere intellettualmente onesti
Se tu non c'è la fai
fai bene ad ammetterlo
ma non estendere questi tuoi limiti all'intera specie
questo non è più onestà intellettuale.
Anzi fai di più
fai il tifo per chi si imbarca nell'impresa
e vuole provare a farcela
gridagli: "Forza sei tutti noi! Dai che c'è la puoi fare!"


Le particelle di materia e antimateria furono costrette a comunicare se non volevano morire
ma noi non temiamo più l'annichilimento
dall'incontro tra essere o esperienza e coscienza di essere quale sapere di essere.

Oggi non c'è più bisogno di comunicare
oggi non si muore più.
solo coloro che temono ancora la morte 
fanno bene a comunicare
anche se questo non li salverà certamente dalla morte
ma la accelererà
dato che comunicare produce entropia
ecco perchè noi ci professiamo uomini e donne d'ordine
ma non siamo conservatori 
anzi siamo i veri rivoluzionari
i militanti di un vero ordine nuovo
siamo i nuovi templari
anche noi monaci e guerrieri
ma i biologi ci definiscono meno poeticamente ma più scientificamente
con il nome di "mutanti"

hanno ragione i biologi 
ma se vogliamo dirla tutta
va precisato
che noi non siamo "mutanti" qualsiasi
ma gli ultimi mutanti
ecco
allora va bene
hanno ragione i biologi
noi siamo oltre
oltre il principio di opposizione.

Nessuna medaglia
è la natura
il risultato ultimo della dialettica della natura
da cui è emersa la dialettica della storia.

Ora è il dialogo e non più la dialettica
e il dialogo non conosce antitesi ma solo sintesi
e la megasintesi è Dio
la città di Dio
poichè pur avendo tanti nomi sono sempre e solo i due
i due che erano in principio e che erano uno
l'uno  e l'altro del Logos
la Scienza
la Scienza vera
proprio come quell'uno
che non è l'uno ma l'Uno vero che è solo l'Uno-Duale.

(Andrea Morelli, "Cantare l'uno vero - Poesie e canzoni", 1a ediz. 2010)




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Il mistero dei misteri: l'enigma del tempo (pagina facebook)

Oh Signù! Ancora con 'sta storia dell'universo?! Ma quando finisce?

Oh Signù! E basta con sta storia dell'universo che non ne possiamo più!
Raccontaci la storia della Padania.
Vogliamo la Repubblica Autonoma e Libera di Genova.
Nel precedente post dicevo che tenendo presente il concetto di "singolarità" si poteva così raccontare in maniera più "scientifica" appoggiandosi ai dati della più moderna astrofisica, quanto a suo tempo era già stato raccontato in termini più "favolistici" o "onirici" o comunque tramandati di tribù nomade in tribù più o meno stanziale dalla "tradizione" dal libro biblico del "Genesi" e poi ri-raccontati dall'Aquila (Giovanni Evangelista).

SINGOLARITA'
1. La singolarità iniziale
2. La "breve" parentesi della storia dell'uni-verso ("breve" si fa per dire: 13,7 miliardi di anni)
3. Singolarità finale

"Allora il tabù dell'incesto si svela infine come l'unica dinamica che dette nascita al nostro universo e che comporta sì la sua fine, ma una fine che non sarà la morte dell'esserci dell'essere, bensì la nascita di una nuova condizione dell'esserci dell'essere, condizione che si può prevedere come quella della definitiva liberazione dalla dimensione materiale dell'unico soggetto pensante che arriva a sapere di sé come il vero esistente, nel reciproco sapersi dei soggetti pensanti e nel quale si realizza il definitivo ricongiungimento dei due nell'uno.
Condizione questa che si può però realizzare soltanto se saranno tutti i pensanti dell'universo, anche se i tutti saranno pochi, a unirsi nell'unico soggetto super riflessivo, facendo convergere l'universo nel punto singolare donde nacque e farlo così saltare oltre lo stesso, nel continuum di un punto momento nel quale soltanto possiamo concepire l'infinito, quale esserci della presenza al cospetto di altra presenza."
(Silvia Montefoschi, 2009)



ENERGIA
Ecco oggi mi proverò a riraccontare quei tre stessi momenti della storia dell'universo in puri termini energetici.
1. Energia Pensante
(è la prima forma di energia da cui tutte le altre forme di energia derivano)
2. Massificazione dell'energia pensante
(L'energia Pensante originaria con l'evento Big Bang si oggettivizza ovvero si massifica nelle altre forme di energia e nelle altre forme costituenti l'universo che la filosofia usa chiamare "esistenti" contrapposti all'Essere.)
3. Demassificazione dell'energia pensante e scomparsa dell'uni-verso

Mi pare chiaro no?!
L'intera storia dell'universo in tre semplici passaggi dal punto di vista puramente energetico.



IL PROCESSO DI DEMASSIFICAZIONE
Allora?
Dove va a parare questa elaborazione teorica dal punto di vista della prassi rivoluzionaria?
Ci dice semplicemente che oggi all'ordine del giorno c'è il processo di demassificazione dell'energia pensante originaria.



In verità è sempre stato così ma un operaio che lavora allo stato dell'arte e non alla carlona, lavora step by step e non fa il passo più lungo della sua gamba per cui l'operaio universo ha operato all'opus magnum di demassificazione dell'energia di sintesi in sintesi, forma dopo forma, step by step come un vero operaio coscienzioso che sa fare il suo mestiere e non improvvisa fino ad arrivare a questo oggi di sprint finale in cui conclude il suo immane lavoro iniziato con la storia evolutiva della natura (dialettica della natura ovvero dialettica dlel'inconscio) e terminato con la storia umana (dialettica della storia o dialettica della coscienza). Momento questo in cui al termine della storia centenaria della psicoanalisi si consapevolizza che la dialettica è interminabile e trapassa quindi e di conseguenza dall'oppio della dialettica interminabile al dialogo oltre la dialettica.
E vissero felici e contenti.
Ma non è una favola ma è lo scenario storico attuale che vede il tramonto dell'Anthropos e l'alba del vero REGNO (specificamente) UMANO dopo i tre regni ancora materiali: minerale, vegetale e animale fino a quella forma vivente che non è nè carne nè pesce che è la specie umana che non è un vero animale come si deve dato che a differenza degli animali non solo pensa ma sa di pensare e tuttavia non è ancora un vero essere umano come si deve perchè pur sapendo di pensare non ripone completamente nella sua funzione pensante l'intera sua identità ma è ancor convinto di appartenere al regno animale o per dirla con Nietzsche è ancora "umano troppo umano".
Ecco perchè la parola d'ordine lanciata dall'ultima psicoanalisi più consapevole è:
1. Abbandonare l'anima
2. E poi abbandonare anche il corpo


Il processo evolutivo che è anche individuativo non può essere indolore

Purtroppo i vetero-psicoanalisti vi raccontano la balla che con la psicoanalisi si diventa felici  ma la verità è che se tu sei una forma vivente in evoluzione non puoi essere felice.
I preti d'altra parte invece ci insegnano a sforzarvi di fare un sorriso a 132 denti così chi vi vede pensa: "Hai visto che Gesù fa felici!"
La filosofa marxista allieva di Georgy Lucaks e teorica del cosiddetti "bisogni radicali" dal suo punto di vista diceva che "solo uno stronzo oggi può essere felice" (Agnes Heller) io però parlo dal punto di vista evolutivo e non etico.
Un giorno dissi a Silvia (Montefoschi):
"Comunque sia, Silvia anche nella sofferenza noi viviamo sempre con un sottofondo di felicità."
Manco avessi bestemmiato! Silvia reagì bruscamente:
"Nooooooooooo! Io non sono affatto felice."
Non osai contraddirla anche perchè riflettendo sulla mia vita quotidiana non potevo proprio dirmi felice anche se tutte le volte che riuscivo a contattare Thérèse ero felice almeno in quel momento e comunque anche se quel momento aveva una interruzione più o meno lunga, quel momento di percezione di Thérèse si riverberava nei giorni e nelle settimane successive.
Tuttavia non osai dirgli: "Silvia ma io sono felice quando sto con Thérèse."
Silvia stava con Giovanni: come è possibile che non sapesse queste cose: non aveva esperienza?
Mha! Forse GiovanniSilvia sono meno egoisti mentre io quando sto con Thérèse non mi frega più niente del mondo avendo già tutto.
Forse però la spiegazione è un'altra: io mi accontento di sentire Thérèse e accetto di perderla mentre Silvia non può accettare di perdere Giovanni neanche per un secondo.
Questo non significa che GiovanniSilvia sono una potenza erotica e AndreaThèrèse non lo sono ma forse è che a GiovanniSilvia di questo mondo non gli frega proprio un bel niente.


Il processo di dis-erotizzazione progressiva del mondo: l'esodo dall'uni-verso

Quando si ama Giovanni così tanto quanto l'amava Silvia, il mondo è più solo la spazzatura della storia che oggi, e solo oggi beninteso da valore che prima era, oggi è più solo scarto della storia del lavoro.
Dall'imitazione di Cristo in croce (via crucis) all'imitazione di GiovanniSilvia oltre la croce (via lucis).
Detto in soldoni: il mondo, questo mondo, va dis-erotizzato.
Attenzione però al mito dell'eroe ovvero all'archetipo dell'eroe che oggi e solo oggi è pericolosissimo in quanto può bloccare il processo evolutivo e individuativo se ci si fa prendere dalla mania di protagonismo: l'unico protagonista è Dio, l'Automaton stesso ovvero il Processo che è anche un mettere giudizio fino al "giudizio universale" in cui il processo assolve, risolve e dissolve.
Va perciò compreso, proprio per non divenire vittima dell'archetipo dell'eroe (o salvatore), che il processo di dis-erotizzazione del mondo è un processo naturale che in GiovanniSilvia e al momento solo in loro, ha già tagliato il traguardo.
Gli altri no: agli altri, compreso i cosiddetti "mutanti" o "chiamati" il mondo piace e ne sentono il richiamo.
Nota Bene: quando scrivo che "non osavo contraddirla" non è perchè lei era una voce autoritaria o comunque autorevole ma perchè l'amavo troppo e l'amavo troppo perchè la sentivo. Infatti anche se lei era di fronte a me io la sentivo come una voce di dentro che mi parlava da dentro cioè praticamente era me.


L'Edipo: la vulgata e la vera interpretazione psicoanalitica

La vulgata della psicoanalisi sull'Edipo e la vera interpretazione del conflitto edipico.


"il bambino vuole farsi la madre e far fuori il padre"


In questi termini va per la maggiore tra il volgo la teoria psicoanalitica dell'Edipo ma noi che non apparteniamo più alla preistoria della psicoanalisi ma alla psicoanalisi allo stato dell'arte traduciamo:

il bambino (o comunque l'uomo adulto o la donna adulta, perchè poi l'Edipo nel maschio come nella femmina non è che si differenzia poi molto) per poter unirsi a sè deve rimuovere ciò che in sè lo separa da sè.

Se poi quanto detto si traduce, nei termini della vulgata a livello concreto, è perchè il soggetto non conoscendo i veri termini della questione edipica (è con Freud che la specie umana comincia appena appena a chiarificarli) proietta questa problematica universale fuori di sè ma in realtà è una problematica tutta interiore.

L'Edipo non è una malattia mentale o un complesso, il complesso edipico per usare la terminologia junghiana, ma è semmai un momento dell'evoluzione che interessa non solo la specie umana ma la stessa fisica nucleare.

Le particelle di materia e antimateria infatti non hanno nessun "terzo" e infatti non avendo nessun ostacolo alla coniunctio si annichiliscono nell'amplesso e non a caso chiamiamo la loro coscienza "coscienza virtuale" che precede, nella storia dell'evoluzione della coscienza, la "coscienza semplice" seguita a sua volta dall'autocoscienza per finire con il SRI (soggetto riflessivo individuale).

Solo con il passaggio dalla opposizione materia-antimateria dove non c'è alcuna forza repulsiva alla polarizzazione dei due del'uno nelle polarità negativa-positiva per cui si dà una prima forza di repulsione rappresentata dall'autocoscienza che fa da terzo tra soggetto e oggetto ovvero il "quark u"  che distingue i "quark d1" e il "quark d2" facendo da "padre".

Siccome però i due vogliono assolutamente unirsi, la tensione che si produce da un tale desiderio, a sua volta produce l'elettrone ovvero il quarto che però non potendosi vedere in quanto necessiterebbe di un quindo, ma potendo vedere solo il terzo, stabilizza il terzo creando così il mattone di tutto l'edificio materiale dell'universo.

Non c'è quindi da meravigliarsi se il fisico quantistico Paul Davis afferma che l'elettrone è Dio, noi diremmo il Logos,  in quanto è il mattone di tutto lo spirito dell'universo.

Questa storia prosegue fino alla specie umana e pur dandosi anche nella specie umana tuttavia nella specie umana il medesimo conflitto edipico si dà a un livello di consapevolezza maggiore tantè che è al livello della sola specie umana che lo si risolve con la nascita di un quinto livello energetico quale super-elettrone.

Quindi quelli che dicono: è guarito dall'Edipo, ha superato l'Edipo o cose simili dicono solo delle fregnacce perchè se l'elettrone è Dio e produce l'Edipo solo un altro Dio può guarire dall'Edipo ovvero solo un super-elettrone.

In questo senso Martin Heidegger non si sbagliava per niente intuendo che "solo un Dio ci può salvare" dal nichilismo come destino.

Quelli che si sentono o di cui si dice che non hanno Edipo o che è guarito dall'Edipo significa più solo che ha dato il culo al Padre ossia al terzo è ha rinunciato ad unirsi alla madre (la "castrazione " lacaniana) ma quella non è guarigione cioè non è vero superamento dell'Edipo ma semmai il lacanismo è una scuola per nuovi padroncini anche perchè non basta dare il culo al padre una volta sola: troppo comodo! lo devi dare il culo per tutta la vita fino alla morte. E' quì che nasce il pessimismo del freudismo e del lacanismo per cui per loro non si può dare in alcun modo alcuna vera redenzione dalla dinamica edipica ma più preti dei preti affermano anch'essi che occorre accettare che la vita è mancanza e chiamano ciò "principio di realtà" mentre invece ciò conferma il loro concretismo a sua volta causato dal loro antroporiferimento.

Teniamo presente quindi che la problematica dell'Edipo non ha nulla a che fare con la sessualità ma piuttosto con l'energia e infatti è dalla tensione edipica che nasce l'energetica dell'universo.

Che cos'è infatti energia?

E' tensione e la tensione è la vita. come già insegnava il filosofo del divenire e della dialettica Eraclito.

La devono finire quei psicoanalisti che di psicoanalisi non ne capiscono un tubo a mettere in giro simili interpretazioni riduttive dell'Edipo che risalgono ancora alla fase preistorica dello sviluppo della scienza psicoanalitica quale scienza suprema della relazione.



In principio non è il conflitto edipico

in principio è il desiderio incestuoso
solo dopo che l'uno del discorso è impossibilitato a riconoscersi interamente nell'altro del discorso perchè una sorta di muro di Berlino di vario genere fa da ostacolo a una tale coniunctio
allora si dà il conflitto edipico 
dopo di chè ci sono le disavventure del conflitto edipico cioè la storia
e infine al capolinea della storia vien meno ogni muro di Berlino e si dà la coniunctio tra l'uno e l'altro del discorso
ma questo accade solo negli ultimi tempi apocalittici
non è che uno va dallo psichiatra e con due gocce di psicofarmaco risolve l'Edipo
e si che tu risolvi l'Edipo e gli altri no
o lo si risolve tutti o non lo risolve nessuno



Non si può guarire dall'Edipo ma si può guarire dalla incarnazione materiale del soggetto pensante.

Voglio essere più chiaro: quando muori guarisci dall'Edipo.

Non ti piace?

E allora fatti inculare che il padre se tu obbedisci ti da il lavoro, la casa, da mangiare, ti fa anche scopare con le femmine per bene, ti dà le ferie, la macchina, la carta di credito etc... etc...

Qui non si sta dicendo che occorre ribellarsi perchè la ribellione è proprio questo l'Edipo che conferma la dipendenza (non a caso le femministe non vanno da nessuna parte) : la soluzione si chiama solo "esodo" e chi inizia è già a metà strada.

Solo con le nomadi il nomade può congiungersi: solo con loro perchè ogni altra unione è contro natura.

Edipo diventa cieco proprio perchè  è solo il padre che ha gli occhi: ricordiamoci del sogno fatto da Silvia Montefoschi in cui vede Hegel che gli regala i suoi occhi e Silvia viene soprannominata dall'inconscio nel suo linguaggio onirico "la figlia di Hegel".

E con questi occhi di colui che aveva visto la dialettica la figlia di Hegel procede oltre dalla dialettica al dialogo oltre la dialettica.


In sintesi possiamo dire che rispetto all'Edipo ci sono tre posizioni:


1. colui che si adegua: i ripetitori
2. coloro che si ribellano ma così confermano la loro dipendenza a una istanza paterna altra da loro 
3, coloro che non si adeguano alla tradizione ma partendo comunque da questa portano avanti il discorso invece di fermarlo e così chiuderlo


Ognuna di queste scelte (che poi non sono scelte ma si nasce così) ha delle implicazioni diverse che anch'esse andrebbero chiarite e esplicitate. 

  "Eloi Eloi lama sabactani"




In verità il rabbino di Nazareth ama la madre sua la rabbina Miryam di Nazareth ma l'attazione per sua madre Myriam è talmente elevata che ha bisogno di inventarsi un padre che non esiste se non nella sua testa, dunque esiste veramanente.
In verità il padre esiste in Myriam stessa ed è lei il padre ma Jeshuà non lo sa e non lo sa proprio perchè al stessa Myriam non lo sa che è lei il padre e non lo sa o non lo vuole sapere non per cattiva volontà ma per la sua sottomisione alle convenzioni sociali del tempo per cui questa sua mancata consapevolezza la paga il figlio che non può rinunciare a unirsi al femminile di Dio ma nemmeno alla forza di repulsione che gli permette di non soccombere ala forza gravitazionale della madre.

Egli è quindi l' "agnus Dei qui tollis peccata mundi" e paga quale capro espiatorio anche per la rimozione della madre che non si legittima la sua funzione anche paterna oltre che materna.

Ma Gesù prima di morire dice al Gesù che rimane in terra ("se io voglio che egli rimanga fino al mio ritorno che importa a te?") cioè a Giovanni Evangelista che Myriam è anche sua madre e a sua madre che Giovanni è anche suo figlio e così il lavoro verso il superamento dell'Edipo procede da GeùMyriam a GiovanniMyriam che poi sono sempre l'uomo e la donna poichè di fatto esiste un solo uomo, una sola donna e un solo Dio e la molteplicità è solo la storia di questo trio che poi è uno ma un uno-duale.

Riassumendo e  in conclusione

1. Desiderio incestuoso
2. Conflitto edipico
3. Le disavventure del conflitto edipico (la storia dell'universo)
4. La fine della dinamica transfert-controtransfert
5. Nascita della nuova Persona Duale al capolinea della storia dell'universo


Ci si sbaglia dunque se si pensa che a Edipo interessi veramente metter il suo uccello nella fica della madre: Edipo invece vuole sentirsi Uno con la Madre vuole che la madre sia sua.
A Edipo come al rabbino Ieshuà di Nazareth interessa SENTIRE che l'uno e l'altro siano l'uno e l'altro di un unico discorso.
Ed è invece nell'interpretare questo "sentire" che si casca nell'errore della sessualizzazione del conflitto. La verità è che a Edipo come a Gesù la fica non interessa proprio ma neanche minimamente sicchè la fica è solo un abbaglio ermeneutico dovuto alla incarnazione dei due termini del Principio Dialogico che detto in altri termini significa che l'uno e l'altro è vero che sono l'uno e l'altro ma in questo momento storico-evolutivo l'uno e l'altro si danno nelle forme corporee dell'uomo e della donna con tutto ciò che comporta una tale incarnazione, materializzazione e massificazione dell'Io-Tu.