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Il nucleo delle teoria della rivoluzione oggi è solo la questione della vita eterna

UNA DISCRIMINANTE TRA RIVOLUZIONARI E CONTRORIVOLUZIONARI: OGGI IL NUCLEO DELLA TEORIA DELLA RIVOLUZIONE E' SOLO LA VITA ETERNA

Noi rivoluzionari dovremmo frequentare solo persone che credono nella vita eterna perchè chi non crede nella vita eterna anche se non soggettivamente comunque oggettivamente non può che essere un controrivoluzionario.
Ma come si fa a sapere se qualcuno crede nella vita eterna?
Da che cosa lo si capisce?
Dal fatto che va in chiesa?
La cosa è molto complicata perchè ci sono persone che credono in Dio e nella chiesa ma non credono alla vita eterna mentre ci sono atei e magari anticlericali che addirittura esplicitamente dicono di non credere alla vita eterna eppure si capisce che invece magari inconsciamente ci credono.

TM non ha mai creduto all'esistenza reale del "tempo"
ma riteneva che il tempo fosse solo una illusione


IL NICHILISMO MALATTIA DEL PENSIERO VIVENTE

La mia amica TM alla vita eterna ci ha creduto solo fino a 22 anni e poi gli ultimi due anni a parole diceva di crederci ma non ci credeva, però nel suo caso era perchè sentiva una voce (da dove provenisse quella voce a distanza di 120 anni è ancora un mistero) che gli diceva:
"Ma brutta scema perchè non pensi a  goderti la vita fino a che sei giovane?! Ti credi di essere più furba degli altri e di meritarti così infine il paradiso?! Ma quando mai! Ma povera illusa! Morirai, andrai sotto terra e avrai solo dimostrato agli altri e a te stessa di come si fa a rovinarsi la vita."
Teresina oltre a queste voci aveva dolori fisici sempre più forti a causa dell'avanzata inarrestabile della tubercolosi che le consumava i polmoni, quindi doveva combattere in una lotta impari e senza tregua su due fronti simultaneamente:

1. sul piano spirituale contro la tentazione nichilistica ateo-materialistica

2. e sul piano corporeo contro il dolore fisico

3. e come se non bastasse quelle bastarde delle altre 25 monache del suo monastero di Lisieux per aiutarla le dicevano "non ci pensi non ci pensi che è peccato!" aggravando così la sua situazione invece di consolarla. Ma brutte merde che non siete altro!

Ho scritto "bastarde" ma è perchè sono troppo partigiano perchè la verità era che erano solo delle povere ignoranti che non potevano aiutarla perchè il sapere teologico in loro possesso non poteva dargli quegli strumenti atti ad aiutarla o comunque ad alleggerire le sue pene in quei 18 mesi del suo calvario ( altro che i soli tre giorni del rabbino eterodosso di Nazareth) e invece poi ho saputo del coraggio indomito di alcune di queste monache dopo il bombardamento anglo americano del 1944 a seguito del loro sbarco in Normandia per muovere l'attacco finale al Terzo Reich e così ho cambiato idea su di loro: non più bastarde ma solo ignoranti in teologia.
L'unica che avrebbe potuto aiutarla era Claire Bertrand la fondatrice del monastero nel 1838 venuta dalla lontana città di Poitiers ancora giovanissima con alter su e amiche per porre la prima pietra di questo "deserto tutto femminile" per dedicarsi H24 all'adorazione del DIO-MASCHIO. Non che avesse fatto alti studi in teologia ma lei conosceva dal di dentro di sè la "teologia del shalom" come chiamo io più sinteticamente il suo pensiero teologico prodotto dalla sua reale e concreta esperienza di vita e non alle dotte università vaticane.
Onore a te Claire Bertarnd quindi, ma era morta vecchissima già novantenne ai primi del 1890 e le altre monache in teologia erano un branco di somare.
Avrei dovuto esserci io in quella primavera del 1896 ma io ho conosciuto Thérèse Martin per uno starno gioco del destino solo nella primavera del 1968 e comunque anche nel 1968 non avevo quegli strumenti teorici che solo imbarcandomi sulla via della conoscenza psicoanalitica per un'altro strano gioco del destino. GiovanniSilvia mi hanno dato ma me li hanno dati questi strumenti proprio come Socrate con i suoi allievi praticando il metodo maieutico in quanto erano già presenti ma sepolti ancora nel mio inconscio che non è mio ma è l'inconscio universale quale patrimonio di conoscenza collettivo prodotto da 13,7 miliardi di anni di storia del lavoro umano  e non-umano. E' proprio in questo senso che io sostengo che "Rivoluzionari si nasce e non si diventa" e GiovanniSilvia aggiungono "Si nasce con il gene mutato ma poi bisogna anche lavorare alla mutazione".
Ma ritorniamo alla questione iniziale: la questione della vita eterna.
Io ci credo alla vita eterna?
Per me la vita eterna non sarà dopo la mia morte ma già adesso è la vita eterna: quando il mio interlocutore è TM sto già vivendo nella vita eterna perchè per me la sua compagnia è già la vita eterna ma mi capita purtroppo molto spesso di avere interlocutori che il mio sesto senso mi dice che non credono alla vita eterna: ecco è quello l'inferno.
E così sia la vita eterna che l'inferno non sono dopo ma già adesso entrambi.

LA STORIA DEL TEMPO


Dopo Galileo, Newton e Einstein: una nuova e ultima rivoluzione scientifica innescata nel 1895 da Sigmund Freud

Il sognatore cioè lo scienziato e/è il criticone

Un giorno Jung che al pari di Freud si riteneva uno scienziato un po' in collaborazione con gli altri scienziati condividendone la stessa tradizione e un po' in competizione con le altre scienze,  si pose questa domanda: "Che cosa sto facendo?" e dall'interno una voce proveniente da non si sa dove gli rispose: "Arte".



Ai primi degli anni settanta del novecento un'altra psicoanalista si pose la stessa domanda e sia la domanda che la risposta produssero un libro pubblicato nel 1977, un'opera che è all'origine di un percorso psicoanalitico che ha costituito una rivoluzione epistemologica in psicoanalisi e che ormai sta a fondamento della "psicoanalisi intersoggettiva radicale" chiamata anche "psicoanalisi oltre la psicoanalisi" o "psicoanalisi allo stato dell'arte" per significarne sia la continuità e assolutamente no la rottura con la centenaria storia della psicoanalisi sia l'abisso tra questa e quella in quanto quella era ancora una filosofia anche se l'ultima filosofia e questa è già la vita, la vita vera dell'Uno vero, che è solo l'Uno-Duale. 


Queste tesi così radicali rispetto al senso comune sostenute dallo psicoanalista C. G. Jung, a mio parere le avrebbe potute tranquillamente sostenere anche il fisico quantistico Werner Heisemberg sostenitore della tesi della influenza reciproca e quindi non della neutralità tra sperimentatore e esperimento. 

Il pensiero scientifico si rinnova? La scienza tra catastrofe e rinnovamento

Diceva lo scienziato e epistemologo René Thom autore della tesi inerente i cosiddetti  "paradigmi scientifici tra catastrofe e rinnovamento" a proposito del convincere la comunità scientifica della bontà della nuova rivoluzione scientifica fondata sull'archetipo dell'intersoggettività, anche se lui non utilizzata il termine di "intersoggettività" ma il concetto era comunque questo, che è insensato voler convincere i vecchi scienziati, sarebbe un lavoro stupido ma più intelligentemente e anche più semplicemente bisogna solo saper attendere pazientemente che crepino.

“Attendere che crepino”

Proprio così osava dire senza infingimenti il grande epistemologo che conosceva bene la comunità scientifica.
E allora attendiamo: basta con il proselitismo! Il proselitismo è roba da illusi.
La pazienza è infatti la virtù dei forti.

Il concetto del "KAIROS" tramandatoci dalla sapienza dell'antica civiltà greca

Attendiamo quel momento che deve ancora venire e che gli antichi greci chiamavano "kairos" con il significato, di "momento giusto".

Principio di causa/effetto e principio di sincronicità

"Momento giusto" che non a caso ci rimanda a quella teoria elaborata insieme dallo psicoanalista Carl Gustav Jung e dal fisico quantistico Wolfgang Pauli: la teoria di una esistenza in natura e nella storia di un cosiddetto "principio di sincronicità" che faceva sostenere alla biologa e psicoanalista Silvia Montefoschi, l'identicità di simbolico e reale sì che a differenza di Jung che riteneva che i fenomeni sincronistici fossero solo una eccezione, lei invece sostituiva a tutti gli eventi anche quelli ordinari il nuovo principio di sincronicità a quello di causa/effetto.



Anche gli scienziati sognano ma sognano scientificamente

La biologa e specialista in genetica oltre che medico-psicoanalista chiamava il pensiero scientifico utilitaristico e pragmatista sicuramente per i suoi successi dal punto di vista dello sviluppo tecnologico, invece per quanto riguarda il discorso di verità chiamava la scienza " la metafora scientifica" come se fosse anch'esso un sogno, il sogno degli scienziati che pertanto facevano sogni scientifici e definiva le sue spiegazioni cosiddette scientifiche delle pure tautologie che non spiegavano un bel niente ma comunque utili per lo sviluppo tecnologico. 

Discorso scientifico e discorso di verità


Quindi non è che non credeva alla scienza ma semplicemente riteneva che il discorso cosiddetto scientifico esulava il vero discorso di verità: una cosa è utile  e un'altra cosa è vera e non gli si può darle torto conoscendo essa proprio in quanto psicoanalista e quindi ermeneuta dell'Automaton, la direzione della storia dell'universo grazie alla ermeneutica dei sogni e delle fantasie della gente in analisi.

Conclusioni


"E' ciò che è"
(Silvia Montefoschi - biologa specializzata in genetica, medico e psicoanalista)

 "[...] così che il Verbo,
che è poi il Soggetto,
arriva infine a dire di se stesso,
senza più declinarsi nell'oggetto."
(Silvia Montefoschi, "Storia della preistoria", 1987, pag. 261)


L'unico individuo


"Verità è solo l'Intero" (Hegel)

STORIA e RELAZIONE: dall'Uno all'uni-verso e dall'uni-verso di nuovo all'Uno ma di un nuovo Uno questa volta si tratta: un Uno-Duale che a differenza dell'Uno (il soggetto conoscente quale altro dall'oggetto conosciuto) è invece proprio l'Uno vero, partorito infine dalla storia dell'universo dopo 13,7 miliardi di anni di gestazione, un po' più di nove mesi quindi.
Così sarà finalmente natale, il vero natale, il natale produttivo e non quello consumistico, un natale che coinciderà quindi anche con la pasqua di resurrezione.




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La data dell'apocalisse: 12 giugno 1987

Ci stiamo avvicinando al 12 giugno festa universale.


L'evento ebbe luogo il 12 giugno 1987: fu l'apocalisse e da quel momento lo scenario post-storico attuale fu uno scenario già post-apocalittico.

12 giugno 1987: la fine della storia.





Perchè non stiamo affatto aspettando l'apocalisse?

Chi parla ancora di apocalisse da venire palesa solo di non essersi aggiornato e quindi di non sapere ancora che certo si può continuare a parlare ancora di apocalisse ma solo come a un evento del passato e non più del futuro.
Nel 1987 termina un lungo percorso conoscitivo iniziato nel 1895 da Sigmund Freud (Vienna 1895 -Genova 1987): questa è la storia del movimento teorico-pratico psicoanalitico definito da Silvia Montefoschi ultima psicoanalista, l'ultimo brano della storia dell'universo.
Ma che cosa ha fatto di così tanto importante un tale movimento di pensiero?
Ha prodotto un nuovo archetipo, l'ultimo archetipo e ora anche l'unico archetipo che sia ancora vivente: l'archetipo dell'ultima coniunctio di cui GiovanniSilvia sono solo il primo prototipo.
Da quell'anno 1987 seguiranno tanti altri GiovanniSilvia anche se avranno altri nomi ma saranno sempre tutti ugualmente l'archetipo dell'ultima coniunctio ovvero la persona del nuovo soggetto duale.






L'avvento del REGNO (specificamente) UMANO

Dopo l'anthropos con quel 12 giugno nasce l'oltre-umanità o nuova e vera umanità che dir si voglia (Nietzsche intuiva un super-uomo, idem anche Sri Aurobindo e Mirra Alfassa mentre Marx e Engels di "uomo totale sviluppato a  360°" e ancora Teilhard de Chardin di "super-umanità") ma per essere più precisi occorrerebbe parlare che finalmente dopo il SRI nasce il nuovo SSR,
Il primo soggetto riflessivo individuale dalla struttura conoscitiva quaternaria sappiamo che fu l'atomo ovvero l'elettrone che è il quarto elemento di un sistema conoscitivo: soggetto/oggetto (quark d1 e quark d2), l'autocoscienza (quark u) e elettrone (SRI).





Sappiamo che il primo elettrone cioè il SRI nacque miliardi di anni fa e da allora DIO è sempre stato l'elettrone.






Da allora sono successe tante cose e l'evoluzione è andata avanti producendo tantissime altre forme vita materiale e di vita vivente ma fondamentalmente dall'atomo all'anthropos Dio non è cambiato cioè è sempre stato il SRI nella sua essenza.





Da allora non si è data altra soggettività se non la soggettività prodotta dal SRI.





Da questo punto di vista verrebbe da dire che dai tempi dell'atomo malgrado i tanti e anche radicali cambiamenti nulla è cambiato veramente in profondità e quindi si è avuta solo una normale amministrazione dell'esistente malgrado i vari e apparenti sconvolgimenti. 






Poi un bel giorno un signore di nome Sigmund Freud che di mestiere faceva il medico e precisamente il neurologo a Vienna, nel 1895 decide di dare al fenomeno "sogno" l'onore di essere oggetto di indagine scientifica e attraverso il linguaggio del sogno Dio riprese a parlare e dopo cento e passa anni di storia della psicoanalisi quale ultima filosofia e ultimo brano della storia dell'universo, l'intero discorso dell'inconscio universale  è stato decifrato dando nascita a una forma vivente il cui prototipo ha un nome  e cognome GiovanniSilvia ma GiovanniSilvia sono solo i primi, il prototipo della nuova e vera umanità.






Fin dai tempi dell'elettrone il principio evolutivo, l'Automaton, il Gran Burattinaio, la Volpe, il burattinaio dei burattinai,  l'astuzia della storia e astuzia della ragione, si era dato la mission di produrre un super-elettrone ovvero dopo il quarto anche il quinto elemento di un nuovo sistema conoscitivo questa volta duale.
Con GiovanniSilvia si chiude quindi un'epoca e se ne apre una nuova: quella che da un soggetto ancora singolare (SRI) il soggetto unico emigra in un nuovo soggetto questa volta non più singolare ma duale, un super-elettrone quale super-soggetto comune a due atomi umani.
A partire da quella data siccome il soggetto in tutto l'universo è uno solo nel mondo non c'è più il SRI ma più solo l'ex-SRI che pertanto non può produrre nulla di nuovo non essendo più creativo ma vive più solo di rendita di quanto ha pensato quando era creativo e che pertanto consuma la sua memoria fino al suo exitus finale.
GiovanniSilvia non sono più una coppia pertanto anche parlare di nuova coppia non è corretto in quanto GiovanniSilvia non sono sposati ma proprio saldati, cioè sono proprio una sola persona ma di tipo duale, consapevoli di essere irreversibilmente uniti ma anche irreversibilmente distinti.

In loro l'istinto di socialità non sfocia mai anche e solo nella fantasia della simbiosi assoluta (parliamo di "fantasia" dato che dopo l'evento Big Bang la simbiosi assoluta può essere solo immaginata, fantasticata ma mai più realizzata nella realtà ma nello stesso tempo anche l'istinto di libertà non può mai sfociare in distruttività dell'Altro (anche in questo caso parliamo di fantasia o immaginario distruttivo poichè l'Altro è indistruttibile come Altro).
La storia della psicoanalisi ha così prodotto, perchè di vera produzione si tratta, un nuovo archetipo che è adesso l'unico archetipo che sia ancora vivente, l'archetipo dell'ultima coniunctio.
E mentre i vecchi maschi bisticciavano con le donne e le donne bisticciavano con i maschi, il movimento rivoluzionario internazionale psicoanalitico ha lavorato nella direzione (significato, senso vuole dire direzione) a questa saldatura definitiva.

Saldatura quindi in una sola persona duale e non semplice sposalizio tra due soggetti ancora singolari che mantengono comunque la loro individualità come altro dall'altro: si tratta di un evento di capitale importanza, un vero e proprio novum storicum, anzi l'unica vera novità storica.


Cosa è verità?

"Vero è solo l'Intero" (Hegel)
"E infine saremo ciò che veramente siamo" (Silvia Montefoschi)







Tutto è compiuto

In teoria potremmo non fare più nulla perchè tanto ormai il più è fatto e la rivoluzione impressagli la direzione giusta o meglio consapevolizzatasi infine della sua vera direzione che prima era solo inconscia, va da sè in automatico, il tempo che ci vuole ma se lavoriamo alla rivoluzione psicoanalitica dell'intersoggettività radicale, tanto meglio, perchè così accelereremo esponenzialmente il processo rivoluzionario non facendo ad esso più alcuna resistenza, ma comunque la rivoluzione è un bulldozzer e tutto travolgerà.
Tutto è compiuto: non resta che aspettare pazientemente il grande evento e il grande evento è il trionfo definitivo del nichilismo tutt'uno con la scomparsa del nichilismo.







Storia e relazione: la dimensione temporale e il suo arcano


Essere o non essere questo è il problema: 
non si tratta di pensare a come occupare il tempo
ma si tratta di pensare a come far scomparire il tempo,
tempo che la moderna fisica quantistica ci ha insegnato che è la stessa cosa dello spazio: lo spazio-tempo.

La vita non è un passatempo
la vita come passatempo
un passare del tempo è solo la vita della preistoria della vita.

Il tempo altro non è che il tempo necessario a colmare uno spazio
e precisamente lo spazio che separa l'Uno dall'Altro i due termini della relazione
i due termini del Logos che era in principio
che era
che è 
e che sempre sarà
l'infinitamente vivente
e infinitamente vivente
perchè infinitamente pensante

gli immortali
i primi immortali
i due termini del discorso
la relazione
il legame che era in principio

perchè più importante di me e di te
è il legame tra me e te

tutto passa
e solo il legame resta.

quel legame anche chiamato Logos
il legame che era in principio
da cui tutto ciò che è deriva
poichè tutto ciò che è stato fatto (la storia)
è stato fatto da questo legame (la relazione)

tutto passa
e solo il legame resta

il legame
l'unico immortale

tutto muore
anche la storia del legame
ma il legame non muore mai

perchè il legame è Dio.



Riassumendo

Storia dell'uni-verso / storia dell'energia (pensante)

0. Singolarità originaria da cui ha inizio l'evoluzione parallela nel noumenico e nel fenomenico quali realtà ancora separate fino all'avvento dell'archetipo dell'ultima coniunctio o nuovo soggetto duale che le riunisce finalmente e infine in un'unica realtà.

1. Evento Big Bang
2. Particelle di materia e antimateria instabili (coscienza virtuale)
3. Particelle di materia polarizzate stabili positive e negative (coscienza semplice)
4. Dall'atomo fino all'uomo e la donna (SRI) - elettrone
5. Monopolo-Dipolare o nuova Persona Duale (SSR) - superelettrone


Bibliografia

  • S. Freud, "Mosè e il monoteismo", 1936
  • C. G. Jung & W. Pauli, "Sincronicità", 1958
  • S. Montefoschi, "La coscienza umana  e il destino dell'universo", 1986
  • S, Montefoschi, "Storia della preistoria del verbo", 1987
  • S. Montefoschi, "Il regno del figlio dell'uomo", 1997
  • S. Montefoschi, "L'avvento del regno specificamente umano", 2004
  • S. Montefoschi, "L'ultimo tratto di percorso del Pensiero Uno", 2006
  • P. Davis, "Dio e la nuova Fisica", 1983

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Un dizionario di solo sei parole per spiegare tutto ciò che conta veramente


  1. Spazio
  2. Tempo
  3. Massa
  4. l'Uno
  5. e l'Altro
  6. dell'unico discorso (Logos)


Sei parole
solo sei parole
ma con queste sei parole
si può spiegare tutto
ma proprio tutto ciò che è,
incluso ogni evento
e ogni vicenda
perchè il resto sono solo particolari.




Spazio

Spazio è lo spazio che separa l'uno e l'altro dell'unico discorso

Tempo

Tempo è il tempo che occorre per colmare lo spazio che separa l'uno e l'altro dell'unico discorso.

Massa

Quello spazio-tempo altro non sono che massa ovvero massificazione dell'energia pensante.




"Verità è solo l'intero"

(Hegel, "Fenomenologia dello spirito", 1807)


"Unità è solo un divenire unità"

(Franz Rosenzweig, "La stella della redenzione", 1921)


"E infine saremo ciò che veramente siamo"

(La figlia di Hegel ovvero Silvia Montefoschi)


"Infine il pensiero cessa di pensarsi per più solo sentirsi"

 (GiovanniSilvia prototipo del nuovo e ultimo archetipo, l'unico archetipo che sia ancora vivente e che è l'archetipo dell'ultima coniunctio)




Il mistero della luce: a cosa serve la luce?

Uno dei più grandi misteri dell'uni-verso non è solo il mistero del tempo (su questo argomento leggersi Marcel Proust e Henri Bergson) ma anche il mistero della luce.

La Dark Age

Noi sappiamo che l'uni-verso all'inizio e anche per molto tempo era un universo buio e infatti gli astrofisici si riferiscono a questa prima era della storia dell'universo con il termine di "Dark Age".

Fiat Lux

Che cos'è che ad un dato momento di questa storia l'uni-verso si sia illuminato?
Se le stelle si illuminano è per via della reazione termonucleare ovvero per via di queste esplosioni interne alla stella che servono proprio ad equilibrare la stella in modo che non collassi su se stessa a causa della forza gravitazionale interna enorme.

La luce del mondo

Se le cose stanno così la luce che poi è la luce del mondo serve proprio per non essere sopraffatti dalla forza interna alla stella. Sarebbe più corretto dire che la stella esplode cioè realizza la reazione termonucleare e la luce è solo un sintomo, una conseguenza di queste esplosioni ma che cosa sono queste esplosioni? Sono delle sintesi atomiche ma non come quelle che producono molecole che in qualche maniera socializzano gli atomi creando delle reti molecolari paragonali a famiglie, tribù, città atomiche, la reazione termonucleare invece è paragonabile a una scopata atomica. In questo caso gli atomi copulano e non mettono su famiglia come invece dovrebbero se volessero evolversi da semplici individui atomici a società ovvero molecole.
Perchè copulano gli atomi? Per contrapporsi alla forza gravitazionale interna alla stella ovvero per non morire, per non trasformarsi in buchi neri che è il capolinea mortale di una stella quando la forza gravitazionale prende il sopravvento.

Una malattia mortale chiamata "nichilismo"

Nell'universo infatti c'è come una forza che esiste da molto prima che i filosofi soprattutto della modernità l'hanno nominata e questa forza divoratrice e frammentatricie della"presenza" si chiama "nichilismo".



Per comprender meglio la finalità di tutto questo processo occorre riferirsi a un prima dell'evento Big Bang.


Dal sonno eterno alla vita eterna

In principio era il sonno dei due della relazione che non sapevano di essere due e non sapendo di essere due ovvero l'uno e l'altro del discorso non sapevano nemmeno di essere Uno perchè per sapere di essere Uno occorre sapere di essere Due. In principio quindi non era ancora quindi la vita eterna ma solo il sonno eterno che non sono la stessa cosa.
Poi i due si distinsero e nel distinguersi seppero simultaneamente sia di essere Due ma proprio per questo seppero anche di essere Uno.
A questo punto comincia la vita eterna e si potrebbe dire "missione compiuta".
Quindi non c'era affatto bisogno della storia dell'universo.
La vita eterna non aveva affatto bisogno anche della storia dell'universo.
La storia dell'universo è stato quindi solo un incidente di percorso dei due dell'uno ma che comunque se c'è stato un tale incidente di percorso si vede che doveva esserci perchè nulla accade per caso ma tutto è una necessità di Dio dunque alla luce di tale consapevolezza non possiamo più chiamarlo "incidente di percorso" ma anch'esso una "necessità di percorso".

Non bastava quindi essere capaci di distinguersi ma occorreva anche essere capaci di essere capaci a mantenre all'inifinito una tale distinzione e per questo occorreva esser capci di sostenre non solo forti tenzioni ma una tenzioen infinita.

Nasce quindi la logica della separazione che è la logica dle mondo dove i due ovvero sempre l'uno e l'altro del discorso, o sanno di essere solo uno (nevrosi-psicosi isterica)o sanno di essere solo due (nevrosi-psicosi ossessiva). In questo consiste la qeustione del sapere, la questione della scienza ede è proprio per questo che noi inisistiamo che il vero sapere ovvero la vera scienza è porpio la psicoanlisi. E' infatti proprio garzie alla scienza psiconalitica quale scioenza suprema della relazioen che l'uno e l'altro della relazione, inq eul caso l'analista e il suo paziente vengono a sapere di essere IRREVERSIBILMENTE uno ma anceh IRREVERSIBILMENTE due dove la parola "irreversibilemnte" è prorpio la parolina magica della scienza psicoalitica rispetto alla scienza del mondo.

La luce, la luce delle stelle che poi è la luce del mondo serve quindi solo a non morire priam di aver terminato il lavoro ovvero serve solo a guiadagnare tempo e poter così portare a compimnto il lavoro priam ceh si spengano le luci definitivamente.

Ricordiamoci come è inziiato lo sprint dello sprint della stroia dlel'universo:

1895 Muore Friedrich Engels teroric adi uan dialettica della ntura e nasce al psicoanlisi qual sprint della storia dell'universo che chaima uan tale dialettica "dialettica dell'inconscio" come altara dlal soal dialettica dlelo spirito o della sola coscienza chiamata anche dialettica della storia: "Il simbolo di forgia nell'inconscio" (Silvia Montefoschi)



1977 inizia lo sprint dell'o sprint dopo Freud e Jung con il primo libro fondante la nuova psicoanalisi intersoggettiva che presto diventerà psicoanalisi intersoggettiva radicale: 
"L'uno e l'altro - Interdipendenza e intersoggettività nel rapporto psicoanalitico" di Silvia Montefoschi.



Natura controrivoluzionaria e artificio rivoluzionario

La stessa Silvia Montefoschi racconta come iniziò questo ultimissimo percorso della centenaria storia della psicoanalisi: Silvia Montefoschi nei primi anni settanta del novecento stava nel suo studio e chiuse la finestra non facendo filtrare alcuna luce nello studio dopo di chè cominciò a scrivere.
Era - racconta - come se non fossi io a scrivere ma come se scrivessi sotto dettatura.
Ad un certo punto riaprì la finestra e la luce del mondo entrò nella stanza illuminandola e lei in quel momento si bloccò e non riuscì più a scrivere nemmeno una parola.  Allora richiuse nuovamente la finestra e al buio della stanza riprese a scrivere di nuovo come se fosse anche qui nuovamente sotto dettatura. Da quel momento continuò a scrivere ininterrottamente dal 1977 fino al 2009 sempre sotto dettatura.



Io ricordo un giorno in un incontro, che dato che a me invece piace proprio la luce del sole, le chiesi: "Silvia ti dispiace se apro un po' la finestra perchè c'è troppo buio e mi sto addormentando" e anzi aggiunsi "sai a me il buio mi fa venire la depressione."
Lei mi disse va bene e mi spiegò in quell'occasione che lei invece amava l'ombra e che preferiva la luce artificiale alla luce naturale e infatti mi aveva proposto malgrado ci fosse all'esterno un sole che splendeva come non mai: "se vuoi accendiamo una lampadina".
Io ovviamente le dissi che non era la stessa cosa la luce della lampadina e la luce del sole tuttavia compresi ciò che Silvia voleva dire e sapevo che Silvia aveva ragione e non io .
Dopo la natura e la storia della natura è l'avvento dell'artificio.
Ci sono dei coglioni e anche delle coglione che creano persino dei movimenti politici in difesa della natura: noi invece dobbiamo difendere l'artificio, la nuova natura artificiale.
Se l'artificio ci può sembrare ostile non è perchè rappresenta una involuzione rispetto alla natura naturale ma perchè l'artificio non ha portato ancora a compimento la sua evoluzione.
E che cos'è l'artificio?
E' il simbolo e il mondo simbolico.
Il simbolo è l'artificio.
Ed è questo il mondo della vera umanità e non la vecchia natura che dobbiamo lasciare alle piante e animali perchè il nostro mondo, il nostro vero abitat umano è il mondo simbolico.
Gli ecologisti, i verdi, gli ambientalisti sono solo dei nostalgici di una natura ormai perduta per sempre e quindi andrebbero rinchiusi in un zoo perchè quello è il loro vero mondo.
Noi non attardiamoci in nostalgie retrive e anti-evoluzioniste e andiamo avanti.
Lasciamo a costoro, a questi controrivoluzionari la luce del mondo visto che a loro piace e noi cerchiamo anzi produciamo la luce vera che è quella luce verticale che ancora splende nelle tenebre e che le tenebre non sono ancora mai mai e poi mai riuscite a massificare, oggettivare, offuscare.



L'imperialismo del significato

"Non esiste un testo ma solo interpretazioni e interpretazioni di interpretazioni" (Friedrich Nietzsche)

Ma che cosa sono le tenebre?
Le tenebre?
Sono proprio la luce, la luce del mondo, la luce orizzontale, la luce dei padroni del significato.
I vetero rivoluzionari ci hanno raccontato la balla che i padroni sono i padroni delle multinazionali ma la verità è un'altra: che i padroni, i padroni veri, gli schiavisti sono i padroni del significato e i padroni del significato hanno tanti ma tanti agenti di quell'imperialismo del significato e molti di questi agenti dell'imperialismo del significato sono travestiti anche da rivoluzionari ma non sono i veri rivoluzionari. Non facciamoci ingannare.


Silvia: "Ma io direi questo: l'illuminista è la luce della ragione, cioè della coscienza di essere separata dall'essere, il maschile separato dal femminile. E' quindi luce se vogliamo artificiale. Lo spegnimento della luce artificiale è lo spegnimento della luce della ragione come coscienza di essere separata dall'essere. Ma la tenebra contiene la luce in quanto è la luce della perenne riflessione dell'essere infinito. Cioè è la natura, la materia, l'essere che riconosce in sè di avere la luce. Non più la separazione tra la coscienza di essere e l'essere. Allora la luce che io porto non è più quella degli illuministi..."


Silvia: "Non è che il pensato si limita ad essere un pensato: è accompagnato dall'emozione e si trasforma in azione, quindi viene agito continuamente, mentre il non pensare, il non pensare vuole dire dire no all'essere traversati dai pensati e quindi prenderne distanza."

L'ultimo esodo del popolo eletto fuori dalla terra di schiavitù



"Trattare senza trattare
tutto ciò che ancora tratta
e fino a  che tratta."

(GiovanniSilvia)



Post scriptum: Ah! Come sarebbe bello ma anche meglio se si dicesse di me che sono il più grande teologo dei tempi moderni. 
Così in questi ultimi tempi già post-apocalittici sarebbero solo l'italiano ed evoluzionista Andrea Morelli novello Mosè e il tedesco e progressista Walter Kasper poi starà all'argentino scegliere il suo teologo di fiducia e comunque in ogni caso sono sempre disponibile a essere eletto cardinale di santa romana chiesa dato che per essere cardinale non è necessario essere anche un prete. Così in caso di dimissioni il soglio di pietro non sarà vacante ma avremo comunque un ultimo pontifex maximus anche se sarà giovanneo e non più pietrino.

"Se io voglio che egli rimanga fino al mio ritorno che importa  a te?" 
(disse il rabbino eterodosso di Nazareth al'apostolo Pietro) 

Questo mio articolo teologico in chiave psicoanalitica è infatti un vero ponte (pontifex = costruttore di ponti) tra l'animale-umano e la Città di Dio la nuova polis che poi è il REGNO (specificamente) UMANO.

"L'antropos è una ponte e non una meta" (Friedrich Nietzsche)
"Un giorno la Terra diverrà luogo di guarigione" (Friedrich Nietzsche)



Bibliografia

  • Henri Bergson, "Materia e memoria"
  • Friedrich Engels, "Dialettica della natura"
  • Friedrich Hegel "Fenomenologia dello spirito", 1807
  • Sigmund Freud, "Interpretazioen dei sogni", 1899
  • Carl Gustav Jung "La libido e le sue trasformazioni", 1912
  • Silvia Monetfoschi, "L'uno e l'altro", 1977
  • Silvia Montefoschi, "Il regno del figlio dell'uomo", 1996
  • Friedrich Nietzsche, "La nascita della tragedia - Spirito apollineo e spirito dionisiaco", 1872


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Una obiezione possibile ai mie scritti

- Ma cosa puòi fare tu che sei solo un individuo atomico!



Teresina sono solo un atomo umano? 
Rispondimi Teresina.
Sono solo? 



No Teresina dimmi che non sono solo un atomo umano.









Conclusioni


L'uomo (Dio-Uomo), la donna (Dio-Donna) e la vita eterna. 
Una nuova soggettività dunque: la soggettività del nuovo soggetto duale (SSR) dopo il vecchio e obsoleto soggetto ancora singolare (SRI) che a partire dall'atomo fino all'anthropos incluso ha fatto l'intera storia dell'universo.


Simboli e archetipi

Dissi a Silvia, se ben ricordo forse anche per dimostrarle che avevo superato il concretismo umano troppo umano rispetto alla sua persona concreta corporea materiale percepibile dai vecchi cinque sensi e che quindi io la percepivo sì come altro da me ma in me e non più fuori di me:

- "Silvia tu  sei un simbolo vivente"

Ma Silvia mi corresse:

- "Non un simbolo ma un archetipo vivente. L'archetipo dell'ultima coniunctio è l'ultimo archetipo ma  è anche l'unico archetipo che sia ancora vivente."

Oltre il principio di causa/effetto e altri pensieri


  • Il passato  e il futuro - Non è il passato che determina il futuro ma al contrario è il futuro che determina il passato: per meglio esplicitare ulteriormente e più chiaramente il concetto: per quanto possa sembrare impossibile al buon senso, è invece il passato che è stato causato dal futuro.
  • La realtà del solo presente - La verità è che non esiste nè il passato e nè il futuro ma solo il presente è reale e tutto il passato così come tutto il futuro vivono in questo presente.
  • Il presente che sembra essere solo il presente in verità non è solo il presente ma molto più del solo presente - Se così stanno le cose significa solo che ciò che non è ancora ovvero il futuro anzi tutto il futuro, pur non essendo ancora, se è anch'esso in questo presente significa solo che pur non essendo ancora invece è già qui presente in questo presente. Come dire che in questo presente ci giochiamo non solo il presente ma anche tutto il futuro, e anche non solo tutto il futuro ma anche tutto il passato perchè il passato sembra il passato e invece pur essendo passato sembrerebbe che invece non è affatto ancora passato proprio per niente ma è ancora da passare pur dando l'impressione che sia già passato mentre invece la realtà è che anche il passato è ancora quì in attesa di passare.

  • Per una storia del concetto di "Principio di Sincronicità" - Già negli anni trenta Jung rifletteva su un altro principio che fosse più vero del principio di causalità, principio questo di causalità già smantellato criticamente dal filosofo scozzese David Hume ma fu solo negli anni cinquanta del novecento che Jung insieme al fisico quantistico Wolfgang Pauli pubblicarono le loro tesi in un'opera sul nuovo Principio di Sincronicità ma mentre Jung considera il principio di sincronicità come un principio che riguarda solo alcuni fenomeni che non obbediscono e quindi non si possono spiegare facendo ricordo al principio di causalità, Silvia Montefoschi invece considera che tutti i fenomeni, nessuno escluso obbediscono al Principio di Sincronicità. Che cos'è il Principio di Sincronicità? E' la Necessità, il Fato, il Destino, la Divina Provvidenza o anche Automaton, così lo chiamavano gli antichi greci. Diceva già a suo tempo Friedrich Engels che tuttavia non parlava di principio di Sincronicità ma di Necessità: "Non esiste alcuna libertà ma se proprio vogliamo continuare a usare qeusto termine di libertà allora la libertà può essere solo la COSCIENZA DELLA NECESSITA" (Friedrich Engels)

Diceva Jung: "Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti sarà l'inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino."

E tuttavia sempre Jung al paziente che gli chiedeva se la psicoanalisi lo avrebbe aiutato a guarire dalla nevrosi, gli rispondeva: "Non è la psicoanalisi che ti guarisce dalla nevrosi ma al contrario è la nevrosi stessa che ti guarisce".

Oggi che sappiamo grazie alle nuove elaborazioni sull'inconscio sviluppate da Silvia Montefoschi che questo misterioso inconscio altro non è che l'interdipendenza tra l'uno e l'altro dell'unico discorso o meglio è il non sapere di questa interdipendenza, alla luce di questa nuova visione dell'inconscio, quanto sosteneva suo tempo Jung diventa ancora più comprensibile nella sua veridicità.

Silvia Montefoschi aliena come nessuno da ogni concezione pragmatica e utilitaristica del sapere, a sua volta ai pazienti che gli chiedevano se una psicoanalisi li avrebbe potuto servire, rispondeva che la psicoanalisi non avrebbe potuto servirgli proprio a niente ma al contrario erano loro che invece potevano servire alla psicoanalisi manifestando così la sua concezione della psicoanalisi come una impresa rivoluzionaria collettiva e qui il concetto di "impresa" va inteso proprio nel senso anche imprenditoriale che assume il termine in alcuni contesti. La psicoanalisi infatti è un lavoro, una impresa collettiva ma si tratta di un lavoro che porta a compimento la stessa storia del lavoro umano  e non-umano e di questa storia del lavoro nè è anche lo sprint finale. 

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