L'UNO di cui tanto hanno trattato lungo i secoli e i millenni sia la tradizione di pensiero orientale che la tradizione di pensiero occidentale non può essere altro che un UNO-DUALE perchè altrimenti l'altro UNO altro non è che la vecchia coppia simbiotica soggetto/oggetto, la coppia interdipendente sado-masochista eterosessuale o omosessuale che sia i quali entrambi modelli costituiscono la norma che fa la normalità ovvero la vecchia umanità necessariamente guerrafondaia di cui già a suo tempo aveva trattato il buon Hegel come dialettica "servo-padrone" e poi anche il buon Sigmund Freud che nella nuova terminologia psicoanalitica divenivano la dinamica "transfert-controtransfert".
Attenzione a non equivocare: evoluzionismo non va confuso con il moralismo delle obsolete teologie: l'evoluzionismo infatti non conosce il concetto di "peccato".
Attenzione quindi a non equivocare: prova ne sia che non si vuole convertire nessuno, soprattutto non si vogliono convertire le masse a differenza dei vetero-rivoluzionari che in quanto atei misconoscevano la potenza del Pensiero Vivente.
Non si vuole convertire nessuno nè soprattutto le masse anche perchè "Rivoluzionari si nasce e non si diventa".
"Non è sufficiente nascere con il gene mutato perchè poi è anche necessario lavorare alla mutazione."
(Silvia Montefoschi - psicoanalista)
Questa infatti non è una rivoluzione ma è l'ultima rivoluzione.
Ci stiamo avvicinando al 12 giugno festa universale.
L'evento ebbe luogo il 12 giugno 1987: fu l'apocalisse e da quel momento lo scenario post-storico attuale fu uno scenario già post-apocalittico.
12 giugno 1987: la fine della storia.
Perchè non stiamo affatto aspettando l'apocalisse?
Chi parla ancora di apocalisse da venire palesa solo di non essersi aggiornato e quindi di non sapere ancora che certo si può continuare a parlare ancora di apocalisse ma solo come a un evento del passato e non più del futuro. Nel 1987 termina un lungo percorso conoscitivo iniziato nel 1895 da Sigmund Freud (Vienna 1895 -Genova 1987): questa è la storia del movimento teorico-pratico psicoanalitico definito da Silvia Montefoschi ultima psicoanalista, l'ultimo brano della storia dell'universo. Ma che cosa ha fatto di così tanto importante un tale movimento di pensiero? Ha prodotto un nuovo archetipo, l'ultimo archetipo e ora anche l'unico archetipo che sia ancora vivente: l'archetipo dell'ultima coniunctio di cui GiovanniSilvia sono solo il primo prototipo. Da quell'anno 1987 seguiranno tanti altri GiovanniSilvia anche se avranno altri nomi ma saranno sempre tutti ugualmente l'archetipo dell'ultima coniunctio ovvero la persona del nuovo soggetto duale.
L'avvento del REGNO (specificamente) UMANO
Dopo l'anthropos con quel 12 giugno nasce l'oltre-umanità o nuova e vera umanità che dir si voglia (Nietzsche intuiva un super-uomo, idem anche Sri Aurobindo e Mirra Alfassa mentre Marx e Engels di "uomo totale sviluppato a 360°" e ancora Teilhard de Chardin di "super-umanità") ma per essere più precisi occorrerebbe parlare che finalmente dopo il SRI nasce il nuovo SSR,
Il primo soggetto riflessivo individuale dalla struttura conoscitiva quaternaria sappiamo che fu l'atomo ovvero l'elettrone che è il quarto elemento di un sistema conoscitivo: soggetto/oggetto (quark d1 e quark d2), l'autocoscienza (quark u) e elettrone (SRI).
Sappiamo che il primo elettrone cioè il SRI nacque miliardi di anni fa e da allora DIO è sempre stato l'elettrone.
Da allora sono successe tante cose e l'evoluzione è andata avanti producendo tantissime altre forme vita materiale e di vita vivente ma fondamentalmente dall'atomo all'anthropos Dio non è cambiato cioè è sempre stato il SRI nella sua essenza.
Da allora non si è data altra soggettività se non la soggettività prodotta dal SRI.
Da questo punto di vista verrebbe da dire che dai tempi dell'atomo malgrado i tanti e anche radicali cambiamenti nulla è cambiato veramente in profondità e quindi si è avuta solo una normale amministrazione dell'esistente malgrado i vari e apparenti sconvolgimenti.
Poi un bel giorno un signore di nome Sigmund Freud che di mestiere faceva il medico e precisamente il neurologo a Vienna, nel 1895 decide di dare al fenomeno "sogno" l'onore di essere oggetto di indagine scientifica e attraverso il linguaggio del sogno Dio riprese a parlare e dopo cento e passa anni di storia della psicoanalisi quale ultima filosofia e ultimo brano della storia dell'universo, l'intero discorso dell'inconscio universale è stato decifrato dando nascita a una forma vivente il cui prototipo ha un nome e cognome GiovanniSilvia ma GiovanniSilvia sono solo i primi, il prototipo della nuova e vera umanità.
Fin dai tempi dell'elettrone il principio evolutivo, l'Automaton, il Gran Burattinaio, la Volpe, il burattinaio dei burattinai, l'astuzia della storia e astuzia della ragione, si era dato la mission di produrre un super-elettrone ovvero dopo il quarto anche il quinto elemento di un nuovo sistema conoscitivo questa volta duale.
Con GiovanniSilvia si chiude quindi un'epoca e se ne apre una nuova: quella che da un soggetto ancora singolare (SRI) il soggetto unico emigra in un nuovo soggetto questa volta non più singolare ma duale, un super-elettrone quale super-soggetto comune a due atomi umani.
A partire da quella data siccome il soggetto in tutto l'universo è uno solo nel mondo non c'è più il SRI ma più solo l'ex-SRI che pertanto non può produrre nulla di nuovo non essendo più creativo ma vive più solo di rendita di quanto ha pensato quando era creativo e che pertanto consuma la sua memoria fino al suo exitus finale.
GiovanniSilvia non sono più una coppia pertanto anche parlare di nuova coppia non è corretto in quanto GiovanniSilvia non sono sposati ma proprio saldati, cioè sono proprio una sola persona ma di tipo duale, consapevoli di essere irreversibilmente uniti ma anche irreversibilmente distinti.
In loro l'istinto di socialità non sfocia mai anche e solo nella fantasia della simbiosi assoluta (parliamo di "fantasia" dato che dopo l'evento Big Bang la simbiosi assoluta può essere solo immaginata, fantasticata ma mai più realizzata nella realtà ma nello stesso tempo anche l'istinto di libertà non può mai sfociare in distruttività dell'Altro (anche in questo caso parliamo di fantasia o immaginario distruttivo poichè l'Altro è indistruttibile come Altro).
La storia della psicoanalisi ha così prodotto, perchè di vera produzione si tratta, un nuovo archetipo che è adesso l'unico archetipo che sia ancora vivente, l'archetipo dell'ultima coniunctio.
E mentre i vecchi maschi bisticciavano con le donne e le donne bisticciavano con i maschi, il movimento rivoluzionario internazionale psicoanalitico ha lavorato nella direzione (significato, senso vuole dire direzione) a questa saldatura definitiva.
Saldatura quindi in una sola persona duale e non semplice sposalizio tra due soggetti ancora singolari che mantengono comunque la loro individualità come altro dall'altro: si tratta di un evento di capitale importanza, un vero e proprio novum storicum, anzi l'unica vera novità storica.
Cosa è verità?
"Vero è solo l'Intero" (Hegel) "E infine saremo ciò che veramente siamo" (Silvia Montefoschi)
Tutto è compiuto
In teoria potremmo non fare più nulla perchè tanto ormai il più è fatto e la rivoluzione impressagli la direzione giusta o meglio consapevolizzatasi infine della sua vera direzione che prima era solo inconscia, va da sè in automatico, il tempo che ci vuole ma se lavoriamo alla rivoluzione psicoanalitica dell'intersoggettività radicale, tanto meglio, perchè così accelereremo esponenzialmente il processo rivoluzionario non facendo ad esso più alcuna resistenza, ma comunque la rivoluzione è un bulldozzer e tutto travolgerà.
Tutto è compiuto: non resta che aspettare pazientemente il grande evento e il grande evento è il trionfo definitivo del nichilismo tutt'uno con la scomparsa del nichilismo.
Storia e relazione: la dimensione temporale e il suo arcano
Essere o non essere questo è il problema: non si tratta di pensare a come occupare il tempo ma si tratta di pensare a come far scomparire il tempo, tempo che la moderna fisica quantistica ci ha insegnato che è la stessa cosa dello spazio: lo spazio-tempo. La vita non è un passatempo la vita come passatempo un passare del tempo è solo la vita della preistoria della vita. Il tempo altro non è che il tempo necessario a colmare uno spazio e precisamente lo spazio che separa l'Uno dall'Altro i due termini della relazione i due termini del Logos che era in principio che era che è e che sempre sarà l'infinitamente vivente e infinitamente vivente perchè infinitamente pensante
gli immortali i primi immortali i due termini del discorso la relazione il legame che era in principio perchè più importante di me e di te è il legame tra me e te tutto passa e solo il legame resta. quel legame anche chiamato Logos il legame che era in principio da cui tutto ciò che è deriva poichè tutto ciò che è stato fatto (la storia) è stato fatto da questo legame (la relazione) tutto passa e solo il legame resta il legame l'unico immortale tutto muore anche la storia del legame ma il legame non muore mai perchè il legame è Dio.
Riassumendo
Storia dell'uni-verso / storia dell'energia (pensante)
0. Singolarità originaria da cui ha inizio l'evoluzione parallela nel noumenico e nel fenomenico quali realtà ancora separate fino all'avvento dell'archetipo dell'ultima coniunctio o nuovo soggetto duale che le riunisce finalmente e infine in un'unica realtà.
1. Evento Big Bang
2. Particelle di materia e antimateria instabili (coscienza virtuale)
3. Particelle di materia polarizzate stabili positive e negative (coscienza semplice)
4. Dall'atomo fino all'uomo e la donna (SRI) - elettrone
5. Monopolo-Dipolare o nuova Persona Duale (SSR) - superelettrone
Bibliografia
S. Freud, "Mosè e il monoteismo", 1936
C. G. Jung & W. Pauli, "Sincronicità", 1958
S. Montefoschi, "La coscienza umana e il destino dell'universo", 1986
S, Montefoschi, "Storia della preistoria del verbo", 1987
S. Montefoschi, "Il regno del figlio dell'uomo", 1997
S. Montefoschi, "L'avvento del regno specificamente umano", 2004
S. Montefoschi, "L'ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno", 2006
"Il soggetto dunque ritorna, ma nel suo ritornare, non è più trascendente, bensì immanente all'uomo che riflette su di sé e, qui sta l'originale, il soggetto non è più singolare, bensì duale, come sono due i soggetti che insieme riflettono all'interno della relazione psicoanalitica."
(Silvia Montefoschi, da "Oltre Hegel: la Psicoanalisi")
"E proprio all'interno della relazione psicoanalitica i due soggetti sono venuti, via via da allora, scoprendo, come realtà vivente, quella stessa dinamica del Soggetto Trascendente Hegeliano, quale percorso che lo Spirito fa per raggiungere la visione totalizzante di sé come Spirito Assoluto."
(Silvia Montefoschi, da "Oltre Hegel: la Psicoanalisi")
La figlia di Hegel
Questo sogno e il relativo commento è presente in "La dialettica del reale" (1984) di Silvia Montefoschi.
Il sogno
« Nell'[...] episodio onirico avviene che, camminando io lungo la "strada" mi viene incontro un uomo con il volto di Hegel che nel presentarsi mi dice di essere un teologo. L'uomo si scusa di non potermi dare la mano essendo le sue mani ormai ritorte; motivo per cui, egli mi spiega, non può scrivere e deve pertanto morire, sicchè ha deciso di uccidersi e lasciare in eredità gli occhi alla figlia. »
(S. Montefoschi, "Psicoanalisi e dialettica del reale", pag.135)
L'elaborazione del sogno
«Hegel, come uomo, è, per dirla con Hegel, "l'universale concreto"; e come uomo in cui l'universale s'è detto nella dialettica dello spirito, Hegel è la concretizzazione della dinamica conoscitiva dell'essere che riflette se stessa, è l'incarnazione dello stesso spirito.
E, per di più, Hegel non è soltanto il Figlio del Padre, in quanto generato dal divenire dell'essere come il resto del reale, ma, essendosi fatto, in Cristo, a Dio consustanziale sul piano della coscienza riflessiva, che è quella che in Cristo come in Hegel contempla questo divenire, egli, l'uomo Hegel che sa della dialettica, è il Padre stesso.
Ma Hegel è anche il soggetto che, all'interno del soggetto conoscitivo antinomico soggetto-oggetto, guarda solo in se stesso quale conoscente e coglie così la dialettica dell'essere solo all'interno della coscienza umana. Come teologo, Hegel è pertanto (come ogni teologo a tutt'oggi) il sostenitore della trinità maschile di Dio, dove è soltanto il figlio (giammai la figlia) consustanziale al padre, e ciò perchè è l'uomo (e non la donna) identificato con il soggetto conoscente, dove si realizza la dinamica riflessiva del pensiero, che è appunto lo Spirito che consustanzia il figlio e il padre, quali manifestazioni individuale l'una, universale l'altra, della dinamica stessa.
Sembra però che il dirsi dell'essere nella riflessione filosofica del discorso umano universale che si realizza nella filosofia assoluta di Hegel, sia arrivato a compimento, sì chenon può che ripiegarsi su sestesso; e ciò perchè quell'occhio che ha riflesso il divenire dialettico del pensiero umano, proprio in quanto collocato soltanto nel maschile, non ha più un novum da riflettere e Hegel pertanto non ha più niente da scrivere.
E quelle mani, quali strumenti mediatori che, oggettivando la conoscenza, hanno dato realizzazione concreta al divenire del pensiero nel divenire storico dell'opera umana, non hanno più nulla da creare, e ciò perchè l'opera, rivolta all'interno del mondo umano, avendo oggettivato nelle forme del mondo tutta la conoscenza che l'essere, nell'uomo, ha raggiunto, non ha un novum da creare e non può che chiudersi nell'antroporiferimento, come le mani torte del personaggio onirico si chiudono su se stesse con un movimento per di più convergente verso il corpo dell'uomo.
Ma l'occhio, che Hegel ha aperto per l'intera umanità, avendo visto la dialettica, ha visto anche che la dialettica, in quanto tale, non si può fermare; sicchè quell'occhio stesso, riflettendo su se stesso, oggi vede il limite della propria visione che sta nella univocità maschile del conoscente, e, andando oltre lo stesso, incontra ciò di cui quel conoscente è il riflesso: l'oggettualità dell'essere nel suo divenire dialettico.
Il maschile, fattosi consapevole del suo stesso limite all'ulteriore divenire, accoglie il femminile e, nel riconoscere in esso l'essere che già conosce se stesso, gli consente il riconoscimento di sè come conoscente, ovverossia gli consegna il proprio occhio riflessivo.
La figlia di Hegel, che riceve in eredità la capacità di visione del padre, è la donna quale concretizzazione dell'aspetto oggettuale dell'universale la quale, rimasta come tale inconsapevole della dinamica conoscitiva che ella porta in sè, è rimasta anche figlia del padre (in quanto generata dal divenire dell'essere) a lui non consustanziale, non essendo a lei mai stata riconosciuta e non essendosi ella stessa mai riconosciuta quella capacità di riflessione che è appunto la sostanza di Dio, quale dinamica della creazione e punto più avanzato della conoscenza dell'intero creato.
E proprio questa figlia, nel ricevere in eredità dal padre l'occhio della riflessione, nel farsi a lui consustanziale porta alla luce dello spirito la dialettica della materia, ovverossia quella stessa dinamica conoscitiva che si dà nell'essere prima ancora che il soggetto conoscente umano la rifletta.»
(S. Montefoschi, "Psicoanalisi e dialettica del reale", pag.136)
Gli uomini non esistono ma sono un parto delle donne: un transfert per usare le parole del grande orecchio all'ascolto del femminile di Dio ovvero Sigmund Freud il figlio della donna.
Gli uomini quindi siccome non esistono non possono per conseguenza neanche cambiare.
Le donne si costruiscono nella mente un uomo a loro misura e poi lo proiettano (il transfert dell'animus) fuori di sè invece di tenerlo in sè.
Si potrà dire: ma allora gli uomini sono solo fantasie delle donne?
Certo che sono fantasie delle donne ma fantasie che proiettano fuori di sè, il chè significa che non se li tengono per sè ma le oggettivano queste fantasie: ecco spiegato quindi come nascono i bambini.
Non lo sapevate come nascono i bambini?
Ecco adesso lo sapete: ve l'ho spiegato io sulla scorta delle conoscenze che i grandi della psicoanalisi ci hanno donato.
Capito mi avete?
La guerra tra USA e Russia-Cina anche se sembra una guerra tra Trump-Putin-Xi Jin Ping in verità è una guerra tra le donne americane e le donne russe e cinesi che non vanno d'accordo tra di loro e non vanno d'accordo perchè pur essendo tutte donne sono tutte donne diverse.
Jung si domandò "Come mai non vado d'accordo con Freud?"
e così nacque nel 1921 "Tipi psicologici"
Esistono infatti donne introverse e donne estroverse
donne introverse del sentimento e donne introverse del pensiero
donne introverse dell'intuizione e donne introverse della sensazione
e poi esistono anche donne estroverse del sentimento, dell'intuizione, della sensazione e dell'intuizione.
E poi ancora diverse anche per la percentuale di introversione e percentuale dell'estroversione.
Donne nate in una civiltà introversa come le civiltà prodotte dal fiume Indo.
Donne nate in civiltà estroverse come le civiltà prodotte dai fiume Nilo, Tigri e Eufrate che anch'esse fanno sentire il loro peso nella produzione di fantasie che a sua volta producono gli uomini di quelle civiltà.
Nel 1985 la biologa e psicoanalista Silvia Montefoschi estende l'impostazione di psicologia degli individui elaborata nel 1921 da Jung in "Tipi Psicologici" all'intera storia delle civiltà. Passaggio teorico questo propedeutico a quello inerente l'intera storia dell'universo l'anno dopo nel 1986 che la condurrà all'incontro con l'extraterrestre Giovanni Evangelista.
Questo testo è anche importante poichè in esso sono presenti le basi teoriche di una nuova e rivoluzionaria psicoanalisi di gruppo che darà nascita sempre nel 1986 alla comune psicoanalitica "Laboratorio Ricerche Evolutive" a Genova.
Dopodichè pur rimanendo disponibile per i suoi allievi, Silvia Montefoschi continuerà a fare il grosso del lavoro ormai più solo con il solo Giovanni Evangelista rivelatosi infine e ormai l'unico essere vivente della sua stessa statura e in grado di essere alla sua stessa altezza teorico-pratica. Poi certo ci sono i suoi allievi e le sue allieve pieni di tanta buona volontà, questo sì ma anche con tanta memoria del vecchio mondo che invece bisogna abbandonare nell'ultimo esodo oltre l'uni-verso.
Luci e ombre del femminile di Dio frammentato
Ma cosa significa per esempio che una donna sia una donna del sentimento estroverso?
Vuole dire che quella donna ha la sensazione in ombra.
E cosa vuole dire che una donna ha il pensiero luminoso?
Vuole dire che ha l'intuizione ombrosa.
Ma cosa significa tutto ciò in concreto?
Vuole dire che le donne sono diverse, o meglio si percepiscono diverse tra d i loro e quindi entrano in conflitto.
Ma cosa vuole dire che le donne entrano in conflitto?
Vuole dire che entrano in conflitto anche gli uomini che loro immaginano che deve essere il loro uomo.
Ecco quindi spiegato anche perchè gli uomini a loro volta sono in conflitto tra di loro.
La verità è che la donna è solo una anche se questa unica donna si manifesta con tanti nomi e tanti volti ma è sempre Lei, la Donna-Dio rispetto alla quale i preti farebbero bene a cominciare ad avere paura ogni qualvolta la bestemmiano.
I preti farebbero bene invece a tenersela buona la Donna-Dio, la Regina, poichè il Re se ne fotte se voi lo adorate perchè lui adora solo Lei perchè lei è sua madre e dalla testa della regina è nato il re che con lei è una sola persona essendo Lei l'altro volto di Lui.
In questo caso non sto parlando di Javhè il Dio del solo mondo, il Principio di Opposizione ma dell'Intero hegeliano, il Dio del Tutto, la verità in divenire: il risultato che era già in principio nella mente del Dio-Femmina quando ancora Lei non aveva proiettato Lui fuori di sè come altro da sè.
Dall'amore alla pura relazione
"Ormai è da tanto tempo che ho smesso di inneggiare all'amore"
(Brano tratto dai dialoghi tra il teologo per antonomasia Giovanni Evangelista e la biologa Silvia Montefoschi)
Questo dice Ἰωάννης oggi eppure duemila anni fa affermava:
"In principio era la relazione tra l'uno e l'altro dell'unico discorso"
Non c'è contraddizione ed è in accordo anche con quanto Sigmund Freud diceva dell'amore e che ha fatto scandalizzare coloro che ancora oggi imperterriti continuano inneggiare all'amore.
Sigmund Freud infatti considerava l'amore una turbe psichica alla strega di una nevrosi se non addirittura assimilabile a una psicosi, consapevolezza questa freudiana che infatti si concretizza nelle parole d'ordine dell'ultima rivoluzione lanciate da Silvia Montefoschi in accordo con Giovanni di Zebedeo in cui consiste l'ultimo esodo del popolo eletto degli ultimi mutanti (infatti non solo i virus e i batteri mutano ma anche gli uomini cambiano):
1. abbandonare l'anima
2. e poi una volta abbandonata l'anima abbandonare anche il corpo.
Materia e antimateria
Lasciamo quindi il termine "amore" alle sole particelle di materia e antimateria che sono le uniche forme pensanti a essere veramente legittimate a usare il termini amore visto che in loro la relazione non fa nemmeno in tempo a darsi che già si annulla nell'amplesso e infatti in loro non c'è coscienza ma solo coscienza virtuale in quanto al storia della coscienza e l'evoluzione coscienziale si darà solo a partire dalla polarizzazione della sola materia che infatti chiamiamo coscienza semplice.
- coscienza virtuale (materia e antimateria)
- coscienza semplice (polarizzazione della materia in positivo e negativo)
- Soggetto Riflessivo Individuale (SRI ovvero il tripletto del protone più il quarto, l'elettrone del sistema conoscitivo atomico)
- Soggetto Super-Riflessivo (i due SRI umani Giovanni Silvia e il quinto elemento GiovanniSilvia ovvero il Monopolo-Dipolare)
Lasciamo quindi, in conclusione, il termine "amore" alle sole particelle di materia e antimateria e noi utilizziamo il termine relazione che iniziando con le particelle di sola materia caricate positivamente o negativamente si evolve sempre più fino a divenire la pura relazione.
Cos'è la pura relazione?
E' una mutazione identitaria del soggetto umano da una identità relazionale sì, ma ancora storica a una nuova identità puramente relazionale.
Ciò che rimane è quindi il divenire e ciò che finisce invece è la storia del divenire.
Dove va quindi l'evoluzione della vita?
Va verso un nuovo divenire, un nuovo divenire che pur divenendo non farà più storia.
I mutanti, gli uomini che cambiano sono infatti gli immortali.
Gli umani con una identità ancora storica e quindi ancora individuale moriranno mentre solo gli umani che sono riusciti a mutare ma a mutare nel senso che sono riusciti a trapassare non da una versione di identità storica a un'altra versione di identità sempre ugualmente storica bensì da una identità storica a una identità puramente relazionale non moriranno mai.
La nuova e vera umanità è quindi l'umanità immortale.
La cosa fa venire alquanto da ridere se si pensa che ci sono ancora oggi degli psicoanalisti che della psicoanalisi non ci hanno capito nulla e infatti ancora oggi blaterano di terapia, di guarigione mentre la finalità di una psicoanalisi è l'immortalità: poveri Freud e Jung che hanno simili discepoli che ripetono quanto loro avevano sì affermato ma quando? cento anni fa. Quelli si sono fermati a cento anni fa e...la terapia qua, la terapia là, la nevrosi, la psicosi, la guarigione. Ci ci ci, ci ci cià. Ma quando si accorgeranno che fanno ridere i polli?
La guarigione è l'immortalità: questa è la vera guarigione.
Questa è la vera psicoanalisi, la vera psicoanalisi, la psicoanalisi allo stato dell'arte e non ancora la preistoria della psicoanalisi.
Ovvio che nessuno nasce imparato e quindi anche Freud e Jung dovevano parlare all'inizio della storia della psicoanalisi nei termini di terapia e di guarigione ma la psicoanalisi è molto ma molto di più di una guarigione.
Ovvio che poi i vecchi psichiatri hanno vita facile a dire che la psicoanalisi è una impostura e roba da ciarlatani e non vera scienza: gli psicoanalisti vogliono guarire i pazienti, proprio quei pazienti che si sono ammalati perchè essendo "gli uomini che cambiano" a loro non interessa affatto la guarigione ma sia pur inconsciamente sono interessati solo alla vita eterna.
In questo senso hanno ragione gli psichiatri a dire che gli psicoanalisti sono solo dei ciarlatani.
In principio era l'amore
In principio era l'amore
poi fu la relazione
infine fu la pura relazione
Dalla relazione alla pura relazione
La relazione tra l'uno e l'altro dell'unico discorso (il logos) si danno come storia evolutiva della relazione a loro volta a questi stadi progressivi:
- dialettica della natura
. dialettica della storia
- il dialogo oltre la dialettica
La storia infatti nasce al termine del processo di ominizzazione che crea le premesse hardware che permetta la nascita del simbolo ed è proprio con il primo simbolo o primo strumento di lavoro che dà avvio al processo di simbolizzazione progressiva tutt'uno con la storia del lavoro, storia del lavoro in cui consiste il nuovo processo di umanizzazione ma che produce anche dopo la biosfera anche la nuova noosfera.
- litosfera
- biosfera
- noosfera
Questa nuova via evolutiva anch'essa tuttavia e infine giunge al capolinea e giunge proprio al suo capolinea grazie alla storia più recente, la storia della psicoanalisi che a sua volta dà avvio allo sprint finale della storia dell'intero universo che si concretizza con il nuovo processo di transumanizzazione ovvero una volta che ci si è fatti consapevoli dell'imbroglio della dialettica che è l'oppio dei pensatori si valica il confine delle colonne d'ercole della dialettica proprio come Cristoforo Colombo e ci si avvia al trapasso dalla dialettica al dialogo oltre la dialettica poichè in questa ultima mutazione consiste il senso del processo di transumanizzazione e dell'esodo oltre l'universo.
- processo di ominizzazione
- processo di umanizzazione (o storia del lavoro)
- processo di transumanizzazione (dalla dialettica al dialogo ovvero dal passo a tre al passo a due)
La storia del lavoro
La storia del lavoro in cui consiste il processo di umanizzazione che attualmente ha raggiunto il suo capolinea a sua volta può essere distinto in due fasi che comunque si intrecciano:
- la storia della tecnica (che anch'essa in qualche modo si può considerare una medicina di tipo più estroverso )
- la storia della medicina (dalla medicina veterinaria essendo comunque il corpo umano un corpo animale per giungere infine alla medicina umana vera e propria che include tra i medici sia gli artisti che i letterati, i filosofi, gli stregoni, i filosofi e i teologi per arrivare infine alla medicina per antonomasia che è la psicoanalisi)
La storia sacra come storia di Dio e la storia evolutiva del pensiero
Dio, il vero Dio è il Pensiero in quanto infinitamente pensante che per potere essere infinitamente pensante non può essere che duale, quindi potenza e atto del pensiero ma questo pensiero essendo l'unico discorso in cui l'uno e l'altro si manifestano è anche il Pensiero Uno.
La nuova percezione
"Esse est percipi" diceva il buon prete anglicano irlandese George Berkeley e in effetti è proprio così e oggi la percezione si è evoluta e dai vecchi cinque sensi è trapassata nel nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente.
Accade infatti che la centenaria storia della psicoanalisi sfocia infine nella produzione di un nuovo archetipo: l'archetipo dell'ultima coniunctio che noi chiamiamo anche soggetto super- riflessivo o anche nuovo soggetto duale e non più singolare che era appunto il vecchio soggetto legato al percepire tramite i vecchi cinque sensi.
Ecco quindi spiegato perchè il discorso psicoanalitico termina con questa affermazione riguardante quindi la storia di Dio, la storia evolutiva del pensiero.
"E infine il pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi" (Silvia Montefoschi)
L'uomo, la donna e la vita eterna.
Chiaro il discorso?
Si dirà: ma l'uomo, la donna e la vita eterna sono ancora in tre.
No, anche se sembra che sono in tre in verità sono in due perchè la vita eterna è l'ultimo terzo e l'ultimo terzo è proprio l'Uno e la vita eterna anzichè separarli facendo così ricominciare un nuovo e interminabile divenire dialettico, è invece proprio la vita eterna che li unisce nel dialogo oltre ogni versione di dialettica in quanto la vita eterna non è altro da loro ma sono loro stessi.
Dio o il Padre che dir si voglia non è più altro da loro.
E loro non sono più nemmeno consustanziali al Dio ma quella vita eterna che li unisce pur mantenendoli distinti ma non più separati sono loro stessi.
L'uno e l'altro dell'unico discorso non sono più altro dall'unico discorso.
L'uno e l'altro della vita eterna non sono più altro della vita eterna.
La direzione della psicoanalisi
Il senso di una psicoanalisi pertanto non è la terapia, la guarigione: in natura non esiste alcuna guarigione ma solo evoluzione.
La verità è che molti psicoanalisti ciarlatani chiamano "guarigione" il riattivarsi di quel preistorico "spirito di imitazione " che è proprio delle scimmie del quale invece loro sono esperte campionesse.
La mia amica Thérèse Martin per esempio da questo punto di vista era una completa deficiente, tantè che quando comprese che non poteva più fuggire ma che le si chiedeva se volava far parte della chiesa di attenersi all'imitazione ne concluse che a questo punto si vedeva costretta a lasciare si apur con dispiacere il monastero, la chiesa e forse la stessa religione (i 18 mesi di calvario 1896-1897).
Silvia Montefoschi che pur avendo abbandonato la chiesa all'età di nove anni si è invece sposata proprio un prete, tuttavia chiamava i preti "gli assassini dell'anima".
Io invece credo di aver abbandonato il seminario perchè non si amava troppo la madonna. Non che in seminario non si amava la madonna anzi la si amava ma troppo poco per i miei gusti o forse per i nuovi tempi storici-evolutivi.
Io per esempio non dico mai che la madonna è mia madre ma semmai dico che è una grande teologa e che ci ha due coglioni grossi così in teologia la rabbina palestinese dalla bella carnagione scura.
La chiamo regina ma in che senso?
“La sposa del Re è terribile come un esercito schierato a battaglia, ed è simile a un coro di musica in un campo di armati”
(Bibbia - Cantico dei Cantici)
Rainha Do Mar
Per i preti invece la madonna è la mamma e i coglioni c'è li ha solo il superiore dell'ordine religioso che a sua volta il culo lo dà solo al Padre Eterno.
Pur ritenendo che i preti del mio seminario, poveracci hanno fatto del loro meglio e tenuto conto dei limiti storici evolutivi, certe volte mi dico che se fossi divenuto prete e mi avessero eletto Direttore del seminario avrei dato testimonianza esplicita e apertamente che la Madonna non è la mamma ma è Dio in persona.
Alcuni obietteranno: si ma così poi quei seminaristi diventerebbero dei culattoni.
Tranquilli: culattoni divengono invece parlandoci del Padre Eterno e dell'eterna serva di Dio imprigionata in quel ruolo servile anche se onorata e rispettata.
Ritornando invece al discorso sullo spirito di imitazione che anch'esso comunque ha servito l'evoluzione della natura diceva il buon Jung:
"Si pensa che siano le forze poliziesche a mantenere l'ordine pubblico mentre invece il grosso del lavoro per mantenere l'ordine pubblico lo fa uno spirito: lo spirito di imitazione." (C.G. Jung)
Esistono alcuni umani che invece sono deficienti ossia mancano di una tale spirito e quindi in questi casi la società per difendersi fa intervenire le forze poliziesche o le forze psichiatriche.
La stessa chiesa fa così con i suoi preti se deviano:
"Oggi lo ammazziamo poi semmai se ci siamo sbagliati vuole dire che lo faremo santo"
Molte streghe e eretici dell'età medioevale infatti oggi sono considerati dalla chiesa stessa sante e santi e innalzati alla gloria degli altari.
E' l'evoluzione anch'essa: forse che anche noi non ci difendiamo per esempio dal corona virus poichè lo consideriamo un corpo estraneo?! E ugualmente la polis umana troppo umana si deve difendere da coloro che sono carenti dello spirito di imitazione.
La direzione di una psicoanalisi condotta allo stato dell'arte non è quindi quello di insegnare lo spirito di imitazione ma quello di realizzare una mutazione identitaria da una vecchia identità ancora singolare a una nuova identità duale, da una identità ancora storica a una nuova identità puramente relazionale, da una vecchi identità ancora individuale a una nuova soggettività corale.
Chiaro no?! L'uomo, la donna e la vita eterna ovvero dal gruppo o branco al coro. Dal disordine (o vecchio ordine preistorico entropico) al nuovo ordine negaentropico.
E insomma dalla rivoluzione alla rivoluzione permanente.
Dalla relazione soggetto/oggetto al nuovo soggetto duale.
In principio era la Donna
La donna che ha fantasie su Dio partorisce Dio.
La donna che ha fantasie sull'uomo partorisce l'uomo.
"La donna altro non è che un soggetto travestito da donna" (Silvia Montefoschi, biologa e donna)