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Le tappe fondamentali dell'unico processo di individuazione universale (psicoanalisi universale)


  1. Processo di OMINIZZAZIONE
  2. Processo di UMANIZZAZIONE
  3. Processo di TRANSUMANIZZAZIONE


La storia del lavoro

In questo video, con immagini si illustra la nascita del primo simbolo e primo strumento di lavoro che mediando il rapporto uomo/natura dà inizio alla storia della cultura che coincide con la storia del lavoro.

Biosfera, Noosfera, e poi?

Si chiude un capitolo della storia dell'universo, il capitolo della BIOSFERA e se ne comincia uno nuovo, il capitolo della NOOSFERA.

Oggi 2000 anni dopo la nascita della coscienza cristica anche questo capitolo si chiude grazie alla psicoanalisi che tutti ci traghetta oltre la comunicazione e quindi oltre la specie umana.

Questo ultimissimo capitolo si chiama "processo di transumanizzazione" che segue al "processo di umanizzazione" ormai già terminato.

Si obietterà: ma come è possibile se proprio la psicoanalisi è il luogo dove si parla? Non è stata chiamata la psicoanalisi all'inizio proprio "la cura mediante la parola"?

Non è affatto un paradosso perchè è nella vita cosiddetta normale ovvero nelle relazioni cosiddette normali che si produce parola e se ne produce tanta proprio perchè non la si consuma mentre al contrario in una relazione che voglia dirsi "psicoanalitica" si parla solo per consumare la parola e infatti termina con il silenzio.

Questo silenzio è però la nuova percezione perchè la verità, che l'umanità comune non può accettare perchè anzi gli pare follia un simile modo di pensare, è che fuori non c'è niente, fuori c'è solo il transfert/proiezione e la relazione psicoanalitica è proprio il luogo della consumazione del transfert.



Poi il silenzio



“Sarà solo un istante
e
una luce abbagliante
dissolverà la tenebra
che ancora ottenebra
la nostra mente
e
si udrà la voce
dell’assoluto silenzio
che dice
la fine il fine
l’infinito”

(Silvia Montefoschi, 2009)


La staffetta psicoanalitica oltre  Jung che credeva ancora agli archetipi al plurale


"Jung non si era ancora reso conto che l'unico e vero archetipo era solo l'archetipo della coniunctio. Quelli che lui credeva archetipi erano invece già cose vecchie." 

(Silvia Montefoschi)


1. Reazione termonucleare (la coniunctio praticata presso gli atomi)
2. Sintesi molecolare (la coniunctio praticata presso le molecole)
3. Sessualità (la coniunctio praticata presso gli animali che non possedevano il simbolo)
4. Comunicazione (la coniunctio praticata dalla vecchia umanità che possiede il simbolo)
5. Nuova Percezione (e questa è l'ultima coniunctio ovvero il nuovo Sesto Senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente, ultima coniunctio propria della nuova e vera umanità - gli ultimi mutanti - i fondatori del REGNO specificamente UMANO)

Informazioni, onde del pensiero: comunicazione o telepatia?

In verità, volendo essere più precisi, anche gli atomi comunicano tra di loro e si trasmettono informazioni e anche le molecole e anche gli animali ma queste informazioni si trasmettono mediante la parola solo presso gli umani e infatti solo gli umani fanno storia ma la verità è che si trasmettono sempre onde del pensiero, sempre e in ogni caso, e perfino gli esseri umani sembra che comunicano attraverso le parole mentre in verità la stessa vecchia umanità comunicano tra di loro per mezzo della telepatia  ma non ne sono consapevoli e credono che quello che ciascuno comprende dell'altro è conseguenza della parola dell'altro mentre invece ciascuno capisce quello che vuole capire ovvero percepisce le onde del pensiero che gli giungono telepaticamente. 
Con la nuova umanità invece la telepatia viene per così dire leggittimata e consapevolizzata.
Va comunque tenuto conto un altro fattore e cioè che la vecchia umanità ha due milioni di anni mentre la nuova e vera umanità è appena nata quindi a parte GiovanniSilvia il prototipo, gli altri devono farne di strada prima di stabilizzarlo e raffinarlo questo nuovo senso del pensiero che percepisce il pensiero.
Insomma è un po' come possedere una automobile di lusso ma non possedere la patente di guida.
La sapienza popolare conals ua cretaività ha invenatto un mdodo di dire per esprimere qeustoconcetto: "Chi ha i denti non ci ha il pane e chi cia ha il pane non ci ha i denti."
Sono tanti gli umani che vivono nel pensiero e quindi non comunicano vivendo telepaticamnete ma invece di cosanpevolizzarsi e legittiarsi un atle dono o si fanno loro stessi ricoverare in amnicomio o sono gli altri che li fanno ricoverare in manicomio:


"Oh Dio Dio , sono matto sento le voci"

"Sento le voci, sono matta, sono matta, ricoveratemi, aiuto aiuto."


E ovviamente costoro trovano sempre qualcuno di buon cuore disposto ad aiutarli:


"Si, è vero, sei matto (matta) ma vedrai che se segui docilmente le nostre cure riusciremo a guarirti così anche tu sarai sano (sana) proprio come noi che siamo sani."



La necessità di andare verso la madre per poter andare oltre la madre

Mi viene in mente un filmato in verità molto comico (credo fossero Raimondo Vianello e Sandra Mondaini se ricordo bene) dove si vedono venirsi incontro un uomo e una donna con le braccia già spalancate per abbracciarsi.

Sono molto distante ma i cento metri diventano ben presto cinquanta metri, 10 metri, un metro, lo spettatore già vede che si abbracciano  e invece l'uomo continua a correre e lei si ferma incredula e si volta vedendolo continuare nella sua corsa verso non si sa dove.
Ma dove vai! Dove vai! Si può sapere?! Io sono qui!
E quello invece continuava a correre ma sempre con le braccia spalancate come se da un momento all'altro si dovesse realizzare il grande abbraccio.
Bhò!

"Il paziente apparentemente sembra andare verso la madre ma va verso la madre per poter andare oltre la madre." 

(Carl Gustav Jung)

Mio commento: se si vuole andare oltre la madre bisogna andare necessariamente verso la madre. Non si può fare altrimenti e infatti coloro che non vanno verso la madre non vanno neanche oltre la madre.
E' un po' come se la madre dicesse: "Se vuoi andare oltre me devi passare attraverso di me altrimenti io ti impedirò di andare oltre."
No Pasaran! 




E' insomma il nucleo della scienza psicoanalitica: il tabù universale dell'incesto simbolico che fonda il principio di autorità e quindi la struttura del nostro vivere sociale che divide gli umani in ribelli e autoritari che sono costretti entrambi se vogliono convivere a smorzare il loro autoritarismo così come il loro ribellismo perchè altrimenti sarebbe la guerra ovvero l'autodistruzione reciproca e non la comunità.


Progresso e evoluzione non sono sinonimi

Ci sono uomini (e anche donne) a cui non frega niente di andare oltyre la madre ma ci sono altri uomini ( e anceh donne) che per loro andare oltre la madre è di vitale importanza, duqneu sono costretti ad andare verso al madre, nè và della loro sopravvivenza spirituale.
Altri no, altr stanno bene così: non gli interesa l'evolzuione e si accontentano dle progresso.
A costoro il progresso è più che sufficiente e non sanno ceh farsene dlel'evolzuione.
Per qusto insisto a dire che progresso e evoluzion enon sono sinonimi.

Una specie incompiuta

Portare a compimento la rivoluzione copernicana

Tre tipologie di esseri umani:
  1. materialisti
  2. psichici (o animici)
  3. spirituali (o pneumatici)


Superare lo psichismo, superare l'antroporiferimento.


Superare l'antroporiferimento, questa è la direzione, il senso e comunque la consapevolezza che la specie umana a differenza di tutte le altre specie è invece una specie ancora incompiuta aiuta in questo senso.
Il guaio della specie umana è che rispetto alle altre specie è una specie ancora incompiuta: non è un vero animale come si deve ma non è nemmeno un Dio, un oltre-umano insomma, la super-umanità come la chiamano Nietzsche, Teilhard de Chardin e Sri Aurobindo & Mirra Alfassa o "la nuova  e vera umanità" così chiamata con un linguaggio più sobrio dalla biologa e psicoanalista Silvia Montefoschi.
Nove mesi non bastano per generare la nuova e vera umanità ma si necessita almeno di un altro mese in più, occorrono dieci mesi almeno e il decimo mese è proprio il mese in cui si produce la cultura più il tempo necessario a portare a compimento e quindi al suo capolinea definitivo anche questa storia della cultura che è poi il tempo necessario a creare dopo la biosfera anche una noosfera.

  1. Litosfera
  2. biosfera
  3. noosfera

o anche


  1. processo di ominizzzione
  2. processo di umanizzazione
  3. processo di transumanizzazione

Così infatti va letta la preistoria della specie umana:


  1. Homo erectus intendendo la conquista della stazione eretta
  2. Homo abilis (la nascita della tecnica o storia del lavoro umano che segue la storia del lavoro non-umano, secondo capitolo della storia del lavoro universale)
  3. Homo sapiens sapiens (lo sviluppo della tecnica comporta il portare all'interno tutto ciò che la natura come processo autoconoscitivo aveva proiettato all'esterno, il che significa che il movimento espansivo dell'universo almeno con la specie umana  e nella specie umana inverta la rotta e si fa da movimento esplosivo il nuovo movimento implosivo producendo visioni sempre più intere dell'intero, avvicinando quel momento per cui Hegel rispondendo alla domanda su che cos'è verità diceva che "la verità è solo l'intero" e questo intero era anche "il risultato" del movimento dialettico ovvero di un processo unitario del pensiero stesso che negava quindi che l'alienazione del pensiero (la "proiezione" o "transfert" nella terminologia psicoanalitica) avesse solo una valenza negativa avendo avuto anche una valenza positiva.
Se le cose stanno così allora che cosa c'è invece che non va nell'homo sapiens sapiens?
C'è che non va è il fatto che il pensatore inteso come la vecchia umanità, l'uomo dialettico, si droga di oppio, poichè se Marx della religione diceva che "è l'oppio dei popoli" si deve dire la stessa cosa del pensare dialettico una volta che come Mosè l'uomo dialettico o il vecchio psicoanalista, infine dopo essere uscito dall'Egitto intravvede la nuova terra dove scorre il latte e il miele.
L'attaccamento dell'uomo dialettico affettivamente attaccato all'archetipo dell'eroe che è ancora l'Edipo nella versione dell'eroe ribelle/attivo o il Cristo nella versione che accetta il processo ma non ripone ancora la sua vera identità nel processo stesso, fa comunque del movimento dialettico un non-movimento ma un eterno ritorno in quanto una volta avuto la visione e quindi raggiunta al consapevolezza della possibilità della città del dialogo, la vecchia città edipica è solo una droga che sogna eternamente una utopia, la mega-sintesi finale tra tesi e antitesi, quando l'utopia invece è già una realtà.

L'archetipo della coniunctio e la legge (del tabù universale dell'incesto simbolico)


Non è un caso infatti che gli junghiani ancora adesso continuino a parlare di processo di individuazione quando ormai il processo di individuazione è già terminato e tutti gli archetipi parlino più solo della storia della specie umana ossia di una passato che era e che non è più.
Oggi non c'è più processo di individuazione ma più solo l'unico archetipo che sia ancora vivente e che è l'archetipo dell'ultima coniunctio.

Tutta la storia dell'universo che coincide con la storia del pensiero che è il vero vivente, l'unico vivente che era, che è e che sempre sarà, è un sussueguirsi di coniunctio tra l'uno e l'altro dell'unico discorso:


  1. reazione termonucleare
  2. sintesi molecolare
  3. sessualità
  4. comunicazione
  5. Nuova Percezione: il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente

Su facebook esiste una pagina dedicata a questo concetto di "Nuova Percezione"



Malgrado che ancora adesso c'è chi dice che è la sessualità che va superata, (c'è chi lo dice in un'ottic  moralista salvo poi ingrassare e ingolfarsi di pasticcini e dolciumi vari e chi in un'ottica energetica salvo poi chiaccherare, chiaccherare e chiaccherare in un bla bla bla inproduttivo fine a se stesso o "per tenersi compagnia" ma in conclusione dopo tanto bla bla l'altro rimane sempre fuori che non è normale che così sia per i gemelli e non solo rimane sempre Altro come invece è normale che sia per i gemelli) la verità è che la sessualità è già stata superata da almeno due milioni di anni dai nostri antenati che sono già trapassati dalla sessualità alla comunicazione, per cui il nostro lavoro è invece un altro: quello di trapassare dalla comunicazione ormai divenuta un modo evolutivamente obsoleto di realizzare la coniunctio per approdare alla nuova e ultima modalità di congiunzione per il tramite della nuova percezione.
E' infatti la nuova percezione quello che in psicoanalisi si chiama "risoluzione del transfert" ma la nuova percezione non è la risoluzione di un transfert ma è la risoluzione definitiva della dinamica del transfert proprio perchè tramite la nuova percezione si produce al termine della storia della psicoanalisi  una nuova e ultima forma vivente: la nuova Persona Duale.
Lo psicoanalista e il suo paziente che essendo anche quest'ultimo all'interno di una relazione speciale chiamata relazione psicoanalitica, è anch'esso attivo e non solo passivo e quindi anch'esso analista, in verità sono un'unica persona costituita da due soggetti, il primo soggetto non più singolare della storia dell'universo ma un nuovo soggetto consapevolmente duale ("consapevolmente" in quanto già Martin Buber aveva chiarito che nella realtà non esiste alcuna soggettività ma sempre e solo intersoggettività e che "la mente isolata" quindi è solo un mito) in definitiva trattasi proprio di una nuova forma vivente, una vera novità della storia della natura dopo l'Antropos: è questa la nuova e vera umanità, i fondatori del REGNO (specificamente) UMANO.
In questo quadro interpretativo della storia dell'universo, la stessa storia della psicoanalisi (1895-1987) trova il suo posto come l'ultimo capitolo e sprint finale della storia dell'universo tutt'uno con la storia del pensiero all'interno di quella concezione dell'evoluzionismo che chiamiamo evoluzionismo parallelo nel noumenico e nel fenomenico che è ancora la realtà simmetrica sì, ma ancora separata.

"E infine il pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi" (Silvia Montefoschi)

Dove questo sentirsi del pensiero è ancora pensiero, il nuovo modo di essere del pensiero giunto così al termine della storia evolutiva del pensiero nell'uni-verso andato così e infine oltre l'uni-verso.
Ciò che è nell'uno infatti non può essere anche e ancora nell'uni-verso.
Se si è nell'uno infatti non si può essere anche nell'uni-verso e ugualmente se si è ancora nell'uni-verso vuole dire che non si è ancora nell'uno.
Anche all'interno dell'universo esiste un Uno ma non è ancora l'Uno vero, l'uno dell'universo è infatti l'unità simbiotica soggetto/oggetto ovvero il transfert, la divisione del lavoro attivo/passivo, maschio/femmina, Dio/credente in Dio, insomma la realtà nata dalla divisione del lavoro o dinamica sado-masochista chiamata da Hegel dialettica servo-padrone che in definitiva altro non è che la dialettica interdipendente che fa cantare "l'amore non è amore se non è litigarello" e infatti la pace all'interno di questa modalità relazionale non è vera pace proprio come certo pacifismo o buonismo che in definitiva non cambia nulla ed è proprio perchè certo buonismo-pacifismo non cambia nulla che è nata la psicoanalisi che invece proprio metamorfizzando il vecchio soggetto da singolare nel nuovo soggetto duale cambia la realtà stessa direttamente alla sua radice.

"Il conflitto lo si può risolvere veramente solo se lo si risolve alla radice" (Silvia Montefoschi)

Quale è l'insegnamento della psicoanalisi allora?
E' un doppio insegnamento che sventa il riprodursi ripetutamente del transfert/proiezione:

  1. che l'altro dell'unico discorso (il logos o legame che era in principio) è irreversibilmente altro (insegnamento che sventa la coazione a ripetere della difesa nevrotica o psicotica della tipologia isterica)
  2. che l'uno e l'altro dell'unico discorso (il logos che era in principio o legame che era in principio) sono irreversibilmente uno  (insegnamento che sventa la coazione a ripetere della difesa nevrotica o psicotica della tipologia ossessiva)

Oltre la finitudine

La psicoanalisi rappresenta all'interno della storia della cultura, simultaneamente l'ultimo capitolo, il suo capolinea e anche il trampolino di lancio oltre la cultura stessa e in questo senso si devono interpretare queste affermazioni della scienziata della natura (biologa e medico) e dello spirito (psicoanalista) Silvia Montefoschi ovvero della Hegeliana/critica di Hegel ma anche Engelsiana/critica di Engels che proprio decifrando i sogni della gente e i suoi stessi sogni quali messaggi dell'inconscio universale e riportando in chiaro il linguaggio criptico e onirico dell'inconscio che non è personale nè collettivo ma universale ha colto il progetto di farla finita una volta per tutte con la dialettica interminabile sia che sia della natura, della storia o della stessa psicoanalisi interminabile giungendo infine a oltrepassare quelle colonne d'Ercole denunciate dallo stesso Sigmund Freud come il confine invalicabile dalla stessa psicoanalisi dove quindi la psicoanalisi avrebbe dovuto fermarsi all'alt della realtà biologica contro la quale la psicoanalisi non può nulla.
La nuova psicoanalisi oltre la psicoanalisi o come la chiamiamo anche "la psicoanalisi allo stato dell'arte" fa le spallucce a questo alt dei limiti biologici dell'Anthropos e procede lo stesso oltre queste colonne d'Ercole proprio come fece a suo tempo il grande ammiraglio genovese Cristoforo Colombo approdando così nel nuovo mondo che questa volta non è l'america ma è la città di Dio ovvero il dialogo oltre la dialettica.

"Il finito proprio perchè finito non può finire mai ma può solo scomparire 
tuttavia quando scompare scomparirà in assoluto per non più ritornare" (Silvia Montefoschi)

Quella sarà non la terapia già abbandonata a suo tempo dallo stesso Sigmund Freud come finalità della psicoanalisi ma sarà la grande terapia come già aveva intuito con tutti i suoi limiti di visione Fredrich Nietzsche allorchè profeticamente annunciava l'oltre-uomo e una nuova terra, la terra dell'oltre umanità.

"E un giorno la terra diverrà luogo di guarigione" (Freidrch Nietzsche)

Termina così con la psicoanalisi anche la storia della medicina dato che con l'Homo Sapien Sapiens caratterizzato dall'aver dato i natali sia alla storia della tecnica con applicando la funzione riflessiva che lo contraddistingueva dagli altri animali sia per conoscere la natura esterna sia applicando quella stessa funzione riflessiva per conoscere la sua stessa natura dando quindi i natali anche lla storia della medicina.
Storia della tecnica e storia della medicina che proseguirono parallelamente fino all'exitus finale che è proprio la nascita della nuova e vera umanità una volta che tali conoscenze inscrivendosi nel DNA dei nuovi nascituri, raggiunto un livello critico metamorfizzava da salti micro-evolutivi infine in un vero e proprio salto macro-evolutivo ovvero una vera e propria nuova specie vivente oltre l'Antrhopos stesso solo che in questo caso chi nasceva non era più una forma vivente del pensiero pensante ma proprio il pensiero pensate stesso che non ha più bisogno di oggettivarsi in una pensato per continuare ad essere.

L'utopia nietzschiana del "luogo di guarigione", concetto questo che ritroviamo anche con un altra descrizione dell'oltre uomo nietzschiano come "il genio del cuore" cosa questa già intuita denunciando i limiti della scienza ufficiale e la sua ancella la tecnica, dallo scienziato della natura Teilhard de Chardin che dice che la scienza unita alla tecnica hanno saputo addomesticare e asservire al processo di umanizzazione tutte le forze della natura tranne una forza ossia l'eros ma adesso sappiamo che a risolvere questa deficienza della scienza cosiddetta ufficiale è giunta infine una nuova disciplina: la psicoanalisi ovvero la scienza d'amore, la scienza della relazione che è la scienza delle scienze che si presenta come una nuova ontologia o scienza dell'essere per non dire teologia per non favorire possibili equivoci che il termine "teologia" può indurre dato che il Dio della psicoanalisi non è il trascendente ma il trascendente-immanente ovvero l'Automaton, la necessità del processo lavorativo di un divenire che tende a liberarsi della sua storia per essere più solo un divenire che non farà più storia.

"Essere o non essere: questo è il problema" (William Shakespeare)

L'esperienza oltre il comportamento


La psicoanalisi non  modifica il comportamento ma modifica l'esperienza, la psicoanalisi produce la nuova percezione.
Il comportamento infatti è secondario all'esperienza poichè tutto si gioca al livello dell'esperienza.
Perchè noi insistiamo così tanto sulla teoria?
Perchè la teoria è visione, è cioè esperienza.
Si potrebbe anche dire che è l'esperienza del mondo che "determina" il comportamento e infatti la psicoanalisi mica sta a modificare il comportamento come i comportamentisti ma si focalizza sull'esperienza del mondo poichè il comportamento è solo un automatismo e infatti il comportamento è ancora un trattare sè fuori di sè. Noi sappiamo infatti che la fine del mondo è principalmente la fine del comportamento: la vita infatti è solo l'esperienza e l'esperienza per poter essere anche azione non ha bisogno di estrinsecarsi in un comportamento ma semmai in una nuova esperienza. L'esperienza infatti è immediatamente anche azione.
Ecco perchè non è stato sufficiente il processo di umanizzazione ma è necessario anche un ultimo processo di transumanizzazione per poter divenire ciò che si è già.



Dall'Aldiquà ai vari pianeti dell'Aldilà e poi ancora e infine dall'Aldilà all'Oltre

Dall'Aldiquà ai vari pianeti dell'aldilà e poi ancora e infine dall'Aldilà all'Oltre.

Così và l'evoluzione della vita che poi altro non è che l'evoluzione del pensiero.

Che cosa significa pensare?

Attenzione però a non cadere nel tranello che il termine pensiero può suscitare in noi che crediamo di sapere cosa sia il pensiero ma non lo sappiamo affatto.

"E infine il pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi" (Silvia Montefoschi)

Pensare è percepire dunque.

"Esse est percipi" (George Berkeley)

La nuova percezione


Si tratta però e dunque di una nuova percezione basata non più sui vecchi cinque sensi utilitaristici e pragmatici che non ci parlano della verità vera ma del nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente il quale invece ci dice della verità vera.

1. Il vero vivente

Tutto si sta facendo sempre più chiaro. Questa è la teoria ma per passare alla classe superiore occorre fare in modo che questa teoria si faccia prassi. Solo allora arriverà una nuova teoria più evoluta ancora. Chiarezza si riferiva al fatto che capiamo sempre più che dopo l'umanità il nuovo vivente sarà il Pensiero stesso ma è già qui quel Pensiero e siamo noi. Ma noi continuiamo ad identificarci nel corpo.

2. Materia è memoria, abitudini, fissazioni

Ad alcuni fa impressione parlare di fantasmi ma i fantasmi sono solo "fantasmi con il corpo di materia sottile" e fantasmi siamo noi "fantasmi con il corpo di materia pesante". 
"Materia sottile" detta anche "materia astrale" è la materia meno densa e quindi più legata al pensiero stesso mentre materia pesante è "la materia più materia" cioè più densa e quindi più autonoma dal pensiero stesso. Fantasma è quindi il Pensiero stesso.




3. Vivere già adesso come se si fosse nell'Oltre


Con il dolore l'evoluzione ci vuole spaventare. Anche le malattie sono un modo di spaventarci della natura in evoluzione: non si deve aspettare l'ultimo minuto per passare il testimone al Pensiero. Occorre già da adesso invece vivere nel Pensiero come se fossimo già morti prima ancora di morire veramente nel senso di morti concretamente, così non ci troveremo spaesati quando saremo solo Pensiero essendo già abituati a vivere come solo forme della vita pensanti e non forme della vita anche pensanti.

4. Pregiudizi

Credere che senza il corpo non si possa più pensare è solo un pregiudizio.



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Messaggio agli extraterrestri



Un saluto a tutti gli extraterrestri 
ovviamente solo ai più evoluti come al solito
perchè non ho tempo da perdere con i grigi,
gli omini verdi e compagnia bella,
quindi i saluti vanno solo a quelli che abitano nei pianeti più distanti dal pianeta terra.
non quindi a quelli che sono solo al di sopra della bagatelle della Terra
ma solo a quelli che sono molto ma molto al di sopra delle bagatelle della Terra
ovvero che hanno ben altro a cui pensare
che mettersi a polemizzare 
bisticciare 
e competere
come è uso per lo più invece quì su questo pianeta Terra da due milioni di anni a  questa parte.

Onore a voi. 

Quì sul pianeta Terra nulla di nuovo perchè vogliono stare tutti bene e vivere felici.
e solo a questo sono interessati
il nichilismo insomma avanza e fa proseliti questa malattia dello spirito

Da parte mia non vedo l'ora di incontrarvi così da vivere tutti insieme per sempre.
Del destino del Pianeta Terra chi se ne frega, che crepino. 
Vi voglio tanto bene.
Siete stati grandi e lo siete tuttora, 
cercherò di essere alla vostra altezza.

Un saluto in particolare a quel giovanneo di Isaac Newton
Nietzsche 
Hegel
Spinoza ovviamente 
senza dimenticare Pitagora il grande?!

Speriamo bene.

(anno domini 2010 - brano tratto da un mio vecchio post su facebook)





Materia e memoria? Materia è memoria

Uno dei concetti più importanti del pensiero filosofico dell'evoluzionista ma non materialista Henri Bergson formulato alla fine del 1800 in pieno trionfo del pensiero positivista e scientista fattosi forte dalla conquiste della tecnica è quello di "abitudine" che rimanda in qualche modo a quell'altro concetto filosofico di "ripetizione" o a quello psicoanalitico di "acting out" .


La mistica e teologa francese Thérèse Martin era una cristiana o una bergsoniana senza sapere di esserlo? D'altronde hanno vissuto nella stessa epoca e i pensieri sono realtà concrete nel senso che sono nell'aria essendo i pensieri onde del pensiero captabili più o meno fedelmente da chi è in grado di sintonizzarsi su quelle specifiche frequenze.

"La perfetta eroina bergsoniana" (Henri Bergson)

Questo disse quasi sul finire della sua esistenza il filosofo evoluzionista ma non materialista Henri Bergson della sua conterranea cattolica ma senza grandi studi universitari Thérèse Martin.
Bergson era un ebreo ma ormai era intenzionato a convertirsi al cattolicesimo.


La questione della relazione corpo-spirito

Henri Bergson, "Materia e memoria - Saggio sulla relazione tra il corpo e lo spirito", 1896


In quest'opera del 1896, che anticipa il dibattito contemporaneo sul cosiddetto "mind-body problem", il filosofo evoluzionista ma non materialista Henri Bergson (1859-1941) tratta di tale problematica.

La materia che sembra quanto di più solido e stabile vi sia nell'universo tanto da coincidere con la realtà stessa, invece difficile a crederci se ci si basa solo sui vecchi cinque sensi, è solo pensiero, o meglio pensiero oggettivato, pensiero statico, memoria appunto, semplice ricordo, passato, storia, solo storia dunque niente di veramente solido e immodificabile, in una parola "abitudine".
Mal si fa quindi a utilizzare per orientarci nel mondo del significato e della verità solo degli obsoleti cinque sensi attraverso i quali l’Essere tratta ancora sè non soltanto come altro da sè ma come esterno a sè.
Comunque soprattutto riferendoci a Giovanni abbiamo sempre sostenuto che "In principio era la relazione" per cui la memoria e quindi la storia altro non può essere che la storia della relazione, il passato della relazione, che pur non essendo più, permane per forza di inerzia come memoria e comunque anche se ridotta solo a pura memoria continua tuttavia a produrre effetti di realtà.
Noi con Giovanni Evangelista in primis ma non solo con Giovanni ma anche con Martin Buber riteniamo che “in principio era il Legame (Logos)” anche se l'ebreo Martin Buber dice solo che non esiste in alcun modo soggettività ma sempre e solo intersoggettività senza quindi farne, almeno esplicitamente, come invece fa l’ebreo-cristiano Giovanni, un principio ontologico.
E’ proprio questo che fa dire alla biologa e poi psicoanalista Silvia Montefoschi e in controtendenza alla maggioranza degli umani, che “chi ricorda è condannato a ripetere”.

Bergson con le sue elaborazioni sulla materia-memoria non fa quindi altro che porre al centro della riflessione la questione della “ripetizione” che in psicoanalisi con un termine inglese si fa chiamare “acting out” (azione coatta) per cui gli stessi umani in gran parte anche se alcuni di più e altri di meno sono solo dei robot, dei robot di carne, dei computer fatti di pelle. Ecco dunque perchè la questione della ripetizione è così importante per le sorti dell’evoluzione umana.
La vecchia specie umana invece cosa fa invece di concentrarsi sulla questione della ripetizione? Ritiene invece che il suo destino dipende solo dalla redistribuzione ugualitaria delle ricchezze. Ma chi sono i padroni della relazione schiavo-padrone? Sono proprio coloro che hanno più memoria di altri e quindi sono fatti più di altri di materia.
Alla luce di queste riflessioni acquista ancora più significato la tipologia elaborata dalle primitive comunità cristiane più di orientamento gnostico i quali suddividevano l’intera umanità in tre tipologie di umani:


  • materialisti
  • psichici (o animici)
  • spirituali
Cosa ha aggiunto allora l’elaborazione psicoanalitica evoluzionista di Silvia Montefoschi?
Ha aggiunto che ci ha edotti che anche gli spirituali hanno i loro limiti e che quindi noi che siamo l’ultima generazione “la generazione che non vacilla” come la chiamava Giovanni il Teologo ed evangelista, dobbiamo andare oltre la stessa noosfera che poi è la comunicazione dato che:

  • la sessualità caratterizza il relazionarsi degli animali
  • la comunicazione caratterizza il relazionarsi della vecchia umanità
  • il nuovo sesto senso è invece ciò che caratterizza il relazionarsi della nuova e vera umanità che poi sono anche i fondatori del vero REGNO (specificamente) UMANO
Ma che cos’è questo nuovo sesto senso?

Bergson l’avrebbe chiamato “intuizione” ma è meglio definirlo come il senso del pensiero che percepisce il pensiero non come astrazione ma come realtà concreta e vivente e che pertanto si affida ad esso e gli dà credito come il senso che solo è in grado di “vedere” il significato e la verità ma soprattutto è quel senso che supera la vecchia logica della separazione e pertanto ‘unico in grado di produrre la nuova Persona-Duale dell’Uno-Vero che solo permette l’ultimo esodo, l’esodo oltre l’uni-verso.




Questa è anche la nuova e ultima Arca di Noè e non c’è ne sono altre dopodichè:

“chi c’è c’è e chi non c’è non c’è”, dove questo “c’è” va inteso in senso ontologico:

“Io sono IL VIVENTE:
colui che era
che è.
Sono il LEGAME che era in principio.”
e che sempre sarà.


L'esodo oltre l'abitudine, l'esodo oltre il trionfo del nichilismo

Non abbiamo scelta: l’ESSERE o il NULLA.
Avete capito allora perchè in questo fine della storia è nata la psicoanalisi?
“Dov’è l’ARCA?”
“E’ là!” Dicono gli psicoanalisti, ma solo gli ultimi psicoanalisti evidentemente.
Ma in cosa consiste l’Arca in concreto?
E’ proprio lo stesso sesto senso e infatti con i vecchi cinque sensi si può solo comunicare ma non salire sull’Arca della salvezza: ci sono i buttafuori infatti che non fanno salire nessuno vestito da arlecchino ma deve essere INTERO cioè Uno ma Uno vero cioè Uno-Duale.

“Verità è solo l’intero”

(Hegel, “Fenomenologia dello spirito”, 1807)

“Unità è solo un divenire unità”

(Franz Rosenzweig, “La stella della Redenzione”, 1921 )



Conclusione: oltre la comunicazione al capolinea della storia dell'universo

Questa della “ripetizione”, acting out o memoria è la vera questione da cui ci si deve redimere, da cui il PENSIERO VIVENTE che è “il legame” cioè “la relazione” si deve redimere poichè questo è il vero senso del concetto di “redenzione” e non esiste altro vero significato del concetto di "redenzione" se non questo liberarsi dalla vecchie "abitudini" relazionali e che altri chiamano "il tram tram della vita quotidiana" o "la crisi del settimo anno" e insomma ciò che segue alla fase dell'innamoramento ma non nel senso che bisogna inneggiare all'amore ma nel senso che "la pura relazione" è più dell'amore e anche qui non nel senso di una relazione de-sessualizzata ma nel senso di una relazione che non ha più bisogno cioè non necessita più di comunicazione.

"E infine il pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi." (Silvia Montefoschi"

Insomma per dirla in una parola: se George Berkeley sosteneva che "Esse est percipi" allora si tratta più solo di passare a una "nuova percezione" dell'Altro in sè.

Si potrà obiettare: ma dire "ci sei, ci siamo" non è anch'essa una ripetizione?
All'apparenza sembra una ripetizione ma nei fatti non lo è una ripetizione poichè risulta sempre essere un nuovo "ci sei", un nuovo "ci siamo".

La direzione della vita e dell'evoluzione: la vita eterna


Senza la vita eterna che unisce veramente ciò che nessuno può separare, l'uomo e la donna rimangono l'uomo e la donna e non possono in nessun modo trapassare nell'Uomo-Dio e la Donna-Dio che sono l'uomo e la donna uniti in una sola persona duale. Questo accade perchè l'uomo e la donna sono una cosa ma l'uomo e la donna uniti in una sola persona sono tutta un'altra cosa, si tratta di un vero salto di qualità, un salto macro-evolutivo, una nuova specie vivente oltre l'anthropos.
Nessun prete nè sindaco è legittimato a celebrare matrimoni poichè solo la vita eterna ha questo potere.

"Io sono perchè tu sei, io sono la domanda perchè tu sei la risposta e io sono la risposta perchè tu sei la domanda. Io sono perchè tu mi dici sì e tu sei perchè io ti dico sì, il sì perenne che è la vita eterna."

(Silvia Montefoschi, 2002)

Il Kamasutra di Dio: le cinque posizioni

Dio pur essendo una sola persona, questa sola persona è costituita da due persone che pur potendosi immaginare separate, nella realtà invece sono unite costituendo così una sola persona duale.

Mondo reale e mondo della rappresentazione

Il fatto però di immaginarsi, cioè vedersi separate, non è ininfluente sugli effetti di realtà ovvero su ciò che usiamo chiamare "fatti".
E' ciò che è accaduto con l'evento Big Bang in cui i due dell'uno si videro separati ma come dice la psicoanalista Silvia Montefoschi nella rifondazione ontologica della psicoanalisi "l'essere è così come si vede e si vede così come è", definizione questa che poi è un altro modo per dire che "è quello che è".
Con l'evento Big Bang è accaduto proprio questo, che i due si videro separati e siccome si videro separati, separati furono di fatto, cioè per loro la realtà fu questo vedersi separati dato che il reale e la visione del reale coincidono o per dirla nel linguaggio più proprio alla PNL (programmazione neuro-linguistica) potremmo dire che la mappa del territorio coincide con il territorio stesso o ancora che la rappresentazione della realtà coincide con la realtà stessa.

Il "progetto coniunctio"

Questo evento che l'astrofisica ha chiamato "evento Big Bang" ha tuttavia messo in moto il "progetto coniunctio" così possiamo chiamarlo e la storia dell'universo altro non è che il racconto delle cinque modalità di coniunctio che Dio cioè il Pensiero Vivente (i due termini del Principio Dialogico, l'uno e l'altro del discorso) ha adottato per poter infine arrivare a conseguire la coniunctio stabile e definitiva cioè full time.

Perchè ha adottato queste cinque modalità di coniunctio?
Perchè tutte le precedenti modalità di coniunctio hanno trovato sul loro percorso dopo tanta pratica di tale modalità di coniunctio come una scritta che riportava la dicitura: "strada chiusa", "capolinea".
Così è accaduto sia per la "reazione termonucleare" che per la "sintesi molecolare", la "sessualità"  e adesso più recentemente anche per la "comunicazione" che è stata la forma più evoluta di "coniunctio" praticata soprattutto tra uomini di sesso maschile tra di loro e non con le donne così che mentre gli uomini tra di loro discutevano di scienza, teologia e filosofia, le donne invece stavano in cucina a preparavano da mangiare, accudivano la casa e facevano i bambini, tutto quì.
Ricordo la mia psicoanalista che mi diceva:

"Andrea sono gli uomini che hanno portato avanti l'evoluzione." 
Rimane da prendere atto che la comunicazione fondamentalmente è stata una comunicazione omosessuale perchè l'eterosessualità gli uomini la praticavano veramente non discutendo, discutendo invece praticavano l'omosessualità.
Grazie a questa omosessualità tuttavia oggi abbiamo la scienza, la filosofia e la teologia mentre grazie all'eterosessualità abbiamo i bambini.
Solo che questo andazzo di due milioni di anni di teologia e scienza omosessuale è finito e finalmente si volta pagina. Come sarà la nuova teologia non più omosessuale ma finalmente eterosessuale? Come sarà la nuova scienza non più omosessuale ma finalmente eterosessuale?
Dopo due milioni di anni di omosessualità, l'omosessualità ormai ha i giorni contati e già si profila l'alba di una nuova era eterosessuale con una nuova scienza e una nuova teologia eterosessuale.
Non c'è da meravigliarsi quindi che una tale scienza omosessuale abbia prodotto le armi e la bomba atomica, il consumismo imbecille senza una vera finalità sensata e anche una tecnica veramente avveniristica ma fine a se stessa: abbiamo sempre sostenuto infatti che il pragmatismo che non ama  la "fuffa parolaia" in verità è un pragmatismo cieco che funziona questo sì ma non sa dove va, ma va nella più totale inconsapevolezza della sua direzione.
Quanto detto ovviamente vale solo per quanto concerne la modalità di coniunctio detta "comunicazione".

I cinque modi di congiungersi

Dove si va a parare praticando la posizione del kamasutra di Dio denominata invece "reazione termonucleare"'?
Evidentemente non si può andare tanto distante.

Dove si va  a parare praticando la posizione del kamasutra di Dio denominata "sintesi molecolare"?
Evidentemente non si può andare tanto distante.

Dove si va  a parare praticando la posizione del kamasutra di Dio denominata "sessualità"'?
Scopa oggi, scopa domani evidentemente non si può andare tanto distante.

Dove si va  a parare praticando la posizione del kamasutra di Dio denominata "comunicazione"?
Evidentemente anche in questo caso non si può andare tanto distante: cultura oggi, cultura domani, agli uomini e le donne interessa ben altro che la cultura sotto sotto, anche se non lo dicono perché non sta bene.

E' vero, poi ci si annoia, ma tanto si ritorna sempre lì, da lì non si sfugge.



A questo proposito vi racconterò un aneddoto.


La fine del modo di congiungersi per mezzo della comunicazione

Tempo fa mi ero molto interessato ai video su Youtube del professore di filosofia Costanzo Preve perchè li ritenevo oltre che molto istruttivi anche molto esplicativi per farmi un'idea più chiara della storia della filosofia nel suo complesso e tra questi un video in particolare aveva suscitato in me delle domande e anche delle intuizioni.
In questo video il professore sosteneva che mai come in questo contemporaneo scenario storico gli intellettuali erano più imbecilli della stessa gente comune meno acculturata se non addirittura analfabeta.
Mi ero chiesto tra me e me come era possibile?! Possibile che acculturarsi tanto più degli altri invece renda più stupidi della gente ignorante?
Certo alcuni per spiegare un tale fenomeno potrebbero ricorrere a  una citazione evangelica molto nota dove si dice "beati i poveri di spirito" o anche al fatto che la Madonna non appare a Einstein o a Martin Heidegger ma appare ai pastorelli di Fatima o ai veggenti di Medjugorie che non è che sono dei premi nobel ma la citazione è di duemila anni fa.


La pasticceria culturale

Trovo quindi invece che la spiegazione più adatta per questo nostro tempo è invece che la comunicazione come modalità per unirsi è stata superata dall'evoluzione e come dice giustamente Silvia Montefoschi in un suo scritto dal titolo "La rivoluzione radicale del reale", oggi gli intellettuali o comunque coloro che amano i libri, per costoro ormai che sono più solo narcisisti inteso come antroporiferiti, le biblioteche, le librerie e i libri sono come delle pasticcerie che invogliano a spuntini di dolciumi di vario tipo: libri e altri prodotti culturali come nutrimenti per il proprio narcisismo, o meglio per rinforzare la loro identità antroporiferita che ormai non regge più di fronte alla sfida dei nuovi tempi apocalittici.


La buona novella della "morte dell'anthropos"

Il buon Costanzo Preve pur essendo un pensatore non sapeva questo, cioè non sapeva del nuovo "processo di transumanizzazione" oltre lo stadio della comunicazione ovvero non gli era giunta la "buona novella" del capolinea raggiunto da parte del vecchio processo di umanizzazione e pareva che di questa stupidità ne desse la colpa agli intellettuali stessi ma io invece che sono più comprensivo non ne darei la colpa agli intellettuali che loro poveretti gli hanno insegnato il kamasutra della comunicazione e quindi praticano ciò che gli è stato insegnato fin da bambini, il fatto è che i tempi sono cambiati e la comunicazione praticata solo dalla specie animale-umana da due milioni di anni ora dopo due milioni di anni di pratica del modo di congiungersi tramite la comunicazione, adesso anche la comunicazione ormai è stata superata e non è che è stata superata solo per gli intellettuali ma per tutta la specie umana (quindi anche per me che sarei anche io un imbecille quando comunico, proprio perchè ormai non c'è più niente da comunicare se non per motivi tecnici ovvero di mera sopravvivenza).


Le cinque modalità di congiungersi praticate lungo i tempi storici dai due termini del Principio Dialogico ovvero l'uno e l'altro del discorso (l'Io-Tu) a secondo di che tipo di corporeità in quel dato momento storico li costituiva:

- corpo atomico
- corpo molecolare
- corpo animale (biosfera)
- corpo animale-umano (noosfera o cultura)
- corpo animale-umano già in corso di mutazione verso un oltre-umano (esodo, contro-cultura)

(ATTENZIONE; in questo contesto il termine di "contro-cultura" non va inteso come una nostalgia di un ritorno allo stato primitivo dei selvaggi precedente la civilizzazione. Non è in quel filone di pensiero che ci situiamo con la nostra visione ma il termine di "contro-cultura" qui va inteso nel senso che la cultura è giunta ormai al suo capolinea e va oltre se stessa in avanti in quanto ha concluso la sua missione storica. Il processo di umanizzazione è terminato e si dà avvio a un nuovo processo di transumanizzazione oltre l'anthropos e non in un ritorno alla barbarie di quando il processo di umanizzazione ancora era incompiuto e quindi c'era ancora tanto cammino da fare promuovendo ulteriormente l'evoluzione culturale della specie.)




In sintesi per concludere quanto detto precedentemente


  • Evento Big Bang
  1. Reazione termonucleare 
  2. Sintesi molecolare
  3. Sessualità
  4. Comunicazione
  5. Nuova percezione (sesto senso)  
  • Evento Big Crash