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Il processo di destabilizzazione progressiva del SRI



Gli dicevo (tra la saggistica  e la poesia)

Teresina a me ovviamente e va da sè
il fatto di stare insieme a te non mi scandalizza affatto
anche se per il mondo è una follia
ma si sa il mondo è ignorante
(non ho detto "cattivo" ma "ignorante")
più che la tecnica non conosce
e della medicina  sa poco o niente
forse solo di veterinaria sa qualcosa
o forse i medici-filosofi o i medici-teologi ne sanno qualcosa di medicina ma neanche loro
tuttavia c'è qualcosa del nostro rapporto che perfino a me mi scandalizza
anche se poi riflettendo ne convengo e non mi scandalizza più
anche se permane in qualche maniera anche per me un senso di stranamore
ma nel mio caso essendo naturale per me stare insieme a te poi sempre riflettendo trovo anche questo naturale
ma nel mio caso è solo l'abitudine o meglio la non abitudine a stare insieme a te anche se è dal 1989 che sto insieme a te ma appunto solo dal 1989 e non dalla nascita che mi fa sentire questo nostro rapporto come una stranezza

un'altra causa può essere il cattivo esempio degli umani del mondo
ma non si può pretendere questo altrimenti il lavoro psicoanalitico l'avrebbero fatto tutto loro, i mondani e non avrebbero aspettato noi i genialoni

ebbene arriviamo al dunque
cosa è che ancora mi scandalizza della nostra relazione?
Cioè che me la fa sentire una stranezza e non qualcosa di normalissimo?

Il fatto che lo stare insieme a te non è un mezzo ma un fine
ovvero io non sto con te per raggiungere chissà quale obiettivo, un qualche scopo ben preciso
foss'anche uno scopo terapeutico o psicoanalitico che dir si voglia
visto che lo stare insieme a te funziona anche come l'andare in psicoanalisi essendo il nostro uno stile di vita psicoanalitico
dato che io per stare insieme  a te non posso in alcun modo utilizzare i vecchi cinque sensi ma sono costretto a attivare e quindi utilizzare il nuovo e rivoluzionario sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente pena non percepirti affatto in alcun modo

ebbene ciò che ancora mi scandalizza
è che il mio stare insieme a te non è un mezzo ma un fine
e cioè che il fine di stare insieme a te
lo scopo e la meta del mio stare insieme a te
è proprio lo stare insieme a te
così se mi domandassero:
"Che cosa ci hai guadagnato a stare insieme a Thérèse Martin?"
Dovrei rispondere:
"Ci ho guadagnato che sto con Thérèse Martin."
Tutto qua nulla di più  e nulla di meno.

Non è che poi io vado in paradiso
stare insieme a te è già il paradiso
e foss'anche avessi tanti dolori psichici o anche fisici
e fossi all'inferno
lo stare insieme a te sarebbe comunque e in ogni caso sempre  il paradiso
il paradiso infatti non è un luogo ma una persona
il paradiso è un "tu".

Paradossalmente mi accorgo che sono giunto a una conclusione
completamente opposta a quella dell'autore dell'opera teatrale
"L'inferno sono gli altri" di Jean Paul Sartre.

Aggiungo per completezza che in questo mio scritto mi sono censurato in parte e cioè non ho voluto parlare in nessun modo della controrivoluzione anche perchè meno se ne parla meglio è perchè non aspettano altro che di loro si parli dato che mancano di Essere.

A conclusione di questo mio scritto mi viene anche da pensare alle tante critiche che vengono mosse da più parti alla psicoanalisi: che è stregoneria, una pratica magica da ciarlatani, che funziona proprio come un qualsiasi placebo, che non è scienza vera ma una organizzazione mafiosa, una corporazione per fare soldi per cui il sommo bene è solo una psicoanalisi interminabile.

Come spesso capita si butta via il bambino con l'acqua sporca proprio come quelli che parlando male dei preti parlano male anche della religiosità.

E certo che se la gente va in analisi per ottenerne un qualche guadagno è ovvio che poi la psicoanalisi non funziona.
Che cos'è la psicoanalisi?
E' un modello relazionale e quindi anche uno stile di vita
una tensione e un impegno a trascendere l'interdipendenza nella direzione dell'intersoggettivtà che non è vera intersoggettività se non è intersoggettività radicale.
Hanno quindi anche ragione le critiche alla psicoanalisi provenienti dalla cosiddetta estrema sinistra o comunque dai movimenti cosiddetti radicali che accusano la psicoanalisi di essere una scuola di formazione per i nuovi padroni dell'avvenire.
Hanno ragione in qualche modo perchè la psicoanalisi a meno di non tradire proprio la sua vera vocazione non può essere una tecnica per puntellare il vecchio SRI (soggetto riflessivo individuale)
La gente interessata alla psicoanalisi deve rendersi conto che di padroni ne abbiamo già fin troppi e che quindi non abbiamo di bisogno di un padrone in più sia che sia un padrone con i pantaloni o un nuovo padrone in gonnella
perchè che abbia i pantaloni o la gonnella sempre padrone è.

Si potrebbe allora obiettare:
"Ma se non si deve andare in psicoanalisi per guarire allora per che cosa ci si deve andare?"
Semplice: in psicoanalisi si va per stare con l'analista.
"Ma allora ho tanti amici e amiche che mi frega di stare con l'analista?!"
E infatti l'Altro è sempre l'analista.
Ciò che fa una relazione psicoanalitica non è una laurea in mediccina o in psichiatria anche se queste certamente male non fanno ma è:

1. la relazione con l'Altro

2. la presenza della  tensione in entrambi e l'impegno a trascendere  il loro essere calati invece in "una relazione normale" cioè "interdipendente" vale a dire nella dialettica naturale perchè bestiale servo-padrone detta anche sado-masochista che  è una goduria beninteso perchè come dice il detto "l'amore non è bello  se non è litigarello" che in termini psicoanalitici si chiama dinamica transfert-controtransfert.
In questo impegno il paziente non è esentato ma deve aiutare l'analista e così ovviamente l'analista evidentemente ma non spetta a loro di giungere al successo perchè questo del successo è compito dell'Automaton.
Perchè  compito dell'Automaton?
Perchè il processo psicoanalitico è in natura e cioè Freud non l'ha inventato ma l'ha scoperto proprio come Cristoforo Colombo che non ha inventato l'America.
I due analisti (questa è la terminologia corretta) non devono far nulla oltre a metterci l'impegno dopo di chè E' LA NATURA STESSA CHE FA IL SUO CORSO.

Non sono i movimenti radicali o di estrema sinistra che vogliono superare la dialettica servo -padrone ma E' DIO CHE LO VUOLE.
Dio farà piazza pulita di tutto il vecchiume della storia.
Dio ovvero l'Automaton, il principio di sincronicità, la divina provvidenza, il processo di individuazione universale.

Si dirà:
Allora i padroni devono cominciare a tremare?
Certo e anche i servi
perchè sappiamo che goduria si prova a fare i servi
cioè i padroni dei padroni i quali sempre ricattabili dai servi vorrebbero ammazzarli tutti i servi
ma non possono perchè i padroni sono alle dipendenze dei servi e senza servi schiatterebbero
sono i servi infatti che li fanno essere
e senza servi non sarebbero.
Proprio per tale motivo è così potente la dinamica transfert-controtransfert
talmente potente che c'è chi l'ha anche chiamata una tale dinamica con il nome di "principio di realtà"
ma il filologo tedesco grecista e latinista Friedrich Nietzsche ci ha aperto gli occhi:
"Non esiste un testo ma solo interpretazioni

e interpretazioni di interpretazioni" (Friedrich Nietzsche)
Chi ha orecchi da intendere intenda.

Gli umani sono frettolosi perchè sono mortali ma Dio se la prende comoda perchè essendo immortale non ha fretta alcuna perchè lavora allo stato dell'arte come un operaio universale professionista step by step e quando fa un lavoro non lo deve rifare perchè non lavora alla carlona.
Dio è l'Essere
e l'Essere non uccide ma fa scomparire ciò che già adesso è il Nulla.
Solo l'impegno psicoanalitico
uno stile di vita psicoanalitico è
e tutto il resto è manifestazione del nichilismo
e come tale oggi c'è e domani non c'è più.
Morto?
No
semplicemente scomparso
perchè i morti non muoiono ma ritornano
ma gli scomparsi non ritornano più
e chi scompare è proprio la obsoleta dinamica relazionale servo-padrone e chi questa dinamica incarnano ancora
ovvero la preistoria dell'Essere.


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La data dell'apocalisse: 12 giugno 1987

Ci stiamo avvicinando al 12 giugno festa universale.


L'evento ebbe luogo il 12 giugno 1987: fu l'apocalisse e da quel momento lo scenario post-storico attuale fu uno scenario già post-apocalittico.

12 giugno 1987: la fine della storia.





Perchè non stiamo affatto aspettando l'apocalisse?

Chi parla ancora di apocalisse da venire palesa solo di non essersi aggiornato e quindi di non sapere ancora che certo si può continuare a parlare ancora di apocalisse ma solo come a un evento del passato e non più del futuro.
Nel 1987 termina un lungo percorso conoscitivo iniziato nel 1895 da Sigmund Freud (Vienna 1895 -Genova 1987): questa è la storia del movimento teorico-pratico psicoanalitico definito da Silvia Montefoschi ultima psicoanalista, l'ultimo brano della storia dell'universo.
Ma che cosa ha fatto di così tanto importante un tale movimento di pensiero?
Ha prodotto un nuovo archetipo, l'ultimo archetipo e ora anche l'unico archetipo che sia ancora vivente: l'archetipo dell'ultima coniunctio di cui GiovanniSilvia sono solo il primo prototipo.
Da quell'anno 1987 seguiranno tanti altri GiovanniSilvia anche se avranno altri nomi ma saranno sempre tutti ugualmente l'archetipo dell'ultima coniunctio ovvero la persona del nuovo soggetto duale.






L'avvento del REGNO (specificamente) UMANO

Dopo l'anthropos con quel 12 giugno nasce l'oltre-umanità o nuova e vera umanità che dir si voglia (Nietzsche intuiva un super-uomo, idem anche Sri Aurobindo e Mirra Alfassa mentre Marx e Engels di "uomo totale sviluppato a  360°" e ancora Teilhard de Chardin di "super-umanità") ma per essere più precisi occorrerebbe parlare che finalmente dopo il SRI nasce il nuovo SSR,
Il primo soggetto riflessivo individuale dalla struttura conoscitiva quaternaria sappiamo che fu l'atomo ovvero l'elettrone che è il quarto elemento di un sistema conoscitivo: soggetto/oggetto (quark d1 e quark d2), l'autocoscienza (quark u) e elettrone (SRI).





Sappiamo che il primo elettrone cioè il SRI nacque miliardi di anni fa e da allora DIO è sempre stato l'elettrone.






Da allora sono successe tante cose e l'evoluzione è andata avanti producendo tantissime altre forme vita materiale e di vita vivente ma fondamentalmente dall'atomo all'anthropos Dio non è cambiato cioè è sempre stato il SRI nella sua essenza.





Da allora non si è data altra soggettività se non la soggettività prodotta dal SRI.





Da questo punto di vista verrebbe da dire che dai tempi dell'atomo malgrado i tanti e anche radicali cambiamenti nulla è cambiato veramente in profondità e quindi si è avuta solo una normale amministrazione dell'esistente malgrado i vari e apparenti sconvolgimenti. 






Poi un bel giorno un signore di nome Sigmund Freud che di mestiere faceva il medico e precisamente il neurologo a Vienna, nel 1895 decide di dare al fenomeno "sogno" l'onore di essere oggetto di indagine scientifica e attraverso il linguaggio del sogno Dio riprese a parlare e dopo cento e passa anni di storia della psicoanalisi quale ultima filosofia e ultimo brano della storia dell'universo, l'intero discorso dell'inconscio universale  è stato decifrato dando nascita a una forma vivente il cui prototipo ha un nome  e cognome GiovanniSilvia ma GiovanniSilvia sono solo i primi, il prototipo della nuova e vera umanità.






Fin dai tempi dell'elettrone il principio evolutivo, l'Automaton, il Gran Burattinaio, la Volpe, il burattinaio dei burattinai,  l'astuzia della storia e astuzia della ragione, si era dato la mission di produrre un super-elettrone ovvero dopo il quarto anche il quinto elemento di un nuovo sistema conoscitivo questa volta duale.
Con GiovanniSilvia si chiude quindi un'epoca e se ne apre una nuova: quella che da un soggetto ancora singolare (SRI) il soggetto unico emigra in un nuovo soggetto questa volta non più singolare ma duale, un super-elettrone quale super-soggetto comune a due atomi umani.
A partire da quella data siccome il soggetto in tutto l'universo è uno solo nel mondo non c'è più il SRI ma più solo l'ex-SRI che pertanto non può produrre nulla di nuovo non essendo più creativo ma vive più solo di rendita di quanto ha pensato quando era creativo e che pertanto consuma la sua memoria fino al suo exitus finale.
GiovanniSilvia non sono più una coppia pertanto anche parlare di nuova coppia non è corretto in quanto GiovanniSilvia non sono sposati ma proprio saldati, cioè sono proprio una sola persona ma di tipo duale, consapevoli di essere irreversibilmente uniti ma anche irreversibilmente distinti.

In loro l'istinto di socialità non sfocia mai anche e solo nella fantasia della simbiosi assoluta (parliamo di "fantasia" dato che dopo l'evento Big Bang la simbiosi assoluta può essere solo immaginata, fantasticata ma mai più realizzata nella realtà ma nello stesso tempo anche l'istinto di libertà non può mai sfociare in distruttività dell'Altro (anche in questo caso parliamo di fantasia o immaginario distruttivo poichè l'Altro è indistruttibile come Altro).
La storia della psicoanalisi ha così prodotto, perchè di vera produzione si tratta, un nuovo archetipo che è adesso l'unico archetipo che sia ancora vivente, l'archetipo dell'ultima coniunctio.
E mentre i vecchi maschi bisticciavano con le donne e le donne bisticciavano con i maschi, il movimento rivoluzionario internazionale psicoanalitico ha lavorato nella direzione (significato, senso vuole dire direzione) a questa saldatura definitiva.

Saldatura quindi in una sola persona duale e non semplice sposalizio tra due soggetti ancora singolari che mantengono comunque la loro individualità come altro dall'altro: si tratta di un evento di capitale importanza, un vero e proprio novum storicum, anzi l'unica vera novità storica.


Cosa è verità?

"Vero è solo l'Intero" (Hegel)
"E infine saremo ciò che veramente siamo" (Silvia Montefoschi)







Tutto è compiuto

In teoria potremmo non fare più nulla perchè tanto ormai il più è fatto e la rivoluzione impressagli la direzione giusta o meglio consapevolizzatasi infine della sua vera direzione che prima era solo inconscia, va da sè in automatico, il tempo che ci vuole ma se lavoriamo alla rivoluzione psicoanalitica dell'intersoggettività radicale, tanto meglio, perchè così accelereremo esponenzialmente il processo rivoluzionario non facendo ad esso più alcuna resistenza, ma comunque la rivoluzione è un bulldozzer e tutto travolgerà.
Tutto è compiuto: non resta che aspettare pazientemente il grande evento e il grande evento è il trionfo definitivo del nichilismo tutt'uno con la scomparsa del nichilismo.







Storia e relazione: la dimensione temporale e il suo arcano


Essere o non essere questo è il problema: 
non si tratta di pensare a come occupare il tempo
ma si tratta di pensare a come far scomparire il tempo,
tempo che la moderna fisica quantistica ci ha insegnato che è la stessa cosa dello spazio: lo spazio-tempo.

La vita non è un passatempo
la vita come passatempo
un passare del tempo è solo la vita della preistoria della vita.

Il tempo altro non è che il tempo necessario a colmare uno spazio
e precisamente lo spazio che separa l'Uno dall'Altro i due termini della relazione
i due termini del Logos che era in principio
che era
che è 
e che sempre sarà
l'infinitamente vivente
e infinitamente vivente
perchè infinitamente pensante

gli immortali
i primi immortali
i due termini del discorso
la relazione
il legame che era in principio

perchè più importante di me e di te
è il legame tra me e te

tutto passa
e solo il legame resta.

quel legame anche chiamato Logos
il legame che era in principio
da cui tutto ciò che è deriva
poichè tutto ciò che è stato fatto (la storia)
è stato fatto da questo legame (la relazione)

tutto passa
e solo il legame resta

il legame
l'unico immortale

tutto muore
anche la storia del legame
ma il legame non muore mai

perchè il legame è Dio.



Riassumendo

Storia dell'uni-verso / storia dell'energia (pensante)

0. Singolarità originaria da cui ha inizio l'evoluzione parallela nel noumenico e nel fenomenico quali realtà ancora separate fino all'avvento dell'archetipo dell'ultima coniunctio o nuovo soggetto duale che le riunisce finalmente e infine in un'unica realtà.

1. Evento Big Bang
2. Particelle di materia e antimateria instabili (coscienza virtuale)
3. Particelle di materia polarizzate stabili positive e negative (coscienza semplice)
4. Dall'atomo fino all'uomo e la donna (SRI) - elettrone
5. Monopolo-Dipolare o nuova Persona Duale (SSR) - superelettrone


Bibliografia

  • S. Freud, "Mosè e il monoteismo", 1936
  • C. G. Jung & W. Pauli, "Sincronicità", 1958
  • S. Montefoschi, "La coscienza umana  e il destino dell'universo", 1986
  • S, Montefoschi, "Storia della preistoria del verbo", 1987
  • S. Montefoschi, "Il regno del figlio dell'uomo", 1997
  • S. Montefoschi, "L'avvento del regno specificamente umano", 2004
  • S. Montefoschi, "L'ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno", 2006
  • P. Davis, "Dio e la nuova Fisica", 1983

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Due concetti della teoria psicoanalitica: l'io e il soggetto riflessivo

Il contributo di Silvia Montefoschi all'elaborazione della teoria psicoanalitica

"[...] Silvia Montefoschi introduce per la prima volta nella teoria psicoanalitica il concetto di soggetto riflessivo come altro dal concetto dell'io [...] che è l'unica chiave di lettura di tutti processi psichici siano essi sani  o patologici; soggetto riflessivo che è la costante presenza  del soggetto umano  a se stesso  e il punto di riferimento di tutti gli eventi dell'esistenza  del soggetto umano grazie al quale quest'ultimo  riconosce la propria identità storica."
(Silvia Montefoschi, 2009, pag. 18)

Vecchia identità ancora storica e nuova identità puramente relazionale: la super-riflessione

La super-riflessione consiste invece e infine quale trapasso da una vecchia identità ancora storica a una nuova identità non solo relazionale ma puramente relazionale, nel riconoscersi nella propria interità solo ed esclusivamente in questa funzione riflessiva.
E' proprio questa nuova identità che una volta stabilizzatasi innesca il processo di demassificazione dell'intero universo liberando infine tutta l'energia pensante in esso contenuta massificatasi nelle tante forme del pensiero formatisi nel corso della sua storia evolutiva.
In questo senso diciamo che è proprio questa nuova identità puramente relazionale che è la caratteristica dei mutanti e fondatori del vero Regno (specificamente) Umano che hanno messo in atto il nuovo e ultimo processo di transumanizzazione che traghetta la vita tutta step by step dal vecchio antropos la cui caratteristica di pensiero è ancora la vecchia logica di separazione tra il soggetto e l'oggetto, alla nuova e vera umanità la cui caratteristica di pensiero è invece la nuova logica unitaria.


Commentario

  • Attenzione quindi a non confondere "soggetto" con "soggetto riflessivo". Il soggetto è ancora il soggetto conoscente quale altro dall'oggetto conosciuto, dunque ancora l'Io, mentre il soggetto riflessivo è il conoscente del conoscente, che implica sempre, perchè si possa darsi, una pur minima distanza proprio dall'Io ovvero dalla identità egoica, distanza che chiamiamo appunto "distanza riflessiva" la quale non separa affatto i due della relazione ma semplicemente si limita a distinguerli consapevoli di essere entrambi i due termini inseparabili di una unità processuale: il nuovo soggetto duale. Evento questo che chiude un'era della storia dell'essere e annuncia la nascita di un'era nuova.

Un ossimoro: il concetto di spontaneità riflessiva



Il sogno dell'evoluzione

L'evoluzione è un sogno e infatti parliamo anche di risveglio intendendo il risveglio proprio dla sogno dell'evoluzione.
A cosa è dovuto questo sogno?
E' causato dalla separazione tra i due livelli del reale in cui si svolge ciò che noi abbiamo denominato "evoluzionismo parallelo" nel noumenico e nel fenomenico.

Due tipologie di sindromi narcisistiche: narcisismo individuale  e narcisismo collettivo

A livello della storia evolutiva dell'anthropos tale separazione è dovuta proprio all'antroporiferimento che è un narcisismo che invece di essere un narcisismo della tipologia individuale è un narcisismo collettivo ovvero un narcisismo di specie.
Tale narcisismo collettivo produce proprio a livello di specie della nebbia impedendo di vedere chiaramente e inducendo il pensatore antroporiferito in errori di prospettiva.
Abbiamo ritenuto che tale narcisismo per quanto riguarda l'impostazione ontologica conduca naturalmente a un punto di vista ancora tolemaico auspicando quindi una rivoluzione copernicana come superamento di un tale antroporiferimento.

Una terapia universale in tre step by step: il racconto delle tre metamorfosi


"E un giorno la terra diverrà luogo di guarigione" (Friedrich Nietzsche)

Potremmo in conseguenza periodizzare il percorso fatto dall'essere in quel lungo periodo in cui, malgrado le tante mutazioni succedutesi nel corso dell'evoluzione, ha comunque sempre mantenuto invariabilmente questa separazione tra noumenico e fenomenico, in tre step by step:


  1. immediatezza irriflessiva (il cammello costretto a portare su di sè il peso della storia)
  2. mediazione riflessiva (il leone ovvero la critica dei fardelli ma appunto per ciò anche uomo re-attivo o interdipendente per dirla in linguaggio psicoanalitico)
  3. immediatezza riflessiva (il fanciullo o la nuova umanità non più re-attiva ma attiva ovvero il dialogo oltre la dialettica, la nuova umanità dialogica e attiva dopo la vecchia umanità dialettica e re-attiva)

Il dialogo oltre la dialettica e la nuova percezione oltre la comunicazione

Certamente il concetto di "immediatezza riflessiva" può sembrare un ossimoro perchè l'immediatezza proprio perchè immediatezza non può essere anche riflessiva dato che o è una cosa o è l'altra.
Questo modo di pensare è valido per tutto il corso della storia dell'universo dall'atomo fino all'anthropos ma non vale più al termine della storia dell'universo.


Dopo la teoria la parola alla prassi

Lo so è difficile crederci ed è per questo giunti a  questo momento omega dell'evoluzione che solo la prassi cioè l'esperienza ci può venire in aiuto.

Provare per credere!
Più che questo non possiamo dire: ora non si tratta più di credere o non credere, ora è l'esperienza a decidere cosa è vero.

Quest'ultima fase della storia dell'universo infatti non a caso si chiama processo di transumanizzazione. Si chiama così proprio perchè segue ed è altro dal processo di umanizzazione con il suo ideale umanistico rinascimentale di armonia quale farsi umano dell'uomo. Il nuovo e attualissimo processo di transumanizzazione invece non è più un umanismo ma una vera e propria  rivoluzione anti-umanista che non adotta più gli ideali rinascimentali: noi amiamo l'artificio e non la natura proprio perchè solo l'artificio ci può traghettare oltre il finito. Detto in altri termini: per noi il simbolico non è altro dal reale bensì coincide con il reale o per usare il linguaggio proprio alla programmazione neurolinguistica, per noi la mappa del territorio non è altro dal territorio ma coincide con il territorio o ancora per usare il linguaggio dell'epistemologia, per noi il pensiero non è rappresentazione della realtà bensì è creazione della stessa realtà.
Chiaro no?!

Il risveglio dal sogno dell'evoluzione

Il superamento dell'antroporiferimento coincide anche con il risveglio dal sogno dell'evoluzione.
Ci hanno abituato a pensare all'apocalisse come a cataclismi o a una sorta di disastri naturali che falcidierà gran parte dell'umanità ma l'apocalisse, la cui etimologia è "rivelazione", invece è come svegliarsi dopo aver dormito e sognato per anni, secoli e millenni.
Ci si risveglia e si esclama: ma allora la realtà è tutta un'altra cosa! Dunque ho solo sognato!
Ecco cos'è l'apocalisse; la rivelazione di come stanno veramente le cose e non uragani, terremoti, alluvioni universali o quant'altro, anche se a livello emotivo può essere simile ad una catastrofe se non peggio perchè è la fine comunque di un vecchio mondo a cui abbiamo prestato fede come se fosse il mondo reale e non un sogno che stavamo sognando.

Che resterà dopo l'apocalisse?

Resteranno i robot.
Botta e risposta, imput e output. Acting out a gogò insomma.
Robot cioè psicopatici.

Non sarà più nemmeno la vecchia umanità preistorica ovvero i vecchi padroni del significato che praticavano lo schiavismo del significato ma sarà peggio, molto peggio: l'ignoranza assoluta che la vita è solo la vita relazionale.

Resteranno i robot.
Botta e risposta, imput e output. Acting out a gogò insomma.
Robot cioè psicopatici.

In una parola: resteranno solo le tracce mnestiche di ciò che la vita è stata e non è più essendo la vita vera che è solo la vita relazionale emigrata in un oltre  l'uni-verso.
Qui non ci sarà più la vita relazionale ma più solo la vecchia dinamica transfert-controtransfert spinta per di più all'eccesso per cui il nichilismo quale malattia mortale del pensiero celebrerà il suo trionfo finale.

Il soggetto e la maschera

Del resto la psicoanalisi o almeno la psicoanalisi allo stato dell'arte ha dato un nome a quel momento finale in cui il processo di individuazione universale giunge a compimento e allora si darà più solo il processo di autodistruzione del vecchio soggetto riflessivo individuale (SRI) che non sarà più nemmeno soggetto riflessivo individuale in quanto il soggetto in tutto l'universo è sempre stato uno solo per cui se un tale unico soggetto ormai si trova al livello energetico del soggetto super-riflessivo (SSR o nuovo soggetto duale) al livello inferiore invece non c'è più alcun soggetto ma più solo un ego che non riesce più in alcun modo a prendere distanza da sè, distanza dalle istanze egoiche  in cui consiste proprio l'esser soggetti rispetto al  ruolo sociale che si impersona.
Così sarà un carnevale generalizzato e tutti in maschera diranno: "Lei non sa chi sono io!" e via con la terza guerra mondiale più o meno locale. 

I "mutanti" e gli "uomini e donne di buona volontà"

In verità Silvia Montefoschi nei suoi scritti finali sembra in parte ritornare sui suoi passi affermando che oltre ai "mutanti" ci sono comunque o sembrano esserci anche e ancora uomini  e donne di buona volontà.
Può essere che questa osservazione della biologa e psicoanalista  abbia un senso ma noi ci chiediamo dato che comunque l'evoluzione ogni giorno che passa si radicalizza sempre più: fino a quando questi ultimi uomini e donne di buona volontà riusciranno a mantenersi tali dato che lo scenario storico già post-apocalittico spinge sempre più verso un aut-aut?
Può essere che ci siano ancora uomini e donne di buona volontà, può essere ma resta il fatto che chi trascina in senso sempre più radicale lo scenario storico, i muli da soma per intenderci, sono i mutanti per i quali un tale aut-aut si configura come una scelta tra la vita e la morte per cui per loro non si tratta nemmeno di scegliere: loro sono proprio costretti.

La conquista dell'identità puramente relazionale

Dalla storia alla relazione
- una presentazione dell'autore di questi articoli sulla storia dell'universo -


Innamorato dalla nascita: l'ultimo di una lunga staffetta









A seguire alcune immagini tratte dal film della mia vita ovvero proprio quella storia che quindi occorre abbandonare senza nostalgia alcuna per nuovi lidi che consisterebbero proprio in quella relazione che era in principio, che è e che sempre sarà: la Vita Eterna.
Chi è ancora nell'uni-verso va ancora verso l'Uno ma chi è già nell'Uno non va più verso l'Uno.

LA COSCIENZA CRISTICA
 (il vecchio e obsoleto archetipo dell'eroe)

Santa Maria di Castello (Genova): "Eli Eli lamma sabactani"


Il RITORNO DEL FEMMINILE DI DIO







FORBIDDEN

IL SOCIOLOGISMO


VERSO L'INCONTRO



Il superamento del sociologismo ovvero la critica dell'antroporiferimento


L'INCONTRO: LA NUOVA COSCIENZA UNITARIA OLTRE LA COSCIENZA CRISTICA
(l'archetipo dell'ultima coniunctio oltre l'archetipo dell'eroe)


L'INFRAZIONE DELLA LEGGE
(la caduta del Muro di Berlino)



DALLA CONIUNCTIO ALL'ULTIMA CONIUNCTIO

Dopo la reazione termonucleare la nuova sintesi molecolare
dopo la sintesi molecolare l'unione tramite la  sessualità
dopo la sessualità la comunicazione
dopo la comunicazione: l'uomo, la donna e la vita eterna.


IL PARTITO DELLA RIVOLUZIONE E L'ASSALTO AL CIELO



Il vero Dio: l'astuzia della storia

Conclusioni

Per una ERMENEUTICA DELL'AUTOMATON
 (il DIO-NECESSITA' chiamato dai religiosi DIVINA PROVVIDENZA
e dai fisici quantistici PRINCIPIO DI SINCRONICITA')

Giunge così al suo capolinea la storia del lavoro umano e del lavoro non-umano che si conclude proprio con la scomparsa definitiva della divisone del lavoro tra il maschile  di dio e il femminile di dio.
Divisione del lavoro tra uomini e donne che era stata necessaria proprio ai fini di portare ulteriormente avanti il processo evolutivo ma divenuta infine obsoleta e più solo un retaggio della PREISTORIA dell'ESSERE e che continuava solo per abitudine, pigrizia, memoria, ricordo di ciò che la vita è stata e che già non è più.
Scomparsi i ruoli di attivo/passivo il Pensiero Vivente può così procedere ulteriormente oltre la sua preistoria.


"Il finito
proprio perchè finito
non può mai finire
ma può solo scomparire
tuttavia quando scompare
scomparirà in assoluto
per non più ritornare."

(Silvia Montefoschi, biologa specializzata in genetica e medico-psicoanalista)

L'amore è una scienza e non come si è creduto e si crede un pio sentimento che ci qualifica come i buoni rispetto ai cattivi

Noi e l'altro, noi è l'altro


Se il rapporto con noi stessi è intersoggettivo anche il rapporto con l'altro sarà automaticamente interosoggettivo ma se il rapporto con noi stessi è invece già interdipendente non è che ci si deve aspettare che invece il rapporto con l'altro sia intersoggettivo ma sarà invece anch'esso automaticamente interdipendente il che sta a dimostrare che non è vero che l'amore è un sentimento, una emozione ma che invece è una scienza, una disciplina.


Cosa si trasferisce nel transfert?

Ciò che si trasferisce nel transfert non è questo o quel fantasma di cui parlava la vetero-psicoanalisi e come tramanda ancora la vulgata psicoanalitica: ciò che si trasferisce nel transfert è solo un modello relazionale.


La concezione dell''anima e la nuova psicoanalisi allo stato dell'arte

Non esiste un rapporto con noi stessi perchè quel "noi stessi" è l'altro.
L'anima non è come dice Jung e i suoi discepoli una immagine interiore ma è una donna vera e reale in carne ed ossa.
Quando noi diciamo che si deve "abbandonare l'anima" intendiamo dire che si devono abbandonare i cinque sensi come strumenti per relazionarsi con l'anima poichè ciò che si percepisce con i cinque sensi non è la vera anima cioè l'altro soggetto ma è l'oggetto, il percepito come altro dal percipente, un pensato e non l'latro pensante che invece è percepibile solo tramite il nuovo sesto senso del pensiero che percepisce il pensiero come realtà concreta e vivente.

La solitudine è solo un mito

Non può esistere la solitudine poichè anche se andassimo a nasconderci al mondo in cima alla montagna più alta o nelle profondità della terra in una grotta buia ebbene anche lì ci raggiungerebbero le onde del pensiero cioè gli altri.
E' impossibile non essere in relazione semplicemente perchè la vita è relazione.
Recentemente alcuni speleologi e speleologhe hanno fatto degli esperimenti e sono rimasti nelle profondità della terra in grotte per più di 365 giorni credo.
Alcuni e alcune di questi esperimentatori hanno cominciato a dare i numeri e ha sviluppato una psicosi altri sono giunti anche a suicidarsi.
Alcuni diranno: è la solitudine.

Mai frequentare cattive compagnie 

Io invece propenderei per un'altra risposta: chissà chi hanno frequentato, cioè con quali onde del pensiero nelle profondità della terra sono entrati in relazione.



Non esistono cattive compagnie

Nello stesso tempo occorre anche dire che non esistono persone buone e persone cattive ma piuttosto trattazioni che si muovono verso l'intersoggettività e trattazioni che rafforzano l'interdipendenza.


Oltre l'identità storica per una nuova identità puramente relazionale

Inoltre se tali sperimentatori hanno sviluppato una psicosi può anche essere che le persone con cui sono entrati in relazioni nella profondità della terra hanno messo in crisi l'ego su cui si reggeva il loro precedente equilibrio.
E noi sappiamo che mettere in crisi l'ego ossia una vecchia identità già stabilizzata può significare solo due cose: catastrofe o rinnovamento.
Nel loro caso è stata una catastrofe ma avrebbe potuto anche essere un rinnovamento.

La soluzione magica a tutti i problemi della vita

Sembra impossibile che sia così facile e invece è proprio così anche se non è assolutamente facile.
Tutti i problemi e intendiamo proprio tutti intendendo con quel "tutti" non solo i cosiddetti problemi di natura "psichica" ma anche quelli di natura "materiale" troverebbero così la loro soluzione non solo temporanea ma definitiva.


Un problema semplicemente identitario

Tutto infatti si può ridurre a un problema identitario e la soluzione in questa prospettiva che noi chiamiamo ancora "psicoanalitica" sarebbe in una mutazione identitaria da una vecchia identità ancora storica a una nuova identità puramente relazionale.


Noi i genialoni

Come abbiamo detto però non è assolutamente facile altrimenti i nostri antenati non avrebbero aspettato noi i genialoni.
Alcuni potrebbero realizzare una tale mutazione poichè hanno già in sè nel DNA le informazioni che spingono in questa direzione, altri invece non potrebbero anche perchè se non si è costretti a una tale mutazione non si fa nemmeno un primo passo in questa direzione trasformativa: è un po' come nelle rivoluzioni politiche per cui solo chi sta male in un determinato ordinamento sociale può essere interessato a realizzare una mutazione mentre chi sta bene non ci pensa nemmeno alla rivoluzione e anzi vi si opporrà con tutte le sue forze mettendo in atto una controrivoluzione.


Rivoluzione politica o rivoluzione identitaria?

In questo caso non "politico" ma "identitario" però gli stessi rivoluzionari sono anche controrivoluzionari in quanto la memoria della loro vecchia identità ancora storica mette in atto una resistenza alla trasformazione: ne nasce così un conflitto interno che però se il soggetto invece di potenziare la propria memoria ("si sa quel che si perde") potenzia invece il proprio progetto interno ("e non si sa quel che si trova") va sbiadendosi sempre di più proprio come una memoria che non si carica di energia (non si erotizza) fino a cancellarsi definitivamente eliminando il conflitto tra un sè rivoluzionario e un sè che fa resistenza a quel se stesso più rivoluzionario e quindi più favorevole al cambiamento.


Progressisti o evoluzionisti?

Tante e di vario genere sono le soluzioni possibili che l'umanità si è inventata per trovare soluzioni alle problematiche umane ma invece basterebbe una mutazione identitaria al posto di girare inutilmente attorno al problema e così lo si risolverebbe direttamente alla radice.
Ricordiamoci sempre che noi possiamo essere progressisti ma la natura pur non essendo contro il progressismo non è affatto progressista ma solo evoluzionista.


Dopo la nascita del prototipo la strada alla vetta della montagna è aperta

Oggi per la prima volta nella storia dell'universo grazie allo sprint finale realizzato dall'ultimo brano della storia dell'universo che è la storia del movimento psicoanalitico, oggi sappiamo e abbiamo la soluzione mentre i nostri antenati non hanno avuto la fortuna che noi contemporanei abbiamo, quindi loro non potevano risolvere tutti i problemi alla radice perchè questo sapere in loro era ancora solo un sapere inconscio e oggi invece è emerso finalmente alla coscienza grazie alla decifrazione completa del discorso dell'inconscio universale realizzato dalla ermeneutica psicoanalitica.

L'ultima resistenza al discorso dell'inconscio universale ormai già tutto decifrato

Si riuscirà infine a realizzare questa mutazione identitaria che risolverà così e infine tutti i problemi della vita?
La natura va comunque in questa direzione e per quanto la resistenza al suo realizzarsi possa essere forte, ogni resistenza verrà infine spazzata via dall'Essere stesso ossia dal Pensiero che è il vero Vivente che procede e continuerà a procedere come un bulldozer.

L'origine del male ma che in altre epoche precedenti è stato anche un bene

Qualsiasi problema noi si ha, e di qualsiasi natura essa sia, può essere ricondotta a una problematica identitaria di fondo, ovvero determinata dal fatto che si ha ancora una identità storica.
E pensare che c'è ancora chi va in psicoanalisi con il progetto di rafforzare la sua vecchia identità ancora storica che nel frattempo gli eventi di una vita hanno TRAMATO per indebolirla sempre più.


Abracadabra e il male non c'è più

In conclusione allora quale sarebbe questa soluzione magica a tutti i problemi della vita?
Una nuova identità puramente relazionale.
Il guaio è che molti vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca o se si tratta di donne il marito ubriaco il che tradotto significa che vorrebbero avere i benefici sia di una nuova identità puramente relazionale e senza però perdere i benefici di una vecchia identità ancora storica: mica scemi eh! ma non si può: aut aut.


La fortuna di vivere dopo il 1987: o la sfortuna?

In verità solo oggi ovvero solo dopo il 1987 e quindi a maggior ragione in questo 2020 si dà praticabile questa nuova identità puramente relazionale mentre non era praticabile prima e quindi coloro che coltivavano una identità storica lavoravano comunque ad avvicinare il momento della nascita del prototipo di identità puramente relazionale. 
Oggi e solo oggi si può.
nel farttempo proprio a partire da quel 1987 è iniziato l'ultimo sprint di qeul processo che Jung e poi Silvia Monetfoschi hanno chiamto "processo di individuazioen universale" che prende oggi il nome di "processo di autodistruzione.
Cosa o chi si autodistrugge?
Il vecchio SRI (soggetto riflessivo individuale) ovvero di quel soggetto che ha fatto l'intera storia umana incluso quindi noi stessi uomini moderni e contemporanei che oggi e solo oggi con al nasciat di GioavnniSilvia (archetipo dell'ultiam coniucntio) è più solo l'ex-SRI.


La vita degli archetipi in noi e nella storia

Tutti gli archetipi che ritroviamo nelle nostre biografie, nelle opere letterarie, artistiche, nei miti, le opere teatrali e anche i film, sono tutti archetipi morti ovvero che parlano solo del passato e non dell'avvenire ovvero sono più totalmente insignificanti e solo il nuovo archetipo dell'ultima coniuntio nato nel 1987 è l'unico archetipo ancora vivente.
Tutti i romanzi, opere teatrali, film e le nostre stesse biografie sono ormai totalmente insignificanti: non c'è un romanzo, un lavoro artistico, un'opera teatrale, un film, uan viat ceh dica qualcosa di nuovo ma tutte qeuste opere parlano di un passato ormai morto e che sopravvive più solo coem memoria, coem ricordo. Quetso significa che oggi l'unico archetipo vviente sia il solo archetipo dlel'ultiam coniunctio ovvvero la'crhetipo dei gemmeli, degli identici, delal nuvo aperosan duale.
L'epoca storica anzi post-storica che oggi noi contemporanei viviamo è l'epoca dle divenire insignificante di tutto ciò che invece prima della nascita di GiovanniSilvia era significativo.
Cosa vuoel dire che un archetipo cessa di essere significativo?
Significa che non ha direzione, avvenire, che è morto ovvero che parla più solo di un passato che è stato ma che non è più.
Che cosa è un archetipo?
E' una gestalt, una forma, non è un contenuto, ma è un contenitore di forze cosmiche, un contenitore d'ordine che impedisce il caos.

Il nuovo processo di autodistruzione

"Quando quei due saranno uno solo nell'esterno come nell'interno e il maschio con la femmina non sarà nè maschio nè femmina"

(Citazione dagli scritti prodotti dalle comunità del cristianesimo primitivo delle origini più di orientamento gnostico)

Oggi è quindi più solo il processo di autodistruzione ovvero un divenir caos ed è questo il trionfo finale di quella malattia dello spirito che è il nichilismo ma proprio questo trionfo del nichilismo fa si che il nichilismo si manifesti chiaramente a tutti per quel che è, si che è più difficile ingannarsi sulle forze in campo nella battaglia di Armageddon e quindi è più facile prendere posizione. Progressisti o evoluzionisti? 
Mi si potrà obiettare: ma i conservatori dove li metti?
I conservatori?
I conservatori sono proprio i progressisti che vogliono cambiare tutto per non cambiare niente.

"Il finito proprio perchè finito non può finire mai ma può solo scomparire
tuttavia quando scompare
scomparirà in assoluto per non più ritornare."

(Silvia Montefoschi)

Il nuovo processo di spersonalizzazione

Andrea Morelli (psicoanalista di Silvia): "Silvia, quindi se ho ben capito tu accetti il processo."
Silvia Montefoschi (psicoanalista di Andrea): "Io non accetto affatto il processo, IO SONO il processo."

Allora visto che così stanno le cose che cosa possiamo opporre al processo di autodistruzione ormai già avviatosi?
Possiamo opporre solo un nuovo processo anch'esso che è il processo di spersonalizzazione ovvero l'esodo dall'universo, che è abbandonare la nostra vecchia identità ancor astorica per una nuova identità puramente relazionale, che è un po' come dismettere un vecchio abito per uno nuovo più adeguato alla realtà dei nuovi tempi post-apocalittici.
Noi non siamo più la nostra storia ma più solo la nostra relazione, quella relazione che era in principio, l'uno e l'altro dell'unico discorso che era, che è  e che sempre sarà il Dio Vivente ovvero l'Infinitamente Pensante.
E' finito quindi anche il tempo di ritenerci consustanziali al Dio per essere invece identici al Dio: gli umani infatti o meglio la nuova e vera umanità non è consustanziale a Dio ma è proprio Dio.

Il tramonto dell'occidente o piuttosto il tramonto dell'Anthropos?

E mentre una vecchia umanità in ultima analisi ancora individualista tramonta, una nuova umanità si pone al capolinea della storia universale come i fondatori del vero Regno Umano.
Oltre il male ovvero oltre la divisione del lavoro tra uomini e donne che si spartiscono più o meno in accordo o in guerra i ruoli di attivo e passivo nasce proprio al termine della storia dell'universo finalmente la città di Dio, la nuova polis.

Il male? Il bene?

Tutto è bene quel che finisce bene.

Tutto è bene. Tutto.

Freud docet: i limiti insuperabili della vecchia psicoanalisi

Freud in una delle sue ultime opere di teorizzazione della prassi psicoanalitica "Analisi terminabile e interminabile" del 1936 ci mette in guardia sui limiti della scienza psicoanalitica.
In questo scritto Freud dice a chiare lettere che c'è un muro insuperabile che pone un altolà e quindi fa resistenza a qualsivoglia tecnica psicoanalitica.
Questo muro invalicabile è costituito  dalla biologia ovvero dai corpi umani materiali che non possono congiungersi veramente in una sola persona duale.
Quale sono le implicazioni ontologiche di una tale affermazione alquanto ragionevole?
Significa che la divisione del lavoro tra uomini e donne è una dato ineluttabile a cui bisogna piegare la testa come di fronte a un destino immodificabile: questo è il realismo psicoanalitico.
Il male dunque c'è e sempre ci sarà.

La biologa Silvia Montefoschi però di fronte a questo e altri scritti simili anche di altri autori anche di altre discipline non si è fermata ma è andata avanti sicura del fatto suo continuando ad ascoltare il discorso dell'inconscio universale così e infine oggi sappiamo che niente può imporre un altolà alla scienza delle scienze, la psicoanalisi.
Oggi sappiamo che si può.
Così come Cristoforo Colombo ci ha insegnato che si può osare procedere fin oltre le colonne d'Ercole, ugualmente GiovanniSilvia ci hanno insegnato che si può e in quell'istante nasce una nuova posicoanalisi che poi è sempre la stessa psicoanalisi giunta al capolinea della sua centenaria storia che postasi all'inizio come meta la terapia delle nevrosi e delle psicosi ha invece creato la nuova persona duale, un nuovo archetipo, l'archetipo dell'ultima coniunctio e in quello stesso istante si dà l'apocalisse (apocalisse= rivelazione) e inizia una nuova epoca già post-apocalittica che è quella in cui stiamo vivendo oggi.