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Dio esiste ed è un progetto presente in natura

L'UNO di cui tanto hanno trattato lungo i secoli e i millenni sia la tradizione di pensiero orientale che la tradizione di pensiero occidentale non può essere altro che un UNO-DUALE perchè altrimenti l'altro UNO altro non è che la vecchia coppia simbiotica soggetto/oggetto, la coppia interdipendente sado-masochista eterosessuale o omosessuale che sia i quali entrambi modelli costituiscono la norma che fa la normalità ovvero la vecchia umanità necessariamente guerrafondaia di cui già a suo tempo aveva trattato il buon Hegel come dialettica "servo-padrone" e poi anche il buon Sigmund Freud che nella nuova terminologia psicoanalitica divenivano la dinamica "transfert-controtransfert".

Attenzione a non equivocare: evoluzionismo non va confuso con il moralismo delle obsolete teologie: l'evoluzionismo infatti non conosce il concetto di "peccato".
Attenzione quindi a non equivocare:  prova ne sia che non si vuole convertire nessuno, soprattutto non si vogliono convertire le masse a differenza dei vetero-rivoluzionari che in quanto atei misconoscevano la potenza del Pensiero Vivente.

Non si vuole convertire nessuno nè soprattutto le masse anche perchè  "Rivoluzionari si nasce e non si diventa".

"Non è sufficiente nascere con il gene mutato perchè poi è anche necessario lavorare alla mutazione."
(Silvia Montefoschi - psicoanalista)

Questa infatti non è una rivoluzione ma è l'ultima rivoluzione.


L'insegnamento della psicoanalisi e la sua trasmissione

La psicoanalisi non insegna nulla, la psicoanalisi è un sapere per cui lo psicoanalista non è chi insegna ma è chi testimonia di un sapere.
Lo psicoanalista è un testimone cioè un martire ma non nel senso che è un eroe, l'eroe infatti considera il suo esempio contro-natura mentre lo psicoanalista considera la sua testimonianza secondo natura, secondo una nuova natura, la nuova natura della nuova e vera umanità, i fondatori del REGNO (specificamente) UMANO.
D'altronde prima o dopo doveva pur accadere.
Così come è accaduto due milioni di anni fa che in un humus di scimmie antropomorfe nascesse la specie homo sapiens sapiens similmente doveva accadere che in un humus di vecchia umanità eroica perchè crocifissa tra natura e cultura nascesse la nuova  e vera umanità non più crocifissa in quanto ha infine riconosciuto la sua vera natura nella nuova natura.
Questo evento e accaduto nel 1895 con Freud e con Jung entrambi però ancora eroi ma che hanno preparato le condizioni ideali per la nascita del prototipo della nuova persona duale non più in croce e non più identificata nell'archetipo dell'eroe malato di protagonismo storico.
GiovanniSilvia ovvero la pura relazione oltre ogni versione di identità ancora storica: la pura relazione oltre la comunicazione e quindi anche oltre la cultura.


LA NUOVA PERCEZIONE OLTRE LA COMUNICAZIONE

"E infine il Pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi"
(GiovanniSilvia)

Troppo difficile?
Ma mica c'è l'ha ordinato il medico di condurre uno stile di vita di tipo psicoanalitico.
Si può vivere anche senza testimoniare che una NUOVA CITTA' è possibile: che la CITTA' DI DIO è possibile.

Cos'è allora la psicoanalisi?
Una psicoterapia?
Ma quale psicoterapia: è una nuova socialità che non nega la libertà e una nuova libertà che non nega la socialità.
La psicoanalisi quale scienza suprema della relazione e quindi in quanto tale anche scienza delle scienze è il grande sì alla socialità e alla libertà uniti in una sola persona duale.

Tomorrow in Jerusalem!
Così e infine Gerusalemme innamorata è stata liberata.


L'evoluzionismo non è contrario al progressismo ma non è progressismo


Esodo!
Sento che è questa la strada. 
Che l'Esodo sia la strada giusta questo è indubbio.
Questo vale sempre se si sia interessati a stare sulla via dell'evoluzione che coincide con la via della conoscenza perchè se uno non è interessato all'evoluzione può fare quello che cazzo gli pare e non c'è nessun problema, se uno non ama l'evoluzione può sempre amare il progresso e va ben così: c'è ne sono tanti in giro di progressisti.
Non è questo o quel particolare della nostra esistenza nel mondo che  bisogna abbandonare ma è il mondo stesso nel suo complesso che bisogna abbandonare. Questo mondo che  ormai giunto al capolinea non può che o stagnare in un progresso fittizio oppure  procedere oltre il mondo stesso e la sua logica relazionale che ovviamente non può che coincidere con l'abbandono del mondo stesso e non si può fare i furbi volendo pappa e ciccia perchè molti cosiddetti rivoluzionari vorrebbero fare i furbetti e ottenere pappa e ciccia ma non si può perchè si impone un Aut Aut ed è per questo che c'è il noto detto della sapienza popolare che recita che costoro "vorrebbero la botte piena  e la moglie ubriaca" o al contrario ma il significato è lo stesso, che "vorrebbero la botte piena e il marito ubriaco" ma non si può. Non è così che funziona la vera realtà.
E' questo il vero problema e anche la strada della conoscenza che io ho sintetizzato con la parola "Esodo".
Questa è l'unica parola d'ordine veramente rivoluzionaria: Esodo, Esodo! Esodo!
Ma non c'è bisogno di invitare gli altri all'esodo. 
Occorre piuttosto dare il buon esempio, essere anche noi testimoni, martiri della rivoluzione, dell'ultima rivoluzione perchè questa che si impone in questo oggi non è più una rivoluzione meramente politica ma una rivoluzione biologica ovvero una rivoluzione veramente radicale in quanto coglie le cose alla radice: non il superamento del capitalismo è il nostro palazzo d'inverno ma il superamento dell'anthropos.
L'immane carneficina nazionalista tra gli stati europei nel corso della prima guerra mondiale e poi il ventennio nazi-fascista ma anche gli anni sessanta e settanta dei movimenti hippy, studenteschi, operaisti fino ai cosiddetti anni di piombo incluso gli esiti totalitari e liberticide delle rivoluzioni russe e cinesi in primis ci hanno vaccinato dal ritentare la stessa inutile strada: "homo hominis lupus" aveva ragione Hobbes e i suoi partigiani più o simili di idee simili ma questo non giustifica una scelta autoritaria anche perchè Hobbes non si riferiva alla vita ma all'anthropos e dunque è l'antropos che va superato e non amato come predicano i cosiddetti buonisti. E' invece la vita, il principio evolutivo presente nella vita dell'universo  che si deve amare e non il suo punto di arrivo che è l'anthropos.

Volontà di tramonto

"Nell'uomo è il suo essere un ponte tra la scimmia e l'oltre-uomo che va amato. La sua volontà di tramonto." (Friedrich Nietzsche)

Se l'ottocento e il novecento ha visto i rivoluzionari prendere come suo obiettivo il sistema sociale capitalistico guidati principalmente da Marx-Engels adesso nel terzo millennio l'obiettivo è l'anthropos o meglio e più precisamente l'antroporiferimento dato che l'anthropos non è tanto la forma umana biologica ma la sua bussola narcisistica che è proprio l'antroporiferimento quale narcisismo non individuale ma proprio di specie.
Non è chi ama sè che è un narcisista mentre i francescani sono altruisti ma al contrario coloro che amano l'umanità sono i veri narcisisti mentre coloro che amano il pensiero vivente in perenne metamorfizzazione non lo sono.
Il Pensiero Vivente non è il soggetto conoscente ma è solo il soggetto riflessivo: soggetto conoscente è il padrone del pensiero, il padrone del significato contro cui giustamente si sono scagliati sia pure solo in termini solo distruttivi e non anche costruttivi le correnti filosofiche del "post-moderno"  e anche quelle del "pensiero debole".
Noi non diciamo che non si debba amare gli schiavi ma che si debba amare i padroni anche perchè sono la stessa cosa: lo schiavo è l'altro aspetto del padrone. Lo schiavo non è ancora un vero essere umano totalmente compiuto ed evoluto: il suo pensiero è reattivo, è dominato dalla paranoia, dal pensiero del nemico e non ha tempo ne è libero di pensare veramente. Lo schiavo è ancora un sintomo e funziona come un sintomo, un sintomo salutare intendiamoci proprio come la febbre quando c'è in corso una infezione ma sempre un sintomo. Lo schiavo non parla ma è parlato.
Lo schiavo proprio come il suo padrone sono stati traumatizzati dal peso della vita materiale e corporea ovvero dalla pesantissima dimensione spaziotemporale della vita orizzontale e vivono ormai stabilmente in un pensiero dicotomico. 

Qui nessuno da giudizi: è l'evoluzione, dalla scimmia all'uomo reattivo e paranoide e poi ancora alla nuova e vera umanità degli ultimi tempi storici che è invece quest'ultima attiva e non più reattiva.
Il cervello umano da non confondere con la mente funziona come un circuito elettronico: input e output, stimolo e risposta  ovvero acting out cioè coazione a ripetere.
La vecchia umanità crede nei burattinai e non sbaglia, non è che è per questo che è paranoide, io stesso ci credo che la storia abbia i suoi burattinai ma ciò che rende gli umani paranoidi è non credere in Dio cioè nel Gran Burattinaio che burattina perfino i burattinai.
Aveva ragione il buon Jean-Paul Sartre quando negli anni del secondo dopoguerra scriveva "Materialismo e rivoluzione": il materialismo non è affatto l'alleato dei rivoluzionari ma piuttosto l'alleato dei padroni. Ma dico io! Si può essere più deficienti?!
Dio!
No, non il signore vecchio che assomiglia a papà natale ma il Pensiero Vivente, il logos che era in principio, i Due dell'Uno da cui tutto ebbe inizio e che tutto è stato fatto per loro mezzo ovvero l'unico uomo  e l'unica donna.
Oggi la rivoluzione, la rivoluzione più radicale che sia mai stata concepita non ha più bisogno delle masse.
Al processo evolutivo non glie ne po' fregà di meno di imbarcare sulla nuova arca di Noè oltre alle coppie-Dio anche tutta la storia dell'evoluzione, il passato dell'evoluzione cioè la storia di dio, il passato della relazione, la storia di colui che è, che è appunto una coppia, la coppia-dio.
La "coppia-Dio" una terminologia che utilizzavo quando ancora non conoscevo bene la scienza della rivoluzione ma oggi so che non si tratta affatto di coppia, la coppia è ancora un retaggio della preistoria della specie umana, non è una coppia ma una persona, sono cioè proprio saldati in un'unica persona ma di tipo duale i gemelli, coloro che si sono fatti simili anzi identici.
Il rischio per coloro che si attardano nel mondo a trattare ancora le bagatelle della terra che, intendiamoci  da evoluzionisti diciamo che solo oggi sono bagatelle ma un tempo erano cose serie,  è che l'astronave arca di Noé, che non è un centro sociale ma il vero luogo della vera socialità, parta senza di loro.
La città di dio, è una città sospesa in cielo, è una astronave che viaggia verso i confini estremi dell'universo e superando perfino la velocità dell luce infine supera tali confini con tutte le conseguenze di cui la nuova fisica quantistica in parte ci ha edotto.
L'Automaton, il Gran Burattinaio, ormai è chiaro, da me vuole solo che io stia con Colei a cui ho dedicato tutte le mie poesie poichè è Lei stessa l'astronave celeste.
La vera patria ci aspetta: Gerusalemme, Atene, Roma, Agrigento o  Siracusa come la si voglia chiamare la città del pensiero altra dalla città del mondo (forse non è senza significato che mia madre Giovanna e il fratello di mia madre che si chiamava Andrea come me siano nati in Sicilia a Gela).
Mia madre non era una persona colta anzi era una povera casalinga ignorante, una povera crista come c'è ne sono tante, ma aveva in sè nel codice del DNA le informazioni degli antenati e il suo compito evolutivo è stato solo quello di passare a una nuova forma di vita le informazioni degli antenati sperando che nella nuova forma di vita queste informazioni si attivassero altrimenti altro passaggio ad altra forma di vita di generazione in generazione ma fortunatamente in me dato "il disagio della civiltà" di freudiana memoria infine le informazioni degli antenati finalmente si sono attivate e pur distante nel tempo e nello spazio ho sentito subito dove abitava la mia simile, la gemella che doveva esserci per forza nel vasto universo, la figlia della rivoluzione francese con sangue militare nelle vene, la normanna discendente di Giovanna d'arco.
Esodo dunque: non a caso Lei sentendosi estranea al mondo si richiuse in monastero.


Un nuovo diluvio universale e la nuova arca di Noè


Ma perchè abbandonare il mondo? Ci si potrà domandare.

Chi c'è lo fa fare?

E' necessario ora più che mai abbandonare il mondo al suo inevitabile destino autodistruttivo perchè la coppia-prima, la coppia-Dio, l'hanno già abbandonato e non sono come tutti i defunti di nuovo nello spazio-tempo nell'Aldilà ma sono in un Oltre proprio da loro inaugurato, e l'Oltre  appunto è un oltre lo spazio e un oltre il tempo.

Quando tra l'uomo e la donna non c'è più distanza e nessun tempo che possa colmare questa distanza unendoli, in quanto sono già definitivamente uniti, allora costoro sono l'Oltre oltre l'Aldiqua ma anche oltre l'Aldilà, in una parola oltre la massa-spazio-tempo.

Nell'Oltre solo le coppie ci vanno e solo le coppie unite in ultime nozze, quando tra l'uno e l'altro della relazione non vi è più alcuno spazio e quindi anche alcun tempo necessario a colmare un tale spazio.

La vita continua più vita che mai anzi ma non più nel mondo che è solo più che un museo preistorico che descrive più solo  quello che è stata la storia della relazione dagli atomi ai batteri fino all'umanità.

E' tempo di andare oltre e di abbandonare il museo preistorico di storia della vita che è ormai divenuto il mondo.

So bene che invece parte di umanità è impegnata a salvare l'umanità ma è proprio questa la follia, tra l'altro una follia che accelererà la guerra.

Abbandonare l'umanità al suo destino conflittuale e non farsi coinvolgere in questa inevitabile guerra.

Inevitabile.

Ecco il senso dell'esodo.

Allontanarsi fino a che si è in tempo.

Allontanarsi dai luoghi di guerra fino a che si può, poi non si potrà più.

Allontanarsi quanto più lontano possibile poichè la grande deflagrazione coinvolgerà anche coloro che si sono allontanati dai luoghi del conflitto cosmico ma non si sono allontanati troppo: anch'essi verranno per forza di cose trascinati a prendere parte al grande e ultimo conflitto.


Una nuova epoca dopo il diluvio





Nel frattempo saluto la mia amica che è stata un destino per me, la mia amica saluto ma anche la fondatrice del monastero carmelitano di Lisieux: "Shalom!" 
Ma è mai possibile dico io che la chiesa che ha fatto santi perfino il papà della mia amica Luis Martin e anche la sua mamma Zelie Guerin non voglia fare santa anche la fondatrice del monastero carmelitano di Lisieux, mère Jenevieve al secolo Claire Bertrand che nel 1838 se ne partì giovanissima da Poitiers sua città natale insieme ad alcune sue amiche per andare a Lisieux e fondarvi questa comunità femminile di clausura tutta dedita alla preghiera, all'adorazione dell'uomo-Dio e al silenzio?
Claire Bertrand che bambina gli altri bambini, che non erano degli ingenui, la prendevano in giro cantandole ridendo "E' innamorata del prete! E' innamorata del prete!" e lei diventava tutta rossa perchè avevano scoperto il suo segreto.
Teresina la mia amica che ha vissuta con 25 monache dal 1889 fino al 1897 scriveva:
"Oh come vorrei un monastero per me sola!"
Solo una monaca, una sua vera simile l'ha aiutata, nessuno ha aiutato la mia amica nel suo calvario corporeo e mentale, neanche le sue sorelle di sangue l'hanno aiutata nè potevano aiutarla dato che non potevano capirla essendo Thèrèse troppo evoluta per loro. 
Così si limitarono a dirle creandole ancora più problemi invece di aiutarla:
"Non ci pensi, non ci pensi: è il diavolo."
Claire Bertrand diceva alla mia amica che viveva in un grande tormento spirituale:
"Shalom! Pace! Viva nella pace suor Teresina. Shalom!"
Solo per questo onore a te grande fondatrice 
tu che sei stata un cireneo per la mia amica Cristo-donna
aiutandola a portare la croce.
Onore a te Claire.
Sempre ti sarò riconoscente a nome della mia amica.
Shalom!

Cosa aspettano a farla santa?!
Cosa aspettano?!
Tanto ormai i protestanti l'hanno già accusata la chiesa cattolica di non essere una vera chiesa cristiana ma ormai una chiesa pagana con troppi dei e non credo proprio che adesso i figli di Lutero cambieranno idea.

Si
si tanti dei
e tante dee
tutte e tutti 
a immagine e somiglianza dell'unico Dio Vivente
i Pensiero Vivente
il Logos che era in principio
la relazione prima 
tra l'uomo-Dio e la donna-Dio

Viva la mia amica e anche l'amica della mia amica.



ESODO!


"Abbandonare l'anima e poi abbandonare anche il corpo"
(Silvia Montefoschi - biologa e psicoanalista)

L'Automaton nella vita umana gestisce e amministra la vita tutta



PRESENTAZIONE: Questo articolo è una bomba da far tremare gli edifici dell'universo.
Verrebbe proprio da presentarlo alla vecchia maniera ottocentesca come ai tempi delle prime rivolte contro gli effetti collaterali della prima rivoluzione industriale anche se noi, non essendo particolarmente legati alla nostra pellaccia, pur non essendo contro il progresso preferiamo dichiararci evoluzionisti e assolutamente non progressisti: l'evoluzione infatti è più del progresso. Anche altri sono contro il progresso ma a differenza di noi il motivo per cui non amano il progresso è che invece amano la vita pacifica: noi invece amiamo l'evoluzione anche a costo della morte:

Siam pronti alla morte sì
ma non per la patria
ma solo per Dio.
Dio è più della patria
Dio è il Pensiero Vivente
il Pensiero Vivente
che viene da lontano e lontano va
che tutto attraversa
che tutto assolve
tutto risolve
e infine tutto dissolve"

Uno spettro si aggira per l'universo
è lo spettro del dialogo oltre la dialettica

i filistei del sistema uomo
maschi o femmine che siano
sono atterriti e spaventati da un simile sconvolgimento della quiete pubblica
non sanno come difendersi
e scappano chi a destra chi a sinistra
in un si salvi chi può
ma non c'è più scampo
è proprio il pavimento questa volta che non c'è più
questa non è una rivoluzione come le altre
questa è l'ultima rivoluzione
ed è il pavimento che non c'è più.

Potrebbero scappare dal tetto
questo si
perchè dal tetto solo si potrebbe vedere il disegno del labirinto
ma non hanno le ali.

Come ai tempi ormai lontani del coronavirus
non si sono premuniti per tempo
non ci hanno pensato
così vivevano di memoria
ignari che oltre alla memoria
la vita è fatta anche di eccezioni.

Poveri loro
che cosa si inventeranno adesso
per superare un tale terremoto dei loro schemi mentali che se ne vanno in frantumi?
Protocolli cosiddetti scientifici supercollaudati questo sì
ma ormai inservibili.
Che potranno fare
che potranno ancora fare
visto che loro amano fare, fare, fare
nel nuovo scenario apocalittico?

Una bella rissa?
Una rissa mondiale?

SOMMARIO: dai vecchi cinque sensi come strumenti di orientamento nel discorso di verità al nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente




L'Automaton nella vita umana gestisce e amministra la vita tutta 

Noi pensiamo che si debba gestire la vita, la vita sociale, la vita umana ma l'Automaton gestisce nella vita umana tutta la vita.
Noi siamo il pensiero, la parola della vita tutta.
Noi crediamo di pensare in nome nostro ma in noi è la vita tutta, la vita tutta che pensa in noi.
Le galassie pensano ma non parlano.
Le stelle pensano ma non parlano.
Le piante pensano ma non parlano.
Gli animali pensano ma non parlano.
Eppure tutte queste forme della vita cioè forme del pensiero divenute statiche, cioè fermatasi in forme concluse, pensano invece e parlano in noi.
Siamo noi che gli doniamo non tanto il pensiero quanto piuttosto gli doniamo la parola.
Tutte queste forme del pensiero  e i noi che proseguono a pensare quel pensiero che in loro si interrompe.



Gli animali pensano
Gli esseri umani oltre a pensare sanno di pensare.
La nuova e vera umanità invece rispetto a queste precedenti forme del pensiero non solo pensano come gli animali, non solo oltre a pensare sanno anche di pensare proprio come la vecchia umanità dalla soggettività ancora individuale ma sanno anche di essere solo il pensiero e niente altro che il pensiero stesso che loro incarnano e che incarnano non nel senso di consustanziali al Dio ma nel senso di identici al Dio che è più che sostanziali: di une nuova  identità si tratta quindi, di una identità non più individuale.



Il processo di umanizzazione ossia il pensiero in difesa della forma umana che ci ha condotto dalla vita nelle caverne alla vita nelle grandi metropoli è terminato definitivamente ed è iniziato il processo di transumanizzazione e mentre le galassie, le stelle, le piante e gli animali sono funzionali alla forma umana, ed è per questo che le vecchie forme del pensiero persistono ancora, cessano invece di essere funzionali alla nuova e vera umanità che vive più solo di relazione, dell'unica relazione tra Dio e l'Altro Dio consapevoli di essere i due aspetti dell'unico Dio Vivente che è il Pensiero quale infinitamente pensante.






Si dice che l'amore è l'amore per gli altri.
Non esiste altro ALTRO che la DONNA che è Dio ma la donna umana non è la donna vera: crediamo che questa sia la donna vera cioè la donna dio ma questa è solo il riflesso del suo riflesso di sè fuori di sè come altro da sè.
La donna vera non sta fuori, fuori c'è solo la donna preistorica, l'animale umano declinato al femminile.
Ma che cos'è l'animale umano declinato al femminile?
Altro non è che il passato evolutivo, la storia della Donna Dio.
L'uomo è una cosa, la donna è un'altra cosa, ma l'uomo e la donna uniti sono tutta un'altra cosa ancora, si tratta di un vero salto di qualità come insegnano le scienze biologiche: "Un organismo vivente non è la somma delle sue parti."
In questo senso un uomo+ una donna non fanno una coppia ma Dio stesso.
Un uomo solo è un dio declassato ossia solo in potenza.
Una donna sola anch'essa è un dio declassato ossia solo in potenza.

Dalle particelle instabili di materia-antimateria
 alle particelle stabili polarizzate positive-negative
fino al monopolo-dipolare dall'identità stabilissima cioè i gemelli.


Se sappiamo tutte queste cose.
Se siamo arrivati a capire tutte queste cose, lo dobbiamo principalmente al lavoro di Giovanni Evangelista che ha posto le basi teoriche con la sua concezione dell'archè, concezione che a sua volta lui deve in parte agli ebrei eterodossi della comune ebraica nata intorno ai rabbini madre e figlio Myriam-Jeschua di Nazareth e in parte ai greci.
Lavoro questo che ha attraversato tutta la storia del pensiero in questi ultimi duemila anni più o meno esotericamente o essotericamente per riemergere in tutta la sua potenza nel 1895 con il lavoro di Sigmund Freud e della storia centenaria della psicoanalisi sul transfert e la proiezione che ci ha liberato sia dalle filosofie non evoluzioniste, sia dal buonismo.
L'evoluzione non vuole farci divenire buoni ma è come una scuola per un divenire Dio.
Solo Dio è veramente buono mentre gli altri vogliono solo difendere il proprio orticello ma chi vuole difendere il proprio orticello è sempre un guerrafondaio più o meno in incognito.
Siccome però sono tanti quelli che vogliono difendere il proprio orticello ossia che non vogliono pensare perchè non credono che la vita è solo il pensiero, vengono in contrasto tra di loro dandosele di SANTA RAGIONE ossia l'AUTOMATON li costringe a pensare anche se non vogliono pensare ma vogliono solo difendere il proprio orticello e anche se si mette un coperchio sulla pentola che ribolle noi sappiamo che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
L'unico coperchio possibile è la conclusione NATURALE della guerra con la nascita della nuova e vera umanità.
Noi comunque non siamo come Gabriele d'Annunzio e i futuristi che enunciavano "Viva la guerra, igiene dell'umanità, viva il movimento, la velocità" dopodiche si immergevano nel dissidio.
Noi no siamo dialettici ma dialogici dunque non dobbiamo immergersi nel dissidio anche se questo ci coinvolge ma dobbiamo sottrarcisi tramite la fuga, l'esodo dall'universo.
Intendiamoci, non facciamoci illusioni: dal palazzo dello sport, come diceva un sogno e quindi nel linguaggio onirico, dal palazzo dello sport si può fuggire solo attraverso il tetto, in verticale.
Tutti verranno coinvolti e solo coloro che avranno iniziato a scappare già per tempo verso i confini estremi dell'universo forse, forse riusciranno a non essere coinvolti dalla grande esplosione che PROIETTERA' I SUOI F R A M M ENTI fin agli estremi confini dell'universo.
Poi ci sarà il silenzio.
E sarà un nuovo inizio.
Ma non lo stesso inizio poichè sarà solo la vita di Dio, la relazione pura, il pensiero puro.
La fine della dinamica proiezione-rimozione ossia la fine dei tre regni ancora materiali.
Dalla mediazione alla nuova immediatezza: l'immediatezza riflessiva o nuova spontaneità allorchè si sarà consumata ogni residuo di fantasia simbiotica.
Il due è due, irreversibilmente due dopo il peccato originale ma questo due è uno anzi è il vero uno e non il falso uno prodotto dalla coppia soggetto-oggetto.
La storia dell'universo? Dallo pseudo-uno cantato da quei (censura!) e tossicodipendenti dei cantanti e poeti al vero uno cantato da Freud, Jung e tutti gli altri ultimi rivoluzionari.


  • Gli animali pensano
  • Gli esseri umani oltre a pensare sanno di pensare
  • La nuova e vera umanità pensano, sanno di pensare ma soprattutto ripongono la loro intera identità nel sapere di essere solo la persona del Pensiero stesso

Nessuno vuole negare che anche l'individuo singolare e la sua proprietà incluso lo spirito di competizione abbiano svolto una funzione evolutiva ma oggi lo scenario storico è cambiato e si può, per la prima volta nella storia  si può voltare pagina e cambiare musica. Oggi è in atto underground un processo di disappropriazione che è anche un processo di spersonalizzazione che darà nascita al vero individuo, l'unico individuo che pur avendo tanti nomi sarà sempre l'unico individuo,  che è l'intero perchè l'intero o è Due pur essendo Uno oppure non è l'intero vero.

Di sintesi in sintesi


  1. IN PRINCIPIO ERA L'INTENZIONE
  2. l'intenzione si attua e nasce simultaneamente sia l'Uno che il Due (SINGOLARITA' ORIGINARIA)
  3. segue l'evento BIG BANG della grande frammentazione (rimozione e nascita dell'inconscio universale)
  4. inizia il processo di sintetizzazione (dialettica dello spirito hegeliana nel noumenico e dialettica della natura engelsiana nel fenomenico) che è anche un processo di soggettivazione progressiva che frena soltanto ma non cambia la direzione esplosiva e espansiva dell'uni-verso: REAZIONE TERMONUCLEARE
  5. SINTESI MOLECOLARE
  6. SESSUALITA'
  7. COMUNICAZIONE (con la nascita della specie umana ovvero del primo simbolo che dà avvio al processo di simbolizzazione progressiva e quindi alla dialettica della storia la direzione esplosiva ed espansiva dell'universo non solo viene frenata ma viene addirittura invertita in senso implosivo)
  8. NUOVA PERCEZIONE (il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente) - Infatti dopo Hegel e dopo il dopo Hegel (soprattutto la critica esistenzialista (da Marx Stirner a Kierkeggard e Nietzsche: critica all'hegelismo e al marxismo che è anch'esso una versione dell'hegelismo, in difesa invece delle ragioni dell'individuo e dopo anche la critica al pensiero forte svolta dal post moderno e dal cosiddetto pensiero debole alle grandi narrazioni come reazione salutare ai padroni del pensiero e ai totalitarismi) inizia con Sigmund Freud e la storia della psicoanalisi l'ultimo brano della storia dell'universo e il suo sprint finale della dialettica unitaria verso il dialogo oltre la dialettica ma Marx non può più muovere alla psicoanalisi lo stesso rimprovero da egli mosse a Hegel con le sue famose "Tesi su Feurebach" dove diceva "i filosofi finora hanno solo interpretato il mondo in modi diversi ma si tratta invece non di interpretarlo ma di trasformarlo" dato che la psicoanalisi è si teoria, la teoria del transfert, rimozione, ritorno del rimosso ma è anche prassi, una prassi che ha comunque fatto tesoro della lezione nietzschiana proprio sull'interpretazione:

"Non esiste affatto un testo ma solo interpretazioni e interpretazioni di interpretazioni" 
(Friedrich Nietzsche)

Dalla preistoria dell'Essere all'Essere Vero



Chiaro no il discorso?!
Dal vecchio archetipo obsoleto dell'eroe malato di protagonismo nella storia (il cristo in croce)
al nuovo archetipo dell'ultima coniunctio tra l'aspetto maschile e l'aspetto femminile dell'unico Dio Vivente, il Pensiero inteso come l'Infinitamente Pensante.

Testimone e quindi anche incarnazione del logos che era in principio

il sapere originario rimosso
 l'inconscio universale
e il ritorno del rimosso



E' vero come sosteneva il greco Eraclito di Efeso prima ancora dell'ebreo Giovanni vescovo di Efeso che l'Archè è il Logos ma Giovanni ha precisato che l'archè, è vero che è il rapporto ma che tutti i rapporti ovvero tutte le relazioni sono derivati e sono state generati dalla relazione che era in principio e che quindi la molteplicità deriva dall'Uno ma da un Uno che a sua volta come tutto che è a sua immagine e somiglianza è un Due per cui in principio era l'Uno-Duale.


In questa nuova rivisitazione giovannea della teoria del Logos c'è presente anche tutta la concezione psicoanalitica dell'Essere che è stata necessaria per realizzare il "ritorno del rimosso" ma non di un rimosso personale nè collettivo ma proprio universale.
Giovanni inoltre è colui che ha colto come anche se tutto è incarnazione del Logos (perfino i dinosauri sono incarnazione del logos ovvero anch'essi discorso biologico scritto con l'alfabeto del DNA di solo quattro lettere, la cosiddetta dialettica della natura che poi prosegue anche come dialettica della storia) solo nel rabbino di Nazareth questa incarnazione del logos che era in principio si è fatta consapevole di sè e quindi lui ne dà testimonianza non al mondo (una vera e inutile perdita di tempo e energie) ma solo ai suoi (come infatti divenuto più adulto e quindi più maturo infine comprese anche se ormai era troppo tardi per salvare la pelle: vuole dire che Gesù la prossima volta che rinasce si farà più furbo. Mai dare le perle a cani e porci).

"Padre io non ti prego per il mondo ma solo per coloro che tu mi hai affidato." (Giovanni, 17)

Dove il Padre è proprio il Pensiero Vivente, il Logos che era in principio, che era, che è  e che sempre sarà  la vita alla più alta potenza energetica.
Il Logos che era in principio e che ancora splende nelle tenebre proprio come la chiesa giovannea che entrata in clandestinità è rimasta sempre presente nel mondo per duemila anni.

Tra le prime comuni dei nazareni vanno annoverate le sette stelle dell'Asia minore
 ovvero le sette chiese dell'Asia Minore che ebbero come vescovo e guida il teologo per antonomasia:
è stata questa fino al raggiungimento di cento e passa anni la diocesi di Giovanni apostolo ed evangelista
 oltre che autore della nota Apocalisse.

Giovanni infatti è il "testimone" cioè il "martire" a causa di questa testimonianza per cui non può in alcun modo far finta di non sapere: egli sa e non può rimuovere un tale sapere.
Giovanni infatti non si faceva chiamare "maestro" ma "testimone".
Una testimonianza questa che lo condanna a morte: egli infatti a causa di un tale sapere e per il fatto stesso che sa, è già morto al mondo.


La tomba dell'ebreo-greco Giovanni vescovo di Efeso in Asia Minore nell'odierna Turchia.

Giovanni il veggente

Giovanni il veggente e la nuova genealogia: il Santo Graal o sangue reale.
La rivoluzione, l'ultima rivoluzione beninteso che è solo logica e non politica, infatti non può essere che biologica ovvero non è questione di libri letti ma di genealogia, di una nuova informazione presente nel DNA fin dalla nascita ma malgrado ciò "non basta nascere con il gene mutato perchè poi bisogna anche lavorare alla mutazione" (Silvia Montefoschi) perchè tale mutazione presente solo come potenzialità infine si attui.
Da allora i giovannei hanno fatto tanti figli sparsi per il mondo e presenti in ogni continente oltre che essendo ormai molti di questi defunti tra cui lo stesso Giovanni, costoro sono tuttora  presenti anche nell'Aldilà come extraterrestri ovvero colonizzatori dei tanti pianeti dell'universo ("le tante dimore del Padre" di cui a suo tempo parlava Giovanni mettendo in guardia sai dalla morte seconda sia dal peccato contro lo spirito che non è una disubbidienza ma un rinnegamento della dimensione del noumenico a favore della dimensione del fenomenico riconosciuta come l'unica reale).



L'interpretazione della storia

La chiave interpretativa che sola può permettere di comprendere la storia,il suo senso, la sua direzione: l'ermeneutica della storia dell'universo.


IL REALE TUTTO ALTRO NON E' CHE IL DUE E LA CONSEGUENTE E DERIVATA STORIA DEL DUE

Poi la storia del Due con l'oblio scompare ma rimane il Due.
La vita infatti non è la storia della vita ma è proprio la vita cioè il Due.
Ecco spiegato perchè l'apocalisse non coincide anche con la fine della vita ma semmai e al contrario, venendo meno al Due la zavorra della sua storia (la storia del Due), coincide con l'inizio della vera vita alla più alta potenza (l'essere vero) come non è mai stata all'interno della storia evolutiva della vita (la preistoria dell'Essere).

Il due non è una astrazione ma è un vero essere vivente: lo chiamiamo "due" perchè pur essendo un soggetto e quindi una vera e propria persona vivente tuttavia non è una persona singolare come siamo noi o forse è meglio dire "come crediamo di essere noi" ancora fissati a una identità individuale, ma è un soggetto duale che solo alla fine della storia dell'universo e quindi solo al termine della "psicoanalisi universale" viene a sapere di essere "due" e per di più viene a sapere di essere IRREVERSIBILMENTE due proprio come è anche IRREVERSIBILMENTE uno.

Andrebbe detto che è più corretto dire che non è che al termine della storia dell'universo viene a sapere di essere due ma che al termine della storia dell'universo avviene quell'evento che la psicoanalisi ha sempre chiamato "RITORNO DEL RIMOSSO". L'inconscio, l'inconscio universale è infatti la rimozione di un sapere e il sapere che è stato rimosso è l'identità del due: ecco spiegato perchè gli umani attuali sono convinti di essere dei soggetti singolari, ma sarebbe più corretto parlare di "fissazione" a una identità ancora individuale.

Già in Giovanni Evangelista troviamo una prima intuizione di questo sapere che è veramente apocalittica stante che "apocalisse "significa" rivelazione.

Nel primo brano qui di seguito c'è l'intuizione chiara e nitida che l'origine è proprio il Due e che ciò che segue, la storia, altro non è che la storia del Due ma in entrambe le affermazioni giovannee c'è anche la consapevolezza che questo DUE è anche un UNO.

Questa consapevolezza viene raggiunta dall'umanità nella persona del solo Giovanni, il più evoluto di tutti gli umani, già duemila anni fa e da allora si inscrive nel DNA di coloro che sono la discendenza giovannea (sia per via carnale padre-figlio/a, sia per via della relazione maestro-allievo/a).
Così possiamo dire che le tre culle della storia della specie umana sono:

1. il Kenia (Africa) per ciò che concerne l'homo abilis (SRI: soggetto riflessivo individuale che riflette il mondo esterno)

2. il Sud-Africa per ciò che concerne l'homo sapiens-sapiens che noi oggi chiamiamo anche "vecchia umanità" (SRI: soggetto riflessivo individuale che comincia a riflettere oltre al mondo esterno come nella figura sociale del "tecnico" anche il mondo interno come nella nuova figura sociale del "filosofo")

3. Palestina (la nuova e vera umanità in cui avviene l'evento del ritorno del rimosso e nei quali un tale sapere si stabilizza sempre più: da Giovanni (SRsI: soggetto riflessivo super-individuale) a GiovanniSilvia (SSR: soggetto super-riflessivo)

Qui di seguito la grande intuizione giovannea quale rivelazione che costituisce l'inizio della fine del mondo.
Il mondo infatti coincide con la visione del mondo che il mondo ha di sè, pertanto se tale visione si trasforma è il vecchio mondo che scompare nel momento stesso che quella vecchia visione cessa di essere pensata ovvero non trovi più nessuno che la pensi. Questo accade proprio perchè il simbolico non è altro dal reale ma è il reale stesso.

1. IL DUE

In principio era il pensiero (Logos - Verbo - Dialogo - Relazione)
e il pensiero che era in principio
in principio era ancora PRESSO il Dio

(Giovanni Evangelista)

2. LA STORIA DEL DUE

Tutto ciò che è venuto ad essere
è venuto ad essere per mezzo di questo Logos che era in principio
che era PRESSO il Dio
e che era il Dio

(Giovanni Evangelista)



ATTENZIONE  ai sempre possibili equivoci


Il discorso qui svolto non vuoel essere un discorso ideologico ma biologico e proprio per questo ci pare molto più convincente  e reale la tesi del teologo cattolico Karl Ranher che ha elaborato il concetto di "cristiani anonimi": infatti ci vuol ben altro che un battesimo di acqua per appartenere a quella che Giovanni nelle sue due opere "Atti di Giovanni" e "Apocrifo di Giovanni" chiama "ultima generazione", "la generazione che non vacilla" e che riconosce il "Principio Di Opposizione" come il vero  Dio del solo mondo (pseudo-logos) altro dall'anch'egli vero Dio del tutto che è il "Principio Dialogico" (il logos che era in principio).

La gran rabbina di Nazareth Miryam e il Santo Graal: la nuova Eva e la nuova stirpe


Figlia di Gioachino e Anna, ebrei praticanti, i suoi genitori la misero a studiare teologia presso i dottori della legge al tempio di Gerusalemme.
Inevitabilmente si innamorò del suo maestro in cui vedeva Dio stesso, il suo aspetto maschile, così all'insegnamento teologico seguì l'8 dicembre ovvero l'amplesso totalmente disinteressato.
Divenuta ragazza madre, la grande teologa siccome non era scema ma oltre che colta era anche furba e per certi aspetti anche più di suo figlio ch'era invece troppo buono, così la nuova rabbina eterodossa riuscì a trovare un Giuseppe per salvare la faccia di fronte ai pregiudizi degli ebrei più tradizionalisti retrogradi e legati più alla lettera che allo spirito.
Il resto della storia la conosciamo tutti: era imparentata con Elisabetta figlia del sacerdote Zaccaria che la riconobbe come la madre del nuovo Messiah che il popolo dell'esodo aspettava. A sua volta Elisabetta  diede alla luce Giovanni il Battista che fu il primo a  riconoscere il figlio della rabbina di Nazareth a sua volta rabbino eterodosso come il nuovo Messiah e fu proprio Giovanni il Battista che aveva come allievo Giovanni futuro evangelista a invitarlo a seguire Jeshuà di Nazareth come nuovo maestro.



I due volti dell'unico Dio


"Giovanni questa è anche la tua origine" e Giovanni la tenne (l'origine della nuova coscienza) presso di sè a Efeso come l'aspetto femminile dell'unico Dio Vivente.


Dopo 2.000 anni il ritorno di Giovanni e la nuova Maria

Giovanni ebreo di cultura ebbe l'intelligenza dovuta al suo amore per lo spirito più che alla purezza della lettera, di fare propria anche la ricchezza sapienziale della grande e altrettanto antichissima civiltà greca ed è per questo che noi lo definiamo anche l'ebreo-greco.
Dopo la sua morte avvenuta a tarda età e ultracentenario, Giovanni rimase in contatto tramite la telepatia con i terrestri. Tanti sono infatti i terrestri e le terrestri che con lui dialogarono per portare avanti l'evoluzione del pensiero tra i quali ricordiamo tra i più famosi e più improbabili: lo scienziato Isaac Newton e il filosofo ma anche teologo Hegel.
Giovanni però e infine riuscì a realizzare l'ultima coniunctio (altra dalla coniunctio una tantum) con l'aspetto femminile di Dio di cui egli stesso incarnava il suo aspetto solo maschile dando così i natali a un nuovo archetipo, l'unico archetipo che oggi in questo ultimo scenario storico sia ancora vivente: l'archetipo dell'ultima coniunctio il cui prototipo sono proprio GiovanniSilvia.
Con la nascita di qeusto archetipo la stessa coscienza cristica si può riporre in soffitta essendo la coscienza cristica ancora l'aspetto sia pur il più evoluto dell'ormai vecchio archetipo dell'eroe. Cristo infatti è l'ultimo eroe.
Silvia, è così che si chiama l'ultima Eva ma malgrado i tanti nomi assunti nel corso della storia è sempre lei, l'unica donna dai tanti nomi.
Lilith, Eva, Miryam, Silvia: in ogni caso sempre dell'aspetto femminile dell'unico Dio Vivente si tratta.



La conquista dell'identità puramente relazionale

Dalla storia alla relazione
- una presentazione dell'autore di questi articoli sulla storia dell'universo -


Innamorato dalla nascita: l'ultimo di una lunga staffetta









A seguire alcune immagini tratte dal film della mia vita ovvero proprio quella storia che quindi occorre abbandonare senza nostalgia alcuna per nuovi lidi che consisterebbero proprio in quella relazione che era in principio, che è e che sempre sarà: la Vita Eterna.
Chi è ancora nell'uni-verso va ancora verso l'Uno ma chi è già nell'Uno non va più verso l'Uno.

LA COSCIENZA CRISTICA
 (il vecchio e obsoleto archetipo dell'eroe)

Santa Maria di Castello (Genova): "Eli Eli lamma sabactani"


Il RITORNO DEL FEMMINILE DI DIO







FORBIDDEN

IL SOCIOLOGISMO


VERSO L'INCONTRO



Il superamento del sociologismo ovvero la critica dell'antroporiferimento


L'INCONTRO: LA NUOVA COSCIENZA UNITARIA OLTRE LA COSCIENZA CRISTICA
(l'archetipo dell'ultima coniunctio oltre l'archetipo dell'eroe)


L'INFRAZIONE DELLA LEGGE
(la caduta del Muro di Berlino)



DALLA CONIUNCTIO ALL'ULTIMA CONIUNCTIO

Dopo la reazione termonucleare la nuova sintesi molecolare
dopo la sintesi molecolare l'unione tramite la  sessualità
dopo la sessualità la comunicazione
dopo la comunicazione: l'uomo, la donna e la vita eterna.


IL PARTITO DELLA RIVOLUZIONE E L'ASSALTO AL CIELO



Il vero Dio: l'astuzia della storia

Conclusioni

Per una ERMENEUTICA DELL'AUTOMATON
 (il DIO-NECESSITA' chiamato dai religiosi DIVINA PROVVIDENZA
e dai fisici quantistici PRINCIPIO DI SINCRONICITA')

Giunge così al suo capolinea la storia del lavoro umano e del lavoro non-umano che si conclude proprio con la scomparsa definitiva della divisone del lavoro tra il maschile  di dio e il femminile di dio.
Divisione del lavoro tra uomini e donne che era stata necessaria proprio ai fini di portare ulteriormente avanti il processo evolutivo ma divenuta infine obsoleta e più solo un retaggio della PREISTORIA dell'ESSERE e che continuava solo per abitudine, pigrizia, memoria, ricordo di ciò che la vita è stata e che già non è più.
Scomparsi i ruoli di attivo/passivo il Pensiero Vivente può così procedere ulteriormente oltre la sua preistoria.


"Il finito
proprio perchè finito
non può mai finire
ma può solo scomparire
tuttavia quando scompare
scomparirà in assoluto
per non più ritornare."

(Silvia Montefoschi, biologa specializzata in genetica e medico-psicoanalista)