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Cattivi maestri vogliosi (bisognosi) di pecore e psicoanalisti

Zarathustra un giorno radunò i suoi discepoli e così parlò loro:

"Io adesso mi allontanerò da voi.
Mi allontanerò da voi ma non vi abbandonerò.

Voi infatti trovaste me per il solo motivo che non trovaste voi
ecco perchè vale così poco la fede di tutti i credenti
la cui fede poggia su piedi di argilla.

Mi allontanerò da voi ordunque
perchè voi trovaste me solo perchè non trovaste voi
e solo quando voi vi ritroverete io ritornerò a voi
e vi amerò di nuovo amore."

Così parlò Zarathustra il profeta iraniano
Zarathustra il genio del cuore
che "fa ammutolire ogni voce troppo sonora"
il genio del cuore dal cui contatto ciascuno se ne va magari più fragile
ma anche più ricco di desideri
che ancora devono ricevere un nome.


(Brani ispirati e tratti da "Così parlò Zarathustra" e "Al di là del bene e del male" di Friedrich Nietzsche rivisitati e riadattati da Andrea Morelli)




Fiorenza:"La faccia del fascio c'è l'ha"



Persino nei film lì dove riescono se riescono è solo per il senso della matematica e più c'è matematica e più c'è bellezza.
Che cos'è la bellezza?
E' matematica.
Cosa intendo per matematica?
Lo so per istinto. forse simmetricità, tempistica, probabilmente il senso del "kairos" ovvero del momento giusto.
Forse è sinonimo di "principio di sincronicità", di "necessità".
Certo è che i paradigmi con sui si declina la vita, con il tempo fanno il loro tempo e perdono la loro bellezza subentrando nuovi canoni di bellezsa ovvero nuovi paradigmi manifestazione di un ordine nuovo ancora più ordine. Ritroviamo qui la teoria della termodinamica entropia/negaentropia che noi interpretiamo anche in chiave estetica.

Per una nuova estetica rivoluzionaria dunque: non il significato ma la matematica.
Non esiste alcun significato ma solo direzione.
Non c'è alcun testo - diceva Nietzsche - ma solo interpretazioni e interpretazioni di interpretazioni.

Io non sono un matematico anzi forse sono negato per la matematica visto che sono un tipo del pensiero e non dell'intuizione (Carl Gustav Jung, "Tipi psicologici", 1921  - Silvia Montefoschi, "Essere nell'Essere", 1985), almeno credo eppure la matematica mi ha sempre affascinato proprio per la bellezza, l'eleganza, insomma per questioni estetiche.
Perfino quando vedo un palazzo, una piazza, una città è la matematica che mi affascina.
Questo vale anche per i discorsi: quanta matematica c'è in quel discorso? E' elegante?

Quando ero bambino i miei compagni mi prendevano in giro dicendo: "Non sa un tubo di matematica ma prende i bei voti solo perchè è il cocco (proprio così' dicevano) dell'insegnante di matematica."
Il caso vuole che il professore era proprio siciliano tral'altro e credo un ateo.
A me non me ne fregava assolutamente di fare le espressioni algebriche giuste, per me l'eleganza nel risolverle era più importante del risultato.

Perfino nello sport: benchè mi dedicassi più al gioco del calcio tuttavia ricordo che mi affascinava il salto in alto ma anche lì non mi interessava saltare tanto in alto ma l'eleganza e la bellezza del salto. Trovai infine che il salto alla ventrale era il più elegante. Mi sembrava di volare. Avrei voluto poter saltare all'allentatore. 

In psicoanalisi si sà che i personaggi che appaiono in un sogno sono il sognatore stesso, aspetti diversi e talvolta anche antitetici della sua personalità: è sempre lui.
In letteratura si sa che i personaggi di un romanzo sono sempre aspetti diversi e anche qui talvolta antitetici del romanziere.
La psicoanalisi ha elaborato il concetto di "transfert" o "proiezione" perchè tutte le persone che noi incontriamo nel nostro percorso di vita siamo sempre noi fuori di noi. 
Questo spiega anche certe psicopatologie a cui la psichiatria ha dato il nome di "schizofrenia".
Dio è sicuramente, o meglio è stato sicuramente, uno schizofrenico per avere otto miliardi di personalità. E pensare che c'è chi invece prega uno schizofrenico e gli chiede aiuto.

Un giorno mentre mi recavo in treno a Milano all'incontro psicoanalitico con Silvia Montefoschi, per ingannare il tempo avendone in quel momento anche l'ispirazione mi misi a scrivere una poesia dedicata a Thérèse Martin ma mentre componevo la poesia l'interlocutore a cui parlavo cambiò volto e non era più Thérèse ma Giovanni e poi ancora Giovanni cambiò volto e non era più Giovanni ma Silvia e poi ancora Silvia cambiò volto ed era di nuovo Thèrèse: eppure la poesia era la stessa.
Sceso alla Stazione Centrale di Milano turbato da quanto accadutomi mi ripromisi di chiedere a Silvia come si poteva interpretare psicoanaliticamente quanto occorsomi.
Giunto a casa di Silvia,. le raccontai e lei senza per nulla turbarsi e senza neanche a pensarci sù ma immediatamente applicando la sua "ermeneutica dell'Automaton" all'evento, esclamò:

"Per forza: siamo uno!"



Bibliografia

  • Carl Gustav Jung, "Tipi psicologici", 1921
  • Silvia Montefoschi, "Essere nell'Essere", 1985

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E' solo il futuro che può spiegare il passato

"L'anatomia dell'uomo fornisce una chiave per l'anatomia della scimmia."
(Karl Marx, "Grundrisse", 1857-1858)
Non a caso ai tempi di Marx nel 1800 era proprio il Regno Unito in cui la prima rivoluzione industriale si era già avviata fin dal 1769 che per prima quella nazione costituiva il futuro nel presente.
Oggi chi costituisce il futuro della vita in questo presente?

i gemelli - gli identici
In fine...la resurrezione
“[...] quando il sudario allenterà la stretta
e creature vestite di miracolo
saliranno a due a due”

(Emily Dickinson)


L'evoluzione del logos: la legge e il suo ordine fino all'ordine nuovo

  1. Reazione termonucleare
  2. sintesi molecolare
  3. sessualità
  4. comunicazione
  5. ?

Si dà così in natura finalmente un NUOVO ORGANO DI PERCEZIONE ovvero il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente. 
Praticamente è il silenzio ovvero la vita eterna finalmente pienamente consapevole di sè.

Il desiderio incestuoso e la fallimentare soluzione edipica

Loro sapevano dell'Edipo ma ciò che non sapevano era la soluzione. 
La soluzione infatti era l'esodo del nuovo popolo eletto ma l'esodo dall'uni-verso questa volta e non più solo dall'Egitto che era anch'essa terra di schiavitù per il vecchio popolo eletto.


Sapere comunque era già un buon inizio: tutti uomini come si vede. E le donne? Le donne ci sono ma stanno a casa poichè quello è il loro posto e che non si permettano.
Non che gli uomini siano cattivi come pensano alcune femministe incattivite: nessuno è cattivo, non c'è cattiveria ma è l'ordine del discorso (il logos) che necessita un tale sacrificio (che se per alcune femmine è un sacrifico per altre non è affatto un sacrificio  e chi più e chi meno si trovano comunque a loro agio in un tale ordine.
Non c'è cattiveria alcune e anzi tutto il ben di Dio prodotto dal progresso è frutto di un tale ordine sado-masochista che permette comunque il funzionamento della ragione anche se si tratta della vecchia ragione.

L'essenza del sapere psicoanalitico

Almeno però con questa nuova corrente di pensiero si conosceva la legge che pre-esisteva a un tale ordine e fu proprio Freud e poi Jung a nominarla come la legge del tabù universale dell'incesto simbolico.
Poi arrivarono Silvia Montefoschi ("arrivarono" perchè trattasi in verità di GiovanniSilvia) e fu trovata la soluzione al tabù universale dell'incesto simbolico.
Non basta infatti trasgredire alla legge una tantum ma è necessario ai fini risolutivi trasgredirla anche per sempre e una volta per tutte altrimenti siamo alle solite in un eterno ritorno sempre uguale a se stesso: il rivoluzionario di oggi che si trasforma nel tiranno di domani.

Dalla coniunctio una-tantum all'ultima coniunctio


E se con Jung il lavoro comincia a concentrarsi a livello teorico (ma a livello pratico già con Freud) sul concetto di "coniunctio", si comincia invece già a parlare di "archetipo dell'ultima coniuctio". con la psicoanalista Silvia Montefoschi che non a caso chiamiamo anche "ultima psicoanalista" e a ragione "ultima " perchè è stata la rifondazione epistemologica della psicoanalisi su base più che relazionale ma intersoggettiva e addirittura intersoggettiva radicale che ha condotto al capolinea la stessa centenaria storia della psicoanalisi.
Al suo capolinea la psicoanalisi cessa di essere psicoanalisi per divenire la stessa "vita vera" oltre la preistoria della vita ovvero oltre la preistoria dell'Essere


La gestalt dell'archetipo dell'ultima coniunctio


Questo archetipo è il vero e unico novum storico di questi ultimi tempi dell'evoluzione della natura e non l'entrata nella storia delle tante "diavolerie tecnologiche" che certo non sono il male come invece certi filosofi ci vogliono port<re a credere con la messa nel banco degli imputati della tecnica ma che riguardano comunque solo il mondo del progresso, progresso che non è sinonimo e non coincide con l'evoluzione. Del resto su questo argomento in altri articoli abbiamo già detto che non la tecnica ma la divisione del lavoro tra uomini e donne, ovvero al prima divisione del lavoro, è stato il vaso di pandora da cui sono scaturiti tutti i mali eppure anche questo male è stato necessario proprio ai fini evolutivi e in questo senso è vero il detto che non tutto il male vien per nuocere. Oggi però sappiamo e una tale divisone del lavoro tra uomini e donne per la prima volta nella storia dell'universo non è più necessaria per cui voler proseguire su quella strada significa solo che la specie umana non è la specie più cattiva ma solo la specie più stupida perchè adesso sappiamo l'origine del male: il preistorico apartheid maschi femmine che se in altri tempi era necessario proprio ai fini evolutivi oggi invece è un ostacolo a una ulteriore evoluzione della specie.

La storia del lavoro e il concetto di "processo" come un "continuum" inseparabile nei suoi singoli momenti discreti e finiti


Se la storia del lavoro è la storia del lavoro, con il 1895 questa storia del lavoro coincide con la storia stessa della psicoanalisi perchè altrimenti sarebbe come dire che i veri lavoratori degli stabilimenti  Fiat sono i cuochi della mensa degli operai: certo che anche i cuochi che lavorano alla mensa sono anche loro operai che partecipano della catena lavorativa ma la finalità della mensa e di tutto il processo complessivo del lavoro sono invece proprio gli operai che lavorano ala catena di montaggio delle automobili ovvero al prodotto finale.
Questi ultimi operai sono gli psicoanalisti: sia quelli che in maniera consapevole attuano la teoria psicoanalitica sia anche quelli che la attuano in maniera più o meno inconsapevole poichè anche costoro sono psicoanalisti a loro insaputa come i pazienti degli psicoanalisti che anche loro sono psicoanalisti essendo la psicoanalisi coincidente con il processo psicoanalitico ma comunque è sempre meglio saperlo di essere gli attuatori del processo psicoanalitico, questo per accelerare il processo psicoanalitico stesso. Quello dello psicoanalista infatti non può essere considerato una professione, un mestiere, proprio perchè lo psicoanalista è il vero essere umano.
A differenza infatti di coloro che temono di essere accusati di razzismo noi non abbiamo alcuna paura o timore di affermare che chi non è uno psicoanalista è un sub-umano anche se preferiamo usare i termini di "vecchia umanità e nuova umanità" in quanto i sub-umani a differenza delle altre specie animali non mancano di nulla per trasformarsi in umani veri e propri se non il sacrificio della modalità relazionale interdipendente che è poi la modalità normale di relazionarsi tra umani: schiavo-padrone, soggetto-oggetto per cui paradossale a dirsi ma gli anormali sarebbero gli umani più intersoggettivi.
Come ha fatto la psicoanalisi a capire tutte queste cose e a risolvere una volta per tutte il mistero della vita tutta?
Grazie alla teoria del transfert-proiezione.

TOMORROW IN JERUSALEM

la città di Dio (tradotto "la città della nuova e vera umanità non più antroporiferita")



Storiella ebraica? No storiella psicoanalitica

Ma io per diventare un elettrauto devo essere buono?
No, non c'è assolutamente bisogno che tu sia buono se è questo il tuo scopo ma devi semplicemente frequentare un corso professionale per elettrauti. Tutto qui.

Ugualmente per divenire un vero essere umano basta superare la fase evolutiva della comunicazione e tutto va da sè in maniera completamente naturale, niente è soprannaturale ma tutto incluso i fenomeni classificati come soprannaturali sono anch'essi totalmente naturali: non c'è affatto bisogno di diventare buoni come invece predicano i preti e i cattolici che sono condannati a  stare in croce per poter essere buoni.

Gli psicoanalisti invece che hanno superato la comunicazione, loro non vivono come contro-natura non trattare l'altro da sè come un conosciuto rispetto a loro conoscenti, oggetti rispetto a  loro soggetti, perchè questa è la loro nuova natura e quindi non stanno affatto in croce tra una natura (interdipendente) e una contronatura (intersoggettiva).

Il buon vecchio Dio fa bene a dare il paradiso ai preti e ai cattolici perchè loro soffrono a stare in croce e quindi se lo sono ben meritato il loro paradiso per buoni
noi "psicoanalisti" invece non abbiamo bisogno del paradiso poichè siamo già in paradiso non essendo affatto in croce e quindi non abbiamo nessun merito essendo proprio l'intersoggettività la nostra vera natura che non viviamo affatto come una contro-natura.

Una cosa simile affermava il filosofo greco Platone che della tripartizione in filosofi, operai e soldati diceva che i filosofi erano già soddisfatti grazie alla filosofia ma proprio per questo e a maggior ragione invece era opportuno e secondo giustizia stipendiare  bene anzi molto bene gli operai e i soldati.



Un popolo in cammino nel grande esodo oltre la croce dell'universo


Non che la croce dell'uni-verso sia scomparsa del tutto ma quel che ne rimane è più solo la memoria della croce che funziona più solo per forza d'inerzia essendo già scomparsa come vera realtà: l'attuale memoria della croce infatti è altro dalla precedente realtà della croce.
Adesso quindi il nuovo lavoro che ci vede impegnati è più solo il non riattivare una tale memoria e non indugiare in essa in modo che si sbiadisca sempre più e poi e infine scompaia definitivamente una volta per tutte.

"E le cose di prima non sono mai state" (Nuova Apocalisse di GiovanniSilvia)

Fine della preistoria dell'Essere o Logos: finalmente il grande conflitto maschi-femmine è terminato e ne rimane più solo il ricordo.

Questo è il nuovo e vero natale.

Il Dio vero è infatti il Dio-Duale e soprattutto non altro da noi altrimenti si ritorna al transfert.

La nuova teologia psicoanalitica?

Dalla obsoleta teologia della consustanzialità con Dio alla nuova teologia della identicità con il Dio.

Dall'uno simbiotico all'uno del transfert fino all'uno duale che è l'uno vero



Il progetto finale era già fin dal principio: in principio era il Verbo (il Pensiero).

La distinzione infatti si attuò immediatamente e solo in un secondo tempo si trasferì in un fuori nella logica della separazione.

All'inizio dell'universo si ebbe la paura del vuoto e da questa paura nacque la storia come fuga dal vuoto che si manifestò nei suoi "Scilla e Cariddi" come:

1. Isteria
2. Ragione
3. Ossessività


Poi seppur lentamente la paura del vuoto venne meno:

1. Reazione termonucleare
2, Sintesi molecolare
3, Sessualità
4. Comunicazione
5. Nuova percezione (nuovo sesto senso) 





Fare anima o divenire identici?

"Fare anima" (James Hilman)

"Cento anni di psicoanalisi e il mondo va sempre peggio" ( James Hilman)

"Abbandonare l'anima e poi abbandonare anche il corpo" (Silvia Montefoschi)

Questo il concetto di "esodo dal mondo" della biologa e psicoanalista  Silvia Montefoschi che sfocia dal punto di vista della prassi rivoluzionaria propria al movimento di pensiero psicoanalitico nell'abbandonare il mondo al suo ineluttabile destino di autodistruzione e infatti chiama "processo di autodistruzione" lo sprint finale di ciò che Jung a suo tempo aveva denominato con il termine "processo di individuazione" esteso all'universo intero da Silvia Montefoschi come "processo di individuazione universale" proprio perchè chi è alla ricerca della sua vera identità non è il singolo individuo ma è l'Essere stesso.

Quale la proposta dell'ultima psicoanalisi oltre la preistoria della psicoanalisi?
La nuova psicoanalisi quale psicoanalisi allo stato dell'arte?
La psicoanalisi oltre la psicoanalisi?

"Divenire identici" (Silvia Montefoschi)

"Solo gli identici possono congiungersi veramente." (Silvia Montefoschi)

Di maschi, intendo di maschi veri c'è nè solo uno rispetto al quale siamo tutti femmine dato che è anche Dio, intendo il vero Dio, "la relazione che era in principio", l'uno  e l'altro dell'unico discorso.

Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος  (Giovanni evangelista)

Questo unico maschio è l'Automaton, il fato, il destino, la Divina Provvidenza, il Principio di Sincronicità.


Ci conviene quindi essere tutt'uno con Dio, ossia non solo consustanziali al Dio ma identici a Dio.

"Solo gli identici possono congiungersi veramente." (Silvia Montefoschi)

Non basta nascere identici ma poi bisogna anche "divenire identici".

Come si fa a divenire identici?

Con il lavoro. Il lavoro di simbolizzazione progressiva ovvero con la psicoanalisi che sposta l'identità dai pensati che ci differenziano gli uni dagli altri alla funzione pensante pura che ci unisce in un unico individuo duale che poi è il Logos che era in principio, che era, è e sempre sarà il vero Vivente.

Maschio e femmina ovvero il vero Dio oltre l'Anthropos ancora preistorico e preistorico in quanto al suo sistema conoscitivo che  è il SRI che sostanzialmente dai tempi dell'avvento dell'atomo fino alla nascita della vecchia umanità due milioni di anni fa, è sempre lo stesso cioè sempre l'Essere che tratta e continua ancora a trattare sè fuori di sè come altro da sè dove solo "il trattare come altro da sè" è anche del nuovo SSR ma ciò che fa l'alienazione è invece proprio quel "fuori di sè" che produce il transfert o proiezione e che quindi prima o dopo va recuperata a sè ma quest'ultimo lavoro del "ricupero" detto anche nel gergo psicoanalitico "ritorno del rimosso" paragonabile al "superamento dialettico" hegeliano, è un lavoro che solo la nuova e vera umanità può fare fino in fondo ovvero fino all'ultima proiezione che fa trapassare al vita tutta dell'essere dalla ancora preistorica dianmica dialettica alla nuova dinamica dialogica che non contempla più il vecchio movimento a tre in quanto coloro che sono già Uno ma anche Due in partenza non hanno bisogno di un terzo per riconoscersi Uno o Due a seconda se scelgono il meccanismo di difesa isterico o ossessivo.

Ecco perchè definiamo la psicoanalisi anche come l'ultima rivoluzione poichè dopo non c'è ne sarà più bisogno di rivoluzioni in quanto con il passaggio dalla dialettica al dialogo oltre la dialettica la rivoluzione che è stata necessaria in tempo di dialettica sarà invece rivoluzione permanente ovvero non si avrà più necessità nè delle "armi della critica" ma neanche e a maggior ragione della "critica delle armi".
La psicoanalisi oltre la preistoria dunque.

Storia delle modalità del relazionarsi dell'uno all'altro del discorso nei tempi lunghi dell'evoluzione del Pensiero Uno.

1. Reazione termonucleare
2, Sintesi molecolare
3, Sessualità
4. Comunicazione
5. Nuova Percezione (o sesto senso)
Conclusioni: non vedo l'ora di laurearmi in "SCIENZA DELLA RELAZIONE" cioè in quella Teologia che tutte le scienze abbraccia (la psicoanalisi), sì perchè da grande voglio fare il meccanico.



Chi nasce prima? L'uovo o la gallina?

Chi nasce prima? La risposta o la domanda?

La risposta in verità è una domanda proprio così come la domanda che in verità anche se sembra una domanda in verità è una risposta.

«C'è un concetto che corrompe e altera tutti gli altri. Non parlo del Male, il cui limitato impero è l'etica; parlo dell'Infinito.» 
(Jorge Luis Borges)

Della serie "transfert & controtransfert".